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"La realtà è in continuo mutamento, ma lo è anche la personalità" 

Cosa è il cambiamento?

(collegamento fra paura del futuro e paura del cambiamento

affrontare dei cambiamenti che richiedono sacrifici in momenti positivi della vita)

Con questo termine si definisce il fenomeno delle differenze che si possono osservare in una stessa realtà in due tempi differenti dove più passa il tempo e più vi sono differenze, differenza causate da degli elementi che influenzano e modificano tale realtà.

Panta rei o meglio tutto scorre e tutto cambia, basta guardarsi intorno o guardare se stessi per rendersi conto che più passa il tempo e più ogni cosa è differente, alcune a velocità ridotte altre cose invece mutano e continuano a mutare a velocità sostenute.

Il cambiamento può essere considerato una minaccia in quanto le cose non cambiano necessariamente in meglio ma anche in peggio.

Da qui ci sono due possibili bivi:

- c'è chi illusoriamente e disfunzionalmente tenta di opporsi ai cambiamenti, cercando di conservare e impedire una cosa di inevitabile;

- c'è chi invece comprende ed accetta il cambiamento e investe risorse per aggiornarsi al cambiamento così da essere pronto, direzionare il cambiamento così che questo tenda ad essere positivo e accettare anche quando le cose cambiano in peggio maturando una personalità resiliente e ottimista, sapendo che comunque potrà ricambiare le cose al meglio è solo una questione di tempo.

 

Solitamente le persone che si oppongono al cambiamento sono quelle che non sono in grado di comprendere o perseguire la seconda scelta sopra elencata.

A peggiorare il quadro della situazione è anche una mentalità convergente e chi manca di creatività, non riuscendo a vedere quante opportunità di vita positive ha, quante alternative, quante cose possono esistere si sente pesantemente danneggiato dalla possiiblità che finisca ciò che di bello o ha o che cambi perché sente come se rimanesse senza nulla.

Queste persone investono nell'essere conservatore come meccanismo difensivo, investono nel limitatare il cambiamento in modo tale che se le cose restano come sono allora non c'è modo di temere che accadano cose che si temono o cose spiacevoli, desiderano conservare lo status quo.

Ma questa è un'illusione, le cose cambiano a prescindere che lo desideriamo o meno per il semplice fatto che non siamo gli unici a controllare questo cambiamento, intorno a noi ci sono altre persone che agiscono su tale controllo.

La prima cosa che va accettata riguardo al cambiamento è che non esiste un controllo totale ed esatto a riguardo, si ha a disposizione un margine di controllo che non può fermare il cambiamento.

Per questo la scelta più conveniente non è fermarlo ma tentare di direzionalo in modo tale che la realtà cambi in una direzione in linea con la propria felicità e benessere, scegliendo strade fattibili e accettandone i rischi.

 

Un esempio pratico del concetto di direzionamento lo si trova nei rapporti di coppia in cui entrambe le persone tentando di direzionare il loro cambiamento in modo che restino compatibili , ma non solo anche migliorando loro stessi basandosi sul fatto che non c'è garanzia di far durare quel rapporto.

Mentre una persona illusa tenterebbe di controllare il cambiamento, trovare un modo per cui le cose non cambieranno e rimaranno insieme per sempre.

Da una parte il cambiamento può essere un problema quando questo avviene a prescindere delle nostre intenzioni ma per agenti esterni o per effetti indiretti delle proprie azioni ma dall'altra parte è fondamentale perché senza non ci si potrebbe realizzare.

Il modo migliore per usare il cambiameno a proprio vantaggio senza illudersi è quello dell'ottimismo.

Questo ci fa comprendere come la persona saggia che comprende il cambiamento sia costantamente orientata su due fronti:

- uno progettuale in cui il cambiamento è la base per la sua realizzazione e costruzione della felicità e benessere;

- uno difensivo e preventivo, dove il soggetto sa che nel cambiamento ci sono anche dei rischi che tenta di gestire e a cui tenta di prepararsi.

 

 

 

 

 

Il cambiamento non è controllo totale ma consapevolezza, dove una persona lungimirante in cui il soggetto fissato uno scopo tenterà di avvicinarsi ad esso senza illudersi che le cose possano andare esattmente come preventivato.

 

 Il cambiamento a livello pratico ci ricorda che fra 5, 10, 20 anni saremmo persone diverse e che oggi possiamo iniziare ad agire per direzionare questo cambiamento ed esserne in parte gli artefici, ricordando che pensare di controllare questo cambiamento in modo totale è un'illusione ma controllarlo per direzionarlo non lo è.

Le persone di fronte all'evidenza del controllo del cambiamento come l'illusione cadono erroneamente nell'errore opposto pensando che non si possa fare nulla generando frasi altrettanto errate come "la vita è ciò che ti capita mentre stai progettando altro".

 

 

 

La fallacia del cambiamento inutile

Alcune persone percepiscono che non sia loro utile cambiare, quali sono le motivazioni che ci sono deitro questra visione errata e distorta? l'AB ne trova due:

- ormai non serve più, la persona ha una visione dell'esistenza basata su realizzazione e tappe, quindi ormai non gli interessa più divenire una persona migliore perché ha un'età secondo la quale qualsiasi cosa farebbe non sarebbe più come se l'avesse fatta "per tempo", qui il problema non è tanto il cambiamento la percezione del soggetto che non gli fa comprendere come la realtà vada e che sia ancora possibile essere felici;

- non posso farcela, il soggetto ha un'autoefficacia statica e pensa che non potrà sviluppare ciò che serve per fare tutto questo rimanendo in un immobilismo e lasciando che le cose cambino in modo casuale, ma non è detto che cambiare migliori le cose, anzi quando si tratta di cambiamento casuale è più probabile che peggiorino;

- pessimismo.

 

fino a qui

L'errore più comune che si compie quando si tenta di comprendere il cambiamento è quello di non porre attenzione contemporaneamente alle due variabili fondamentali ovvero direzione del cambiamento e velocità del cambiamento.

Questo cosa vuol dire? Vuol dire che ogni cosa cambia ma non è detto che questo cambiamento avvenga in un tempo utile o avverrà in modo utile, facciamo degli esempi per comprendere questo punto.

Immaginate una persona sociofobica che non fa nulla per risolvere la sua situazione perché tanto pensa "il tempo cambia tutto prima o poi cambierà questa situazione", dov'è l'errore di questa affermazione? Duplice:

- il primo è quello di non considerare che la sua esistenza durerà altre decadi e non è detto che se questo cambiamento, seppur virtualmente esista, avverà entro questo lasso di tempo. Potrebbe accadere che se la persona vivesse 200 anni allora avrebbe tempo sufficiente per cambiare da sola senza fare nulla. Sperare che questo cambiamento avvenga in tempo utile è da illusi, potrebbe succedere come potrebbe non succedere;

- il secondo è quello di non considerare che le cose cambino ma non necessariamente in meglio, se la persona desidera non essere più sociofobica ma comunque normale potrebbe accadere che cesserà di essere sociofobica ma diventi qualcos'altro, proprio perché non ha fatto nulla per tentare di direzionare tale cambiamento.

 

Questo in cosa si traduce? Che il cambiamento a diverse velocità avanza inesorabile, l'essere umano ha modo di reagire e fare in modo che questo cambiamento sia più veloce laddove serve che avanzi più veloce o al contrario rallentarlo laddove sia utile che vada lento e al tempo stesso può reagire per direzionarlo portandolo laddove sia più utile al soggetto. Questo cosa vuol dire? Che una persona saggia e razionale si pone gli obbiettivi e tenta di fare il massimo per agire nei confronti di ciò che desidera apportando i cambiamenti necessari, questo fa capire anche perché le persone puntino sulla scelta persona perché sanno che più crescono più saranno efficaci in questa reazione contro il cambiamento, perché di fatto cambiamento e controllo vanno a braccetto, più la persona cresce più acquiserà controllo sulla sua esistenza il che si traduce nel poter controllare il cambiamento in percentuale sempre più elevata senza illudersi di averlo totale ma c'è una differenza abissale fra controllare la maggior parte dei cambiamenti e limitarsi a sperare che le cose cambino da  sé in tempi utili e vadano nella direzione utile senza fare nulla.

 

 

La resistenza al cambiamento.

 "Se comandassi, come cambieresti il Mondo"

 

Perché alcune persone resistono al cambiamento? La risposta è perché lo percepiscono come un danno, questo si spiega in tre modi:

- visione assolutistica e antiscientifica, se io ho una convinzione, per di più assolutistica, qualsiasi tentativo esterno di farmi cambiare idea o proporne una alternativa sarà innefficace, perché io sono già convinto di sapere come va il mondo;

- spesa energetica, rinunciare ad una credenza vuol dire darsi da fare per capire come stanno le cose, mettere in discussione tutte le credenze ad esso collegato, ritrovandosi con un lavoro enorme da fare.

- orgoglio, il soggetto vede l'essere in errore come un atto di inferiorità, preferisce continuare a sbagliare ma sentirsi "forte" a non aver commesso alcun errore. La diplomazia qui aiuta, ma alcuni soggetti tendono a sentirsi inferiori anche quando l'errore gli viene mostrato nel modo più diplomatico possibile.

- paura dell'imprevisto e di ciò che non si conosce o che non si può da subito regolare, fare dei cambiamenti vuol dire esporsi a qualcosa di nuovo e per assurdo ciò può attivare tutta la paranoia del soggetto.

 

Come accade questo? Se le cose cambiano e non so come è possibile che nel cambiamento arrivi ciò che temo, da qui scattano le paranoie del soggetto in quanto vede possibile il manifestarsi di ciò che teme

 

Per annullare la resistenza al cambiamento è necessario eliminare l'orgoglio, avere voglia di cambiare ed eliminare gli errori scoperti ed eliminare le convinzioni assolustiche, eliminare le convinzioni in generale sviluppando una mentalità scientifica ma sopratutto risolvere tutta una serie di sensibilità, che rendono il soggetto eccessivamente timoroso nei confronti dei cambiamenti.

 

BOZZA

 

Distinguere il fenomeno del cambiamento in due parti:

- cambiare una personalità

- cambiare il corso degli eventi, specialmente nei confronti di dinamiche che sembrano essersi stabilite perché le variabili in gioco non mutano.

 

Il cambiamento di personalità conviene evidenziarlo con termini quali maturazione e crescita.

Il cambiamento gioca un ruolo cruciale nell'esistenza di ogni persona sia in termini interni che esterni.

Immaginiamo una persona che ha i suoi desideri e i suoi obbiettivi, questa persona quindi tenta di esercitare un cambiamento sulla realtà esterna affinché questa diventi in grado di appagarla. Il punto è che una realtà sociale ha logiche e dinamiche completamente differenti dalla realtà immateriale. Costruire una casa cambiando l'ambiente è completamente differente dal costruire un rapporto e cambiarlo nel caso tendi a non funzionare.

Questo ci porta alla constatazione che per cambiare la realtà è sufficiente avere le abilità e le risorse per farlo dopodiché diventa solo una questione di tempo, ma quando si tratta di cambiare un rapporto o di cambiare addirittura le persone che abbiamo di fronte la situazione si complica in modo esponenziale. Quando agisciamo su una realtà immateriale non incontriamo resistenze, una volta cahe capisci come funziona è solo una questione di efficacia nell'azione ma quando si entra nelle dinamiche sociali chi abbiamo di fronte è una persona "viva" un insieme estramente complesso di variabili, di caratteristiche che per alcune cose non può essere nemmeno cambiato come si potrebbe fare con una realtà immateriale che non può opporre resistenza.

Di solito chi affronta le tematiche di cambiamento del rapporto o di cambiamento delle persone altrui finisce per cadere nell'errore di ridurre tutto a poche condizioni e variabili, ad esempio persone che dicono "ti sarà sufficiente cambiare te stessa per apportare un cambiamento nell'altro" dimostrando come un'intuizione che può essere valida diventi errata perché invece di essere integrata in un sistema complesso venga elevata a sistema come panacea di tutti i mali e come soluzione universale o quasi.

In ogni rapporto che costituirai tu sei concausa delle dinamiche che si instaurano, quindi cambiare il tuo modo di fare cambierà matematicamente la situazione, il difficile sarù trovare quel cambiamento che produrrà come risultato quello di migliorare il rapporto, cambiare non vuol dire necessariamente migliorare.

In alcuni casi la situazione è solo difficile in altre è impossibile, perché? Perché il problema in un rapporto non è solo dato dalle dinamiche che si vanno ad instaurare ma anche da una compatibilità più profonda che non può essere modificata. Se due persone hanno due visioni completamente differenti della vita e inconcibiliabili non c'è dinamica da cambiare che possa risolvere questo conflitto, si tratta di persone con un'incompatibilità irrisolvibile al momento.

Ma mettendo che il problema non sia la compatibilità di fondo ma che ci sia un'incompatibilità basata sulle dinamiche che si sono instaurate ecco che si arriva ad una possibile risoluzione. L'intervento è comunque difficile e chi dice il contrario ha una visione utopistica del rapporto.

L'unica soluzione che è "relativamente semplice" riguarda quelle dinamiche negative che si instaurano partendo da credenze negative, come un'autoimmagine negativa o credenze negative riguardo agli altri.

Si parla di "relativamente semplice" perché qui è sufficiente eliminare la credenza per poter risolvere la maggior parte dei conflitti dato che la persona smette di avere quei pregiudizi che la facenano apparire come antipatica in ogni contesto inibendola. Ma poi andando a vedere si scopre che eliminare un'autoimmagine non è poi così facile così come non è facile andare ad aggredire le credenze illusorie che si sono radicate nella persona, la situazione è più semplice nel senso che è meno complessa ma potrebbe essere comunque difficile da risolvere.

Nei restanti casi la situazione si complica perché le perone instaurano dei rapporti basandosi su istntività e automatismi e quindi il loro modo di fare e le dinamiche che instaurano nei rapporti non nasce da una precisa volontà o un metodo in cui si può interevenire ma da come queste persone si buttano nella realtà in modo euristico.

In quest'ultimo caso è sufficiente cambiare le credenze disfunzionali e limitanti, che avevano delle ripercussioni tali da soffocare e cambiare il rapporto, ma la questione non è sempre così facile. Come fai a intervenire in persone che si rapportano basandosi su istinto e automatismi? Per quante cose potrai spiegargli o per quante promesse intendano farsi, continueranno ad ignorarle o a farle solo nel primo periodo.

Questo vuol dire che alcuni rapporti che hanno dinamiche non soddisfacenti o sofferenti possono essere cambiate una volta che analizzata la situazione ci si rende conto che il problema è superabile, che l'incompatibilità non nasce dalla personalità più profonda ma da modi di fare che possono essere sistemati. Questo vuol dire che se ci si rende conto che il conflitto ha cause profonde (come ad esempio la persona non accetta i pensieri dell'altro, la sua visione delle cose, i suoi valori) l'unica cosa da fare è andare ognuno per la propria strada o comuque se questo non fosse possibile ridurre i rapporti al minimo o attuare metodi che diminuiscano questa sofferenza e la arginino in qualche modo (pensiamo a casi di famigliari o di contesti lavorativi da cui al momento non si può fare a meno). Quando invece ci si rende conto che sono le dinamiche instaura ad essere la causa del conflitto qui è possibile attuare un cambiamento. La strada da intraprendere è quella di cambiare i propri modi di fare sviluppando un metodo di rapporto più pensato e conscio, qui la persona necessita di fare un più profondo cambiamento di personalità (cosa che non tutti sono disposti o in grado di fare) per cambiare quello che potrebbe essere definito come stile cognitivo e riuscire ad avere un comportamento più pensato e mirato. In questi casi difficilmente si riesce al primo tentativo, le dinamiche sono complesse e per quanto una persona possa sviscerarle nessuno è in grado di prevedere esattamente come questo possa andare a cambiare l'evoluzione del rapporto. Questo ci porta ad assistere a diverse evoluzioni nel rapporto ad una persona che inizia a cambiare comportamento fino a quando non vede che le dinamiche che si instaurano sono soddisfacenti per entrambi portando ad una maggiore armonia e funzionalità.

Per aumentare le probabilità di successo conviene anche andare a minare i pregiudizi nell'altro, facendo presente che la persona sta attuando un cambiamento e i motivi per cui lo sta facendo, andando nel caso anche a chiedere all'altro di tentare a fare qualche cambiamento. Questo accelera un percorso che comunque può avvenire anche unilateralmente.

Il concetto di cambiamento del rapporto è fondamentale per avere una visione chiara di come la compatibilità abbia una componente variabile su alcuni punti, abbia dei margini di manovra.

fino a qui

 

[da integrare, il cambiamento eclettico, il cambiamento guidato]

 

 

Se non fai nulla per cambiare, difficilmente il cambiamento andrà nella direzione che desideri, illudersi che questo accadrà non cambia quello che realmente accadrà:

Come era bello quando pensavo al periodo universitario e mi dicevo che sarei ritornato un ragazzo attivo, brillante, con rinnovata autostima. Pensieri e illusioni che mi facevano stare bene, scappavo dalla quotidianità che mi intristiva, mi deprimeva. Dicevo tra me e me "Coraggio, che l'anno prossimo inizia un periodo importante della tua vita, sicuramente cambierai, la depressione se ne andrà, farai nuove amicizie, uscirai il sabato sera"..e tanti, troppe illusioni felici. Mi ripromettevo che questa sofferenza prima o poi sarebbe scomparsa, che sarei ritornato quel ragazzo di prima, che tutta quella malinconia se ne sarebbe andata.
Invece, nulla. Sono sempre io, lo stesso identico ragazzo di un anno fa. Non sono maturato, non sono cambiato, non sono migliorato. Non mi sono evoluto. Ragiono come prima, forse anche peggio. La mia mente sembra inattiva, stanca, va avanti per inerzia. Cerco di stimolarla con argomenti che possano stuzzicarla, ma nulla

 

 

Conviene cambiare gli altri? La risposta è no, chiunque abbia un minimo di consapevolezza sulla personalità si renderà conto che tentare di cambiare qualcuno è praticamente mission impossible per l'enorme mole di lavoro e per le resistenze che le persone attuano. Per fare un esempio pratico immaginiamo ad una persona che è disturbata, va da un terapeuta e questa nonostante abbia intenzione di cambiare riesce con fatica e con anni a cambiare una parte di sé (in questo caso quella disfunzionale). Cambiare qualcuno che non desidera cambiare è praticamente impossibile, l'unica cosa che si può fare è tentare di cambiare qualcuno proponendogli un cambiamento, se questa persona accetta ma con il tempo vedete che il cambiamento non avviene o avviente in modo più lento di quello che potete tollerare lasciate perdere e puntate a trovarvi qualcuno che desiderate per come è senza la necessità dicambiarlo.

BOZZA:

una persona paranoica ha difficoltà nell'accettare il cambiamento per comodità preferisce non considerarlo dato che è incerto e probabilistico, concetti che non è in grado di gestire, queste persone tendono quindi a pensare che il futuro sarà identico anche se dentro di loro sanno che non è così, ma ripeterselo per loro è fondamentale, ne va della loro stabilizzazione.

Cambiamento casuale e cambiamento direzionabile ma non controllabile

fare del cambiamento una crescita continua, investire affinché si abbiano alternative in più, personalità migliore, aumentare l'efficienza e la conoscenza generale sopratutto quella esistenziale

E' inutile chiedere alla persona come si vede nel futuro, sono giochi psicologici inutili, ciò che conviene chiedere è quale è il suo piano attuale di investimento per il suo cambiamento nel futuro e se possiede delle credenze illusorie di controllo come quella sull:

- innamoramento esclusività e in generale di poter controllare le emozioni che prova facendo in modo che ciò che prova per qualcuno non finisca mai e che non provi niente di scomodo per altri;

- legame, pensare di poter evitare che alcuen persone vadano via.

Non si potrà prevedere l'intera situazione futura, ma si può comunque agire per raggiungere degli obbiettivi per quella data.

 

DA RIVEDERE 

Nella quotidianità il concetto di cambiamento è diffuso anche se presenta confusione a causa dei diversi significati attribuiti, elenchiamoli:

- cambiamento inteso come tutto ciò che accade all'esterno della persona, la realtà mutevole;

- cambiamento inteso come tutto cià che accade all'interno della persona, la personalità mutevole.

Mentre il primo punto è abbastanza chiaro a tutti il secondo invece viene compreso con difficoltà, da una parte perché alcune persone si autoconvicono che le personalità non cambi dall'altra parte perché alcune persone faticano a comprendere il concetto stesso di personalità, non comprendendo chiaramente cosa stia cambiando e perché.

Le stesse persone che accettano e concordano con una visione mutevole delle cose potrebbero al tempo stesso, per una scarsa considerazione del fenomeno, rimanere sorprersi quando qualcosa cambia affermando frasi "si lo so che tutto cambia però ogni volta ne rimango sorpreso perché non me lo aspetto".

Questo avviene perché la persona nonostante abbia compreso l'inevitabilità del cambiamento, per comodità tenta di illudersi, di autoconvincersi che non sia così per evitare tutte le conseguenze che questo implicherebbe, è più facile non fare nulla e non sentirsi in colpa e limitarsi a sorprendersi con un "che ci potevo fare?" piuttosto che considerare questo fenomeno di cambiamento e investire puntualmente per direzionarlo affinché la persona non si ritrovi con "brutte sorprese".

Il cambiamento è un fenomeno globale differenziarlo fra fuori e dentro è soltanto una comodità, un cambiamento che non si può né controllare né fermare e che si può solo tentare di direzionare.

L'illusione del controllo sul cambiamento è notevolmente diffusa e si può rappresentare con pensieri come "ma se una persona lo desidera si impegna per restare la stessa" oppure "si trova sempre un modo per cambiare come lo si vuole" o ancora "volere è potere", questo fenomeno si basa su delle specifiche credenze illusorie di controllo, la persona creda che sia sufficiente fare determinate cose per avere un'efficacia certa dimenticando che il cambiamento si muove su un'infinità di variabili e che non solo l'essere umano ne riesce a scoprire e considerare poche per volta, ma che sopratutto ha delle energie limitate per tentare di modificare questo cambiamento sia interne che esterno.

Questo porta ad un ridimensionamento del fenomeno, l'unica cosa che si può fare è tentare di direzionare il cambiamento interno, con la crescita personale e il cambiamento esterno con delle azioni, tenendo a mente che il tutto si basa su "tentativi" che possono essere efficaci o meno.

Questo ci fa comprendere come l'aumento di efficacia non lo da l'illusione del controllo, l'aumento di efficacia lo si ha con la costanza, quando la persona invece di limitarsi ad agire solo in determinati momenti, sceglie una rotta e tenta di direzionarsi giorno per giorno, facendo il miglior uso possibile delle risorse disponibili che si hanno utilizzandole ogni giorno.

Anche in questo caso la persona aumenta l'efficacia di mantenere una rotta, ma un controllo esatto e preciso non è possibile, è questa la profonda differenza fra chi si aspetta che le cose vadano in un preciso modo o che non cambino mai e di chi invece è più concreto e si rende conto che se utilizzerà al massimo le sue risorse potrà riuscire a seguire grosso modo una rotta verso uno scopo, tollerando se la rotta non sarà precisa al millimetro, tollerando quando qualche tappa durante il percorso non potrà essere raggiunta perché non si è riusciti a rimanere sulla rotta.

Il cambiamento ha i suoi effetti nei rapporti con le persone, rendendo i fenomeni di "affezionamento","legame" e "coodipendenza" incoerenti e disfuzionali, non c'è modo di garantirsi la durata di un rapporto, tutte le persone che si aspettano e credono di farlo si scontreranno con una realtà probabilistica che gli farà scontare questa garanzia illusoria che si sono promessi e si sono aspettati.

L'elemento principale che porta queste persone in errore è quello di credere che hanno un controllo diretto su ciò che rende il rapporto piacevole:

- credono di controllare le emozioni piacevole come l'innamoramento;

- credono di poter controllare la compatibilità.

Quando poi si ritroveranno di fronte una persona che non trasmette più emozioni positive, di cui non sono più innamorati perché il cambiamento ha creato questa nuova persona diversa, scopriranno sulla loro pelle il perché legarsi, affezionarsi etc.. è disfunzionale e incoerente.

 

 

Cosa vuol dire la frase "diventare migliori giorni per giorno"? Questa frase si riferisce al concetto di direzionamento del cambiamento ed investire affinché tutto questo renda la persona giorno per giorno più efficiente, aumentando l'efficienza di pensiero interno ma sopratutto costruendosi una realtà intorno sempre più comoda, più facile e quindi più efficiente.

 

 

Il cambiamento nel paranoico

Una persona paranoica tenderà a non considerare il cambiamento, non può perché questo implicherebbe abbandonare la visione della realtà come fatta di certezze e di controllo per passare ad una visione probabilistica del divenire che presenta determinate sorprese, con questa visione un paranoico sarebbe quasi completamente inibito oltre che risentito dal fatto che non può accettarlo.

 

Perché alcune persone cambiano poco?

Alcune persone fanno un percorso che si potrebbe definire inverso a quello di direzionare il cambiamento, per queste persone definibili come "chiuse mentalmente e intransigenti" l'obbiettivo è quello di preservare attivamente quello che sono e la realtà che li circonda. Queste persone finiscono per creare come una sfera di realtà e di tempo per isolarsi dal mondo intero, persone che rimaranno isolate da tutti a causa del rimanere fuori dal pensiero comune medio, fuori da ogni diversità, persone che staranno bene solo con chi la pensa come loro e ha contribuito nel creare la stessa "Sfera", un esempio eclatante sono i due nonni chiusi mentalmente e rimasti ad un'altra epoca che ormai stanno bene solo se sono fra di loro, non accettando tutto ciò che fanno o dicono i figli o nipoti o la gente della nuova generazione in generale, persone che hanno investito i propri anni per preservarsi e allontanarsi da un mondo che non rispecchia la loro etica e tutte le loro certezze.

Il cambiamento ha degli intervalli intenzionali? La risposta è no, per comprendere l'effetto del cambiamento è necessario entrare nell'ottica che risultati significati arrivano esclusivamente nel lungo termine.

Alcuni cambiamenti possono avere un impatto diverso, pensate ad una persona che dipendeva da un'altra persona e finisce questo rapporto ritrovandosi di fatto nel giro di secondi con cambiamenti significativi, questi cambiamenti non sono intenzionali, ma si basano su personalità che hanno agito al contrario di quello che farebbe una persona consapevole che desidera direzionare il cambiamento, una persona che finisce per dipendere da qualcuno non ha più una rotta ma entra nell'ottica di fare in modo che la realtà non cambi mai, crede di essere "arrivato" e finisce per sperare o investire affinché questo non finisca mai, ma come abbiamo già detto si illude di controllare una realtà che non non può controllare.

 

Tentativi inefficaci di cambiamento della propria realtà esterna

Alcune persone potrebbe considerare il cambiamento solo quando ne sentono la necessità, solo quando gli fa comodo portandole a fare dei tentativi limitati nel tempo. Questi non produranno alcun impatto perché qualsiasi tentativo di cambiamento provvisorio della realtà, non coerente con la propria personalità, anche se in un primo momento può essere efficace verrà annullato con il tempo, diventerà trascurabile,  dato che la persona continuerà a seguire e agire sulla base di come è realmente".

 

Cambiare è difficile? La risposta è no, cambiare è relativamente facile, è lento ma basta prendere tutto ciò che si crede, metterlo in discussione e sostituirlo con qualcos altro, il difficile sta nell'iniziare questo cambiamento ed essere costanti nel tempo, dato che anche se facile questo cambiamento è lungo, le difficoltà sono:

- mantenere motivati nel tempo;

- superare la propria chiusura mentale;

- superare l'eventuale paranoia e bisogno di certezze.

 

Questi tre elementi impediscono alla maggior parte delle persone di iniziare un cambiamento o di portarlo avanti per un periodo significativo di tempo, per queste persone il cambiamento sarà qualcosa qualcosa di casuale e non direzionato.

 

APPUNTI:

 -Un filosofo del passato diceva "panta rei" tutto scorre, tutto cambia, alcuni pensatori nati millenni fa già avevano compreso l'inevitabilità del cambiamento eppure tante persone ancora oggi arrivano a credere cose come "chi nasce tondo non può morire quadrato" oppure "sarà per sempre così", a dimostrazione del fatto che siamo ancora nel medioevo tecnologico.

 

-La resistenza al cambiamento è data dalla paranoia e dalla chiusura mentale, spiega perché alcune persone cambiano di meno di altre perché investono per non cambiare anche se comunque inevitabilmente cambiano anche loro.

"Ho notato nel tempo questa correlazione, quanto meno una persona è consapevole quanto più tenderà di opporsi al cambiamento, forse perché spaventata da esso, il cambiamento viene visto come qualcosa di completamente casuale e non direzionabile, il nemico numero uno per persone che hanno bisogno di certezza e controllo, al punto che queste persone potrebbero perfino non rendersi conto che in loro il cambiamento non avviene o avviene lentamente perché si difendono da esso tentanto per quanto possibile di attuare costantemente un controcambiamento" 

 

« Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell'impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va. »

 

 -un'illusione sul cambiamento "il tempo non ci cambia ma rileva ciò che siamo" si fa confusione fra il tempo che smachera un bugiardo, esiste questo fenomeno ma non vuol dire che elimina l'altro fenomeno ovvero che il tempo cambia anche le persone oltre che smascherare i bugiardi e chi recita.

-Esiste un cambiamento disfunzionale? Si, direzionare il cambiamento vuol dire sia prendere coscienza di quanto convenga farlo, ma sia essere efficaci e funzionali nella volontà di cambiare.

-'illusione del cambiamento pensando che si cambia in modo rilevante solo nella fase adolescenziale e dopo ci sia una specie di stasi, stati che molti usano per fare previsioni di compatibilità a lungo termine, alcune cose nella personalità possono anche andare in stasi con un cambiamento minimo come i metodi deduttivi efficaci, ma per tutto il resto come ad esempio i desideri, o altre cose il cambiamento rimane ben radicato, va considerata anzi fenomeni come la rinascita che anche a 50 anni una persona possa rinascere in una personalità completamente differente

-il cambiamento bloccato da tutte le illusioni stabilizzanti, se la porta si apre continuamente per il vento e io la fissa per non farla aprire o sbattere più, ho risolto un problema ma mi sono anche sigillato dentro casa.

 

-il bisogno di controllo del cambiamento per chi ha paura che l'incompatibilità distrugga rapporti lunghi come quelli del matrimonio, queste persone con il bisogno di controllo trovano la certezza di fare quel passo perché pensano che si troverà sempre un modo di controllare il cambiamento

 

- non è possibile direzionare il cambiamento, persone che pensano che sia tutto casual

- accettare se stessi per poter cambiare è già un piccolo cambiamento necessario per innescare un grande cambiamento

- persone che non comprendono la convenienza del cambiare continuamente per essere migliori, perché non comprnedono il concetto di efficienza ma si accontentano dell'efficacia o addirittura di un equilibrio 

 

ultima modifica il: 06-07-2019 - 9:52:59
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