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- Potenzialità -
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Cosa sono le potenzialità? Cos'è il potere?

Si definisce potere la credenza che qualcosa o qualcuno sia in grado di produrre un'azione. Il concetto di potenzialità viene solitamente applicato a sé o agli altri in base a quello che la persona crede.

In termine tecnico si definisce questo fenomeno come "il potere di regolare la realtà" cioè cambiarla in base ad azioni specifiche con il fine di raggiungere i propri obiettivi e interessi.

L'autopotenzialità si basa prevalentemente su sei linee di pensiero divese in gruppi di tre:

- credenze che riguardano l'autostima, in particolar modo l'autoefficacia, che portano il soggetto a sentirsi adeguato, ad avere ciò che serve per poter agire;

- sensazione di potercela fare, il soggetto si lascia guidare dall'istinto, non vi è alcun ragionamento logico ma solo il "sento o non sento" di farcela;

- credenza riguardo al merito, il soggetto crede che tutto ciò che intende fare non dipenda strettamente lui ma da altri, che siano queste persone o entità superiore. Il concetto di potere potrebbe quindi avere un significato differente dove il soggetto agisce non per raggiungere l'obiettivo in sé ma per fare tutto ciò che crede lo porterà a meritarselo, tramite un premio di altri o di entità superiori (superstizione);

 

 

Queste sono le prime tre, che vengono definite anche autopontezialità positive perché in qualche modo il soggetto può arrivare a credere di farcela con le sue forze, di essere in qualche modo collegato al raggiungimento di quell'obiettivo, le ultime due invece sono negative dove il soggetto crede di non aver alcun ruolo:

- destino, tutto è già scritto e deciso da altri, qualsiasi cosa si farà non conta, accadrà ciò che è già scritto. Questo punto è una illusione del soggetto, in una realtà meccacinistica come questa il destino non esiste ma ci sono solo le conseguene di ciò che si fa e non si fa, di come come lo si fa;

- credenze che riguardano la colpa e la responsabilità, il soggetto crede che quello che sia successo o non sia successo sia imputabile ad errori esterni che in qualche modo l'hanno danneggiato irrimediabilmente. Questo tipo di credenze sono da considerarsi anche di comodo perché evitano al soggetto di sentirsi in colpa per la sua situazione attuale, sulla quale anzi può crogialarsi ripetendo a sè e agli altri il mantra del "non è colpa mia e non posso fare nulla". Queste credenze sono errate perché per quanto nel passato ciò possa essere valido, il presente e il futuro può essere cambiato con ottimismo e con investimenti propri. Non esiste nessun danno irreversibile o eterno, solo un danno che possa spiegare il passato ma ogni volta che la persona fa questo discorso sceglie di non fare nulla per sé e dimostra che in realtà la colpa non è dell'altro ma propria che continua a vedere le cose in questo modo. Solitamente queste credenze vengono sviluppate da soggetti pessimisti o con una bassa autostima, che credendo a questa realtà prendono due piccioni con una fava, non si sentono in colpa per la situazione attuale e non soffrono perché non pensano alla loro condizione attuale, cioè che sia un problema di autostima bassa o pessimismo.

- credenze di normalità, le cose sono così e non possono essere cambiate. Il soggetto è come se non analizzasse la situazione, vede ciò che è e lo dà per normale, come se fosse piovuto dal cielo e ciò va preso. Non riesce a percepire la situazione come una serie di conseguenze che possono essere cambiate andando a lavorare sulle cause. Ad esempio una persona che litiga spesso con il partner non è in grado di capire che tale litigio può essere evitato anche solo se cambia solo lui (senza che cambia l'altro) ma pensa che sia così, sia normale, che stare con quella persona significhi litigare e ciò non possa essere cambiato.

 

 

Le credenze riguardo al merito non hanno sempre una sfumatura positiva. Il merito può essere distorto e spingere il soggetto a fare cose senza ricevere mai l'obiettivo che si è posto perché la realtà non funziona così, si legga merito per approfondire.

 

La potenzialità di una persona passa inanzitutto per la sua agenticità, cioè sentirsi un agente della realtà esterna, crede che in qualche modo l'obiettivo arriverà se fa qualcosa a riguardo, quando una persona crede che sia tutta questione di destino allora smette di agire e finisce per essere una persona passiva in balia degli eventi.

 

Con questi punti è possibile spiegare ogni azione che la persona fa o non fa, classificare le sue credenze riguardo a ciò che gli succede, cosa può fare o meno. 

 

 

BOZZA

le potenzialità e l'intervento precoce, aiutare un bambino fin da subito a scoprire ciò che gli piace e iniziare ad investire in quel settore.

Si definisce potenzialità la visione che una persona sviluppa riguardo alla crescita, la potenzialità è la base di ogni percorso di autoefficacia.

Quando una persona ragiona in termini di capacità rimane vincolato ad una visione errata e distorta per cui qualcosa o la sai fare o no, la potenzialità pone l'accento sul fatto che invece si può crescere in ogni settore partendo da zero.

Si parla di attitudine per evidenziare l'eventuale stato di partenza facilitato per alcune persone che recuperano lo sviluppo di altri attività o per diversi motivi si ritrovano ad aver già sviluppato qualcosa in quel settore preso in indagine.

Si legga capacità per approfondire.

Per l'AB la potenzialità è un concetto cardine dell'agenticità e della crescita umana.

 

ultima modifica il: 31-07-2018 - 11:01:38
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