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- Terapia -
riabilita aiuti

Terapia o psicoterapia? Si legga psicoterapia.

(per capire la terapia è necessario capire il concetto di cambiamento di personalità, alle persone normali mancano le basi psicologiche per capire cosa sta succedendo nel loro cervello e che nel dialogo si cambiano le credenze del soggetto

approccio terapeutico sistemare ciò che non va e colmare le lacune, analizi delle credenze distorte, dell'obiettivo già posseduto, dell'individuazione mancata, alessistimia, abilità non possedute,

episo narattivi come mezzo per portare il paziente a conoscere meglio stesso, a mentalizzarsi, capire il suo funzionamento e sviluppare un'abitudine alla metacognizione per regolarsi al momento stesso)

Si definisce terapia quel percorso che porta un soggetto ad eliminare un disturbo o una nevrosi.

La terapia può essere di tre tipi:

- costruttiva, la personalità del soggetto è carente;

- ristrutturativa, la personalità del soggetto è distorta;

- pianificativa, il soggetto ha gli strumenti ma manca di un progetto, tecnicamente parlando questa visione si può definitire come "costruttiva/pianificativa" perché si insegna al soggetto a pianificare, ma è talmente diffusa come problematica che conviene vederla come punto a parte.

Prima di ristrutturare è necessario seguire quattro punti:

- estrapolazione della credenza, aiutare la persona ad essere conscia dei suoi pensieri, eliminare un pensiero automatico e preconscio per renderlo conscio, così che si generi una struttura metacognitiva dove sia il soggetto può intervenire ma può comunicare i suoi pensieri al terapeuta;

- alessitimia, aiutare il soggetto a consocere le emozioni in modo che possa riconoscere e capire ciò che prova e poter intervenire anche su di quste e comunicarle al terapeuta;

- mancanza di individuazione, la persona è necessario che capisca chi è e cosa vuole così che si possa aiutare il soggetto ad eliminare il disturbo puntando allo stsso tempo alla vita che desidera;

- mancanza di astrazione, il soggetto manca di parole e concetti per poter comprendere e pensare alla situazione attuale, la realtà che non riesce a gestire, aiutarlo a sviluppare i concetti necessari e mancanti.

 

I problemi maggiori in terapia)

 

Solo conoscendo ciò che siha dentro lo si può regolare meglio, più il soggetto imparerà a conoscere di sé, meglio saprà regolarlo.

Nell'alessitimia la prima spiegazione che si dà è quella di distinguere emozioni e sensazioni.

Terapia mirata, il counselor si basa sul problema.

(correggere il modo ingenuo di vivere, è impossibile aspettarsi che ogni essere vivente sia completamente cinico con un QCM elevato, intelligente e privo di errori. Ciò che conviene fare è intervenire sull'igenuità che crea problemi, smussando quella parte in modo che si evitino problemi significativi o disturbi

non si può aiutare una persona basandosi sulla prospettiva che fornisce perché è distorta, incompleta e fallace. Quindi come fare?)

 

"Come capiamo se stiamo guarendo?" due indicatori, sta mutando il punto di vista, la qualità esistenziale sta leggermente riaumentando come risposta alle scelte e il comportamento nuovo

"riguardo l'esser in cura da uno psichiatra bisogna avere l'enorme fortuna di trovare subito quello competente perchè ce ne sono troppi che non sanno neanche porsi davanti ad una persona con problemi emotivi, dettaglio fondamentale, e di certo quando lo sforzo di curarsi col primo tentativo va male diventa sempre più difficile trovare motivazione per la ricerca di un'altro professionista del settore che sia capace, si perde proprio la motivazione. Inoltre, chi si trova bene con uno psichiatra è una buona cosa ma non è per nulla sufficiente perchè l'elemento fondamentale per un buon percorso è il sostegno e supporto della famiglia e/o altri affetti, senza di questi tutto diventa ancora più difficile.

 

 

Fase rassicurazione e del benessere immediato, ogni percorso può esistere solo se chi lo compie è motivato, preferibilmente da emozioni positive. Come produrre questo scenario in terapia? Con due passi, il primo è fornendo immediatamente una ventata di ottimismo per il futuro scardinando illusioni del tutto e subito, che si cadrà qualche volta, ma che alla fine si riuscirà nell'intento. Confermando al paziente tutti gli obiettivi che si pone, perché anche se questi si rivelassero non fattibili ci sarà comunque un modo di trovarne di simili altrettanto desiderabili da raggiungere, non conta l'obiettivo in particolare ma il fatto che il paziente percepisca che raggiungerà degli obiettivi, li cambierà in corso d'opera e raggiungerà uno stato di felicità, benessere e assenza di disturbo. Il secondo passaggio è quello in cui si lascia al soggetto anche libero spazio su tutto quello che da dire, come ad esempio sfogarsi per qualcosa che non può dire a nessuno, parlare di qualcosa a cui non può dire a nessuno, sentirsi capito, accettato, in questa fase è compito del terapeuta spronare affinché ciò avvenga, facendo capire al paziente che può farlo senza problemi;

 

Fase dell'alleanza terapeutica, nel momento stesso in cui si parla di ottimismo, si parla di obiettivi futuri in pratica si sta aprendo le porte all'alleanza terapeutica, cioè al fatto che si chiede al soggetto di portare avanti un progetto con costanza, il suo compito sarà quello di aprirsi, di continuare a guardare con ottimismo al futuro, tutto il resto verrà da sé. Questa fase è tale perché è necessario che il paziente si renda conto di questo contratto, di questa alleanza, di questo cammino comune e in caso di difficoltà su questi due punti da seguire dirlo senza problemi, ma sopratutto che ha dei compiti da seguire nel colloquio e fuori; 

Fase dell'assesmento e della trasparenza. Questa fase può presentare una difficoltà, ovvero che il soggetto non riesca ad aprirsi, innanzitutto è necessario che il soggetto si apra per gradi, nel momento in cui vedrà che non trova più le reazione classiche del quotidiano ma trova in noi delle persoen che non reagiscono in modo negativo alle sue "verità" si aprirà sempre di più. Come fare quando non ci dice tutto? Fargli scrivere un diario, senza fargli capire che lo leggeremo, ma al quale poi quando il soggetto si sentirà pronto lo consegnerà risolvendo il problema. Fargli domande, portarlo a raccontare o a giudicare qualcosa, tramite i suoi giudizi e le sue opinioni verrà fuori chi è.

"vidi psichiatri e psicologi, presi farmaci, ma si risolse poco, soprattutto perché non mi volevo esprimere. Poi mi trovarono una terapeuta che mi agganciò con la scrittura. Inizialmente le sottoponevo racconti inventati, tramite i quali però lei riusciva a iniziare a capirmi, poi iniziai anche a scriverle direttamente di me. "

Sta anche al terapeuta l'abilità di favorire l'apertura, incentivarla e farla avanzare, se un paziente non è trasparente il terapeuta è coresponsabile.

 

Fase della costruzione. Si poggiano le basi per iniziare colmare le lacune del soggetto, spiegare alla persona i punti centrali per iniziare il lavoro, per capire, questi sono quattro. Estrapolazione della credenza, alessitimia, mancanza di individuazione, mancanza di astrazione. Questa fase dura in base a quanto il soggetto ha da colmare e nello sviluppare tale carenze. In questa fase c'è un lavoro da fare sul paziente, il quale pià verrà istruito più tirerà fuori ciò che ha dentro. Qui non ci si limita ad attendere che il paziente parli, si fanno domande ma anche si usano dei mezzi come "far leggere letture specifiche" o "chiedere al soggetto di giudicare qualcosa". Non c'è il classico "parlami che ti ascolto" ma si fa un lavoro enormemente più grande e complesso per portare il paziente a capirsi ed essere trasparente;

 

Fase della ristrutturazione e/o decondizionamento, qui si inizia ad aggredire le credenze erronee del soggetto, il suo modo distorto di vedere il mondo che è alla base dei suoi problemi. Si usano le tecniche di ristrutturazione (si legga ristrutturazione per approfondirle) e di decondizionamento quando necessario per liberare la persona da emozioni e comportamenti disfunzionali per farla entrare in un comportamento che produrrà benessere. Più la persona ci dice più è possibile vedere quali sono le sue carenze in termini di abilità o comprensione del mondo, le carenze in termini di tappe della vita e quali sono le sue credenze errate, le sue fallacie. Questo significa che il lavoro inizia anche quando il soggetto ha ancora da dire. Divivendo la seduta in due parti, una in cui continua a raccontarci e l'altra in cui si comincia a lavorare già su quello che sappiamo. 

5 bis. Non tutto necessita di una ristrutturazione per essere superato o non tutto conviene che venga superato con una ristrutturazione. Questo punta completa il precedente per non vedere la ristrutturazione e il decondizionamento come delle procedure assolute da eseguire ogni volta in modo schematico. A volte è sufficiente dare un'istruzione al paziente, dirgli cosa fare, dargli un modo di fare diverso da quello che fa e questa modifica è in grado di migliorare sensibilmente la situazione. Questo fa capire anche quanto una psicoterapia che si rinchiude in sé stessa, applicando costantemente solo il suo metodo di intervento, come può essere una psicoterapia cognitivista perda di efficienza perché a volte conviene solo trovare un'istruzione, un modo che il paziente non vede ma che lo psicologo può vedere grazie alla sua comprensione del mondo psicologico, una mossa strategica come accade nella terapia proposta da Nardone ad esempio.

 

Se il cambiamento non avviene o i compiti non vengono fatti il terapeuta è coresponsabile, non è stato in grado di spiegarsi e motivare, dimostrare e portare il paziente alla volontà di fare quel tipo di lavoro.

 

Immaginano che le prime due fasi siano concluse, la maggior parte del percorso terapeutico si baserà su sedute che spazieranno in momenti di:

- trasparenza

- costruzione e ristrutturazione

- ma anche di sfogo, cioè quella componente che troviamo nella prima fase va ricercata in ogni seduta, chiedendo espressamente alla persona se ha qualcosa dentro che vorrebbe tirare fuori, su cosa sente di sfogarsi, cosa ha dentro, cosa vuole in quel momento in quell'interazione.

 

Il punto dello sfogo, che è marginale e serve è ciò che paradossalmente tiene insieme rapporti terapeutici inefficaci, che mancano del nocciolo centrale della relazione terapeutica, cioè trasparenza del paziente e costruzione e ristrutturazione della personalità del paziente.

 

 

DA RIVEDERE

 

Che cos'è la terapia nell'ambito della psiche, psicoterapeuta?

 

Terapia deriva dal greco e può essere tradotto con curare, guarire. Secondo l'AB non si possono considerare malattie i disturbi ed i complessi, ci sono conflitti all'origine di ciò, errori di ragionamento, assenza di conoscenza e consapevolezza che possono trasformare nel tempo questi disturbi in conflitti. C'è una ricerca ossessiva di ciò che potrebbe causare il disturbo che non si considera cosa potrebbe mancare, come la consapevolezza, obbiettivi esistenziali etc.. L'AB non essendo una corrente di Psicoterapia ufficiale, ma nemmeno si identifica con l'approccio che le attuali corrente psicoterapiche adoperano. L'AB non adopera una terapia per approcciarsi con un paziente, ma metodi di insegnamento che mirano alla rinascita esistenziale della persona, si prefigge di insegnare come vivere al meglio laddove il paziente sia a conoscenza di avere lacune o laddove sia il terapeuta stesso ad individuare rimandendo coerente al PDNC. Analizzando: -decisioni e metodo decisionale -aspettative -componenti del ragionamento ed eventuali errori -credenze e convinzioni si può arrivare sia a normalizzare, ovvero facendo tornare il paziente in una situazione di normalità in cui si trovava prima del disturbo o del complesso, sia portando alla rinascita andando a formare una nuova personalità razionale a partire da qualsiasi situazione di partenza, personalità razionale che sarà costruita ad hoc intorno a ciò che la persona ama e può amare. Quindi l'AB e chi si prospetto di adoperarlo come mezzo per approcciare la realtà o altre persone viene definito insegnante, in questo caso un parallesismo con i genitori può aiutare a comprensione nelle differenze fra insegnante, terapeuta e genitore. Cos'è un genitore? ( La differenza fra un genitore razionale ed un terapeuta razionale, è che il primo insegna la vita prima che l'individuo inizi a sopravvivere, il secondo interviene quando un genitore irrazionale ha creato un individuo che non ce la fa più a sopravvivere. Terapia esistenziale, per l'AB, spegnere emotore, trasforamre i costrutti certi in probabilistici, individuazione di un obbiettivo esistenziale, definizione di un programma che è dinamico e che sostituisce tutti gli schemi, tramite un investimento su se stessi e sulla felicità solitaria. Terapia strategica breve Terapeuta Chi è un terapeuta?

ultima modifica il: 17-06-2020 - 14:48:50
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