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Cos'è la filosofia?

(collegamento con dottrina)

Filosofia letteralmente vuol dire "piacere nel sapere", fare filosofia vuol dire essere curiosi, porsi domande e darsi delle risposte, parlare fra sé o parlare con gli altri della realtà che ci circonda.

Fare filosofia è una cosa molto semplice, ognuno di noi l'ha fatta quando un giorno, ad esempio,si è chiesto "ma perché esisto?" oppure si è chiesto "ma perché devo soffrire?" o "perché gli altri mi trattano male?" a prescindere che ne abbia parlato solo con sé o con altri.

Se fate un piccolo sforzo ricorderete queste fasi nella nostra esistenza, cercate di ricordare quei momenti in cui stavate discutendo con qualcuno sul perché esistavamo, una discussione che riguardava la vita, l'universo, i rapporti umani.

Provabilmente avrete vissuto con altre persone una discussione ricca di domande, dove si trovava piacevole parlare, ascoltare, formulare possibili, risposte, etc... quello che avete vissuto in quel momento è la filosofia, la voglia di scoprire, di usare le parole come mezzo di indagine, per comunicare con gli altri e darsi risposte.

 

Ogni volta che siamo curiosi e scaviamo per conoscere questa realtà stiamo facendo filosofia e prima di noi miliardi di persone l'hanno già fatta.

Ciò che differenzia tutte queste visioni filosofiche è che alcune persone hanno partorito risposte così interessanti da far parte della storia della filosofia, questo perché le loro visioni, le loro credenze, le loro opinioni sono diventate così famose da influenzare la storia, da influenzare il percorso degli eventi umani e ancora oggi vengono studiati influenzando le persone che le leggono e fanno proprie quelle risposte.

Questo cosa vuol dire? Che se ognuno di noi è un filosofo ma non è detto che ciò che partoriremo sarà importante per gli altri o lo farà passare alla storia, alcuni con il loro pensiero saranno importanti solo per loro stessi e le persone vicine altri invece partoriranno visioni così importanti da cambiare e influenzare il mondo intero.

Ogni persona, almeno in piccola parte ha filosofeggiato nella sua esistenza, si definisce filoso colui che continua a farlo, che continua ad essere curioso, ad accumulare sapere.

Tutti abbiamo bisogno di sapere, tutti siamo nati per pensare, ma alcune persone smettono di farlo perché si sentono arrivate, costruiscono il loro mondo di certezze che un giorno li porta al capolinea, non sentono più il bisogno di sapere, non sono più curiosi e la loro parte filosofica muore in quel giorno.

La filosofia per comodità può essere organizzata in tre tipologie:

- ontologica, mi chiedo cosa sia la realtà, cosa sia l'esistenza e mi do una risposta, ne parlo, quindi l'ontologia è tutto il discorso che nasce da questa domanda. Sarà ontologico tutto il discorso che ruota al tentativo di cercare cosa sia la realtà che viviamo, di cosa sia composta, dare una definizione alla materia;

- metafisica, mi chiedo da dove viene la realtà, perché c'è un'esistenza, chi l'ha creata, perché è stata creata. Tutto il relativo discorso che ne nasce è metafisico;

- esistenziale, mi chiedo come funziona la realtà umana e dalle risposte che mi do ne nasce un discorso. Il soggetto indaga la fisica intorno  a sé, tutti gli schemi umani come ad esempio perché ci innamoriamo, perché mangiamo, perché cerchiamo di sopravvivere? Perché con alcuni siamo simpatici e con altri no? Perché cadiamo in errore? Perché ci arrabbiamo? Perché agiamo in un dato modo? quale è il modo migliore di agire?

 

La filosofia ontologica e metafisica sono probabilmente le due branche che ad oggi allontanano le persone dalla filosofia, perché sono problemi che non interessano quasi nessuno o che sono perfino considerati argomenti scomodi, le persone mediamente vogliono solo stare bene e quindi al limite possono interessarsi ad una filosofia esistenziale quando questa sia chiara e può offrire loro lo spunto di vivere meglio.

La filosofia esistenziale è sempre attuale, è sempre interessante, chiunque di fronte a questi argomenti difficilmente può fare a meno di ascoltare queste teorie quando percepisce degli spunti per migliorare il suo essere.

La filosofia esistenziale coincide ad oggi con la psicologia, o meglio quest'ultima ha preso le redini di tutta l'indagine già svolta per darle una connotazione maggiormente scientifica. 

Ma esattamente come si fa a trovare il confine fra un filosofo e ad esempio un sociologo o un politico? Ci sono branche del sapere umano che si avvicinano e invadono il campo esistenziale, come fare a capire allora dov'è il confine fra filosofia e altre branche?

La risposta è che la filosofia è un percorso naturale, nel senso che ogni persona per sua intrinseca natura per vivere cerca risposte e quindi la filosofia diventa un processo praticamente inevitabile per il singolo o la collettività, la filosofia è il motore di tutto.

Questo significa che la filosofia è l'inizio di tanti percorsi che poi possono specializzarsi in branche più specifiche.

Ad esempio uno psicologo è tale perché da bambino ha avuto una fase particolarmente ricca di filosofia esistenziale, che poi ha convertito nella psicologia perché c'era questa possibilità di approfondire ulteriormente la sua indagine.

Se questo soggetto, che oggi può fare lo psicologo, fosse nato due cento anni fa, non avrebbe avuto la possibilità di convertirsi alla psicologia e sarebbe rimasto nella filosofia esistenziale, non avendo una scienza specifica dove poter trovare ulteriori risposte.

La filosofia va vista come una cosa che è sempre esistista e sempre esisterà, come il primo passo che ogni umanità compie e ogni singolo compie, poi ci sono settori più specializzati in cui il soggetto può immergersi, settori che oggi abbiamo sempre grazie a questa spinta filosofica che nei secoli ha prodotto nicchie sempre più approfondite e specializzate.

In tutto ciò che facciamo, in tutte le scienze che usiamo, anche se non ce ne accorgiamo c'è della filosofia, si ritrova un percorso millenario fatto di uomini che all'inizio avevano tante domande sulla realtà e poche risposte, ma ci provavano a darle, a far nascere un dibatitto.

La scienza è inevitabile, ogni umanità che ha un numero sufficiente di persone finirà per fare filosofia e da queste filosofie prima o poi nasceranno delle scienze, è solo questione di tempo.

Questa invece di essere una cattiva notizia in realtà è buona, perché smonta l'illusione che il filosofo sia colui che perde tempo, colui che butta la sua vita dietro a delle futilità, ci ricorda cosa sia la filosofia nella vita di tutti noi, ci aiuta a capire fasi della nostra vita e parte di tutto il progresso umano che abbiamo ottenuto.

Potremmo dire che la filosofia è tutto ciò che consegue alla voglia di capire il mondo, inizia con una cursiosità generale e diventa un motore che si incalanerà sempre più in discorsi più specifici.

La filosofia oggi purtroppo come termine è diventato quasi negativo, parlare di filosofia è diventato sinonimo di chiacchiera inutile a causprobabilmente del fallimento scolastico che ha fatto percepire la filosofia come qualcosa di inutile.

La filosofia alberga in ognuno di noi, ma il compito della scuola è quello di risvegliarla, di potenziarla e non di distruggerla con studi mnemonici e sofferti.

Ed è per questo che oggi invece di parlare di filosofia si parla di "crescita personale" dato che il termine filosofia ha un condizionamento negativo talmente potente da allontanare qualsiasi persona alla lettura piuttosto che avvicinarla.

 

Cosa vuol dire "prenderla con filosofia?", dato che numerosi filosofi si sono interrogati sul dolore e come diminuirlo, chiunque usi questi metodi per stare meglio, per "riflettere" sull'accaduto e soffrirci di meno è come se stesse facendo come facevano quei tipi di filosofi del passato.

 

 

 

 

 

 

ultima modifica il: 17-06-2020 - 16:17:13
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