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Cos'è la paranoia?

Si legga noia.

 

DA CANCELLARE

(per capire paranoia è necessario conoscere il reale significato di noia, ovvero odio, acrimonia e da qui il para, in quanto il soggetto agisce per qualcosa che crede possa accadere o che sia accaduto senza che ne abbia la dimostrazione, non agisce per una realtà che ha di fronte ma per una realtà supposta

 

noia è danno, la paranoia è collegato alla credenza

 

Ansia, il soggetto conserva la probabilità, non sa se accadrà o meno ma comunque a livello conscio e/o inconscio agisce pensando al peggio, difendendosi per la possibilità che accada (qui poi c'è la questione che si complica per chi ha una visione statistica e chi no);

Apprensione, il soggetto sa con certezza che l'evento accadrà;

Paranoia, pensare ad un danno che accadrà certamente quando in realtà non accade, il soggetto teme qualcosa che è solo nella sua testa.

 

quanto più si ha paura di qualcosa quanto più è probabile che scatti la paranoia, il soggetto tende a difendersi, ad anticipare a pensare coem potrebbe essere danneggiato perché pensarlo potrebbe aiutarlo nella difesa, questo genera un paradosso per cui il problema non è tanto la paranoia in sé ma il fatto che si abbia così tanto paura di qualcosa, facendo si che scatti questa paranoia così intensa da essere un problema per il soggetto)

Si definisce paranoia quel pensiero che insorge nel soggetto quando pensa alle possibilità negative future (sia immediato che lontano) e produce una risposta emotiva di paura anticipata, una risposta emotiva che si può definire ansiosa.

Il problema della paranoia è che questa risposta emotiva comportamentale non è data da eventi che hanno un fondo di validità, ma solo da eventi ritenuti possibili, da pareri del soggetto i quali in qualche modo stimolano l'inconscio.

Questo perché avviene? Per due motivi che coesistono:

- emotività, la paura è talmente intensa che una remota possibilità è comunque in grado di stimolarla;

- plausibilità, l'evento rispecchia le regole del soggetto, lui per primo lo ritiene possibile.

Questo cosa significa? Che anche il parere riguardo alla possibilità che accada innesca una risposta emotiva, anche se il soggetto sa di avere a che fare con un parere.

Il pensiero paranoico è caratterizzato dal "e se..." iniziale, dove la persona pensa per scenari ipotetici focalizzandosi su quello temuto.

La paranoia avviene in tre modi:

- insinuazione esterna, casuale o intenzionale;

- difesa del soggetto, la persona intenzionalmente inizia a scandagliare la realtà, specialmente se ci sono fenomeni affini che fanno da indicatore;

- paranoia per pensieri casuali, la persona mentre pensa finisce per cadere in qualche pensiero che lo manda in paranoia.

fino a qui

La paranoia nasce dalla possibilità che l'uomo ha di pensare a queste possibilità, di poter far deduzioni a carico di quello che potrà succedere basandosi sugli elementi che ha a disposizione e del come dedurrà sulla base di questi elementi.

Detto in altri termini la paranoia si basa sul "come il soggetto prevede gli eventi", andando a costruire quel "e se..." in base alla sua esperienza, quindi ad esempio diversi indicatori potrebbero portare a credere che arriverà un evento.

L'emozione dalla base della paranoia nasce secondo lo schema emotivo emozione primaria, secondaria e terziaria, cioè da stimoli condizionati, da euristiche rapide (i pensieri automatici) o da euristiche lente dove il soggetto si prende del tempo e ha analizzato a fondo la realtà per arrivare alle conclusioni che lo spaventano.

La domanda a questo punto è "perché una persona fa questo?" la risposta è per difendersi, il soggetto in questo modo la persona sviluppa un vantaggio temporale dandogli modo sia di fare qualcosa per prevenirlo sia per evitarlo.

Quando una persona presenta una paranoia più che chiedersi perché è andato in paranoia conviene chiedersi "come ha fatto a prevedere quell'evento e considerare quell'ipotesi?" e in seconda battuta "perché quell'ipotesi è così temuta? Perché quello scenario lo spaventa così tanto?".

Questo termine in psichiatria viene usato con un'accezione particolare, anche se si parla di pensare a futuri scenari di pericolo questi sono incentranti solo sulla persecuzione e il danno a partire da altre persone, mentre nel linguaggio comune questo termine ha preso un'accezione generale, la stessa ripresa dal sito, in cui si parla della previsione di qualsiasi scenario negativo temuto dal soggetto.

In base allo stile di pensiero e la realtà del soggetto in cui si è immerso la paranoia ha due tipologie di decorsi:

- paranoia sporadica, il soggetto si ritroverà per un periodo limitato di tempo a contatto con una realtà dove vede possibile ciò che teme;

- fase paranoide, il soggetto si ritrova immerso in una realtà dove vede in modo costante la possibilità di ciò che teme, pensiamo ad un sociofobico che avrà sempre a che fare con persone da cui ne teme il possibile giudizio negativo, questo lo porterà a fare continuamente paranoie e pensieri riguardi ad uno scenario che teme e con cui crede di poter avere sempre a che fare.

 

 

Per dare una netta distinzione fra i due fenomeni potremmo dire che la fase paranoica sporadica esiste quando fra l'una e l'altra passa un intervallo di tempo maggiore di un giorno. Ad esempio il soggetto che va paranoia una settimana prima di ogni esame, ma fatto l'esame tornerà ad uno stato di non paranoia che si riattiverà solo all'arrivo di un altro esame. Mentre si parla di fase paranoide quando la persona anche se ha superato l'evento temuto se ne presenta immediatamente uno dopo perché la realtà in cui è immerso è, a suo modo di vedere, ricca di possibilità che ciò che teme si presenti.

Parlare di paranoia distorta e paranoia non distorta, paranoia da condizionamenti.

La paranoia ha le sue origini nella difesa verso eventi temuti, la paranoia come già detto va scomposta in due fasi:

- la prima è quella in cui eventi ed esperienza che hanno reso il soggetto vulnerabile, questa è la cosa più profonda e al tempo stesso difficile da scoprire e comprendere, dove ad esempio ci si interroga sul perché una persona tema il rifiuto;

- la seconda è quella del perché il soggetto arrivi a fare pensieri che attivano questa paura, perché arriva a queste ipotesi. Qui si entra in qualcosa di più indagabile e conoscibile che ora verrà approfondito.

 

L'ipotesi che genera paura e di conseguenza paranoia nasce in cinque modi:

- paranoia da trauma, il soggetto è stato esposto ad un'esperienza intensa e negativa su ciò che teme da esserne pesantemente condizionato, anche per anni, questo fà si che ogni volta che c'è uno stimolo (che era presente al tempo del trauma) il soggetto provi immediatamente delle emozioni primarie di paura che attivano la paranoia, l'ipotesi gli viene in pratica fornita e mantenuta attiva dall'inconscio;

- paranoia da proiezione, qui la paranoia è rivolta prevalentemente solo verso le altre persone e ciò che potrebbero farci, dove il soggetto produce le ipotesi temute perché egocentristicamente proietta il suo modo di fare all'altro secondo uno schema di pensiero "io farei così, io potrei fare così" e questo comportamento fatto dagli altri lo teme facendo scattare la paranoia. Questo potrebbe avvenire sia con emozioni secondarie che terziarie, in entrambi i casi si parla di paranoia distorta.

- paranoia esperienzale, simile a quella da trauma, si parla di condizionamenti ma avvenuti lentamente, senza che ci sia un grande e unico intenso episodio quanto più episodi esperiti direttamente o a cui si è assistiti che hanno portato il soggetto ad associare il fatto che ciò che teme accade quando ci sono alcuni stimoli (stiamo parlando di qualcosa che avviene a livello inconscio);

- paranoia da percezione della realtà e da livello di paura, questa è quella più esperienzale e cognitiva, in quanto quando nella realtà accade qualcosa che gli ricorda che, in base alla sua percezione della realtà, potrebbe condurre a ciò che teme ecco che scatta immediatamente la difesa, l'ipotesi del "potrebbe accadere" proprio perché l'evento negativo è ritenuto inaccettabile. Questo punto va inteso come, maggiore l'evento temuto è ritenuto anche pericolo maggiore sarà la possibilità che il soggetto attivi un meccanismo di difesa a partire dalle possibile conseguenze dei fenomeni in essere. 

 

Facciamo un esempio della paranoia da pericolo, prendiamo un soggetto sociofobico che teme la possibilità che qualcuno gli rivolga la parola, immaginiamo tre scenari differenti:

- primo scenario, il soggetto è casa, la casa è vista come una zona di comfort perché è solo e isolato e non c'è il minimo rischio che qualcuno gli rivolga la parola, il soggetto ha zero ansia;

- secondo scenario, il soggetto è fuori casa, è uscito dalla zona di comfort ma il soggetto in qualche modo prende delle strade dove c'è poca gente, riesce a stare lontano dagli altri evitando in questo modo quello che lui ritiene essere "elementi che aumentano il rischio", il livello di ansia c'è ma è basso proprio perché le cose stanno andando in una direzione che per il soggetto non porta a contatti;

- terzo scenario, il soggetto è fuori casa, c'è numerosa gente, già questo è per il soggetto indice di avere tanta gente e molto vicino, nel momento in cui vede a pochi metri una persona che lo sta guardando negli occhi ecco che il soggetto potrebbe avere l'ansia alle stelle, andare in paranoia perché secondo la sua visione delle cose "se qualcuno ti guarda probabilmente vuole qualcosa da te".

Viene da sé che maggiore è la paura verso l'evento maggiormente l'emozioni finali saranno elevate e al tempo stesso la difesa del soggetto, da qui aumenterà la probabiltà che il soggetto faccia ipotesi difensive e che ad un certo punto in base ad alcuni elementi partorisca l'ipotesi che possa accadere ciò che teme, ma non solo questo vale per ogni altra forma di paranoia.

Per comprendere meglio questo passaggio pensate a quante volte nel vostro passato è accaduto qualcosa che temevate ma non l'avevate considerata, non ci avete pensato e quindi fino al momento in cui è accaduta avete avuto zero ansia, probabilmente quell'evento non era poi così tanto temuto e nonostante potevate prevederlo non è scattata quella molla di prevederlo.

La frequenza con cui ciò accade è anche un indicatore per il soggetto per comprendere quanto teme qualcosa, se scatta sempre in ansia anche per la minima possiiblità che accada si è a livelli di pericolo e di paura intensa, viceversa quanto più la paura è minore minore sarà la probabilità che scatti l'ipotesi difensiva nello scenario nonostante siano comparsi gli elementi per poterla prevedere.

 

Le persone a volte parlano del fenomeno della paranoia usando la locuzione "pensare subito al peggio", chi usa questa locuzione di solito tenta di comunire il proprio stile paranoide ormai radicato verso qualcosa, una persona che ormai quasi per abitutidene e presa di coscienza va in paranoia per difendersi da quelli che percepisce come pericoli.

Questo potrebbe spiegarsi con il fatto che ormai la persona vive questo fenomeno in uno specifico contesto in tutte e tre le sfumature emotive, spaziando fra un condizionamento emotivo all'evento, un'insieme di pensieri automatici e infine con una visione analitica dell'evento in sé.

Questo accade ad esempio quando la persona ha una vulnerabilità radicata in contesti esistenzialmente significativi e frequenti (come ad esempio per un sociofobico e la paura delle persone) dove per anni il soggetto si scontra con questi eventi temuti, si rende conto che esistono, che non sa gestirli, che lo fanno soffrire dove si crea un mix di cause fra trauma, esperienza e percezione che alimenta la paranoia del soggetto.

 

Il problema delle probabilità e dell'innacettabilità delle possibilità anche minime.

Quando la paranoia diventa disturbo.

 

FINO A QUI

 

 

A volte potrebbe accadere però l'esatto opposto in cui il soggetto proprio perché non riesce a prevedere in modo chiaro un fenomeno, non lo comprende fino in fondo produce scenari scollegati dalla realtà assumendo lo scenario peggiore e ritenendolo "possibile a priori" facendo scatenare comunque una risposta ansiosa decretando arbitrariamente che siccome l'ha solo pensato comunque potrebbe accadere.

La paranoia una volta analizzata si può catalogare in paranoia distorta e paranoia valida, nella prima il soggetto ha fatto errori che lo portanoa  percepire una realtà che di fatto non esiste e che quindi lo porta a produrre emozioni di paura per quella che è solo una propria illusione, mentre si parlareà di paranoia valida quando il soggetto ha fatto una previsione priva di errori e quindi sta guardando ad una realtà possibile.

Una volta superato lo scoglio della percezione, ci si trova quello della risposta emotiva all'evento previsto.

Il fatto di pensare e credere che possa accadere scatena una risposta ansiosa estremamente variabile, cosa che varia prevalentemente sul fatto che il soggetto veda quell'evento come un rischio o come un pericolo.

Nel primo caso l'ansia sarà comunque gestibile, il soggetto andrà anche incontro alla possibile che il rischio accada anche se le sue azioni saranno finalizzate all'evitare tale rischio, nel secondo caso il soggetto viene avvolto in un circolo di evitamento e nell'impossibilità di accettare tale evenienza.

La paranoia è un evento complesso non solo alla luce della differenza fra percezione rischiosa e percezione pericolosa ma anche perché si sta "pensando al futuro" e in questo pensare si potrebbero commettere diversi errori producendo scenari in cui il soggetto va in paranoia per qualcosa di distorto, cioè per qualcosa che è solo un suo "film mentale".

 

Paranoia difensiva, uno stimolo esterno ricorda al soggetto dell'elemento temuto e questo attiva una serie di pensieri difensivi tesi ad evitare che accada, pensandoci ci si difende. Questo avviene per condizionamento, il soggetto ci è già passato o ha assistito all'evento accaduto ad altri (raccontato o per vivisione) quindi ogni qualvolta c'è uno stimolo inerente a quel vissuto si attiva la paranoia come fosse un "sistema difensivo". L'esempio della paura di morire e dell'incidente aereo, il soggetto come pensa alla necessità di prendere un aereo ecco che inizia la paranoia difensiva perché nella sua mente ormai l'aereo è stato collegato alla possibilità di morte. Qui il discorso si complica perché si entra nel condizionamento, quindi più l'evento vissuto indirettamente o per racconto era "vivido emotivamente" più ha probabilità di condizionare il soggetto e attivare questa risposta paranoica difensiva e pensare alle possibili conseguenze che si teme.

Paranoia formativa, il soggetto a causa del suo percorso di vita ha sviluppato una sorta di paranoia preventiva dove è lui che intenzionalmente pensa al futuro per tentare di prevenire o difendersi da possibile eventi che teme. Questa paranoia non scatta come una reazione di difesa ma sulla base di metodi e una forma mentis sviluppata dal soggetto che soggettivamente tende a pensare al futuro e in modo intenzionale ai possibili rischi e pericoli.

 

La persona in una fase paranoica potrebbe apparire come insicura all'esterno proprio perché questa si percepirà "spaventata alla luce di possibilità che evidenzieranno le sue vulnerabilità, le sue paure", anche se in caso di rischio è probabile che il soggetto nella sua fase gestionale riesca anche a dissimulare ciò che sta provando e pensando non lasciando trasparire nulla all'esterno.

 

A livello tecnico il soggetto quando va in paranoia è perché ha formulato delle ipotesi, ipotesi che accadrà l'evento temuto, qui si entra in un discorso complesso perché non è detto né che la persona abbia gli strumenti mentali per rappresentarsi questo evento in un'ottica scientifica, sia che sia in grado di comprendere il concetto di quantificazione della probabilità dell'evento e delle statitistiche conosciute a riguardo.

Grosso modo si può pensare che esistano due tipologie di persone:

- una persona che in modo minimo comprende il concetto di scenza e di probabilità, riesce a vedere anche solo parzialmente quell'evento in un'ottica matematica e quantificabile e inizia a rendersi conto che quell'evento ha tot probabilità di accadere

 

La fallacia dell'evento temuto attivato, il soggetto vede l'evento che teme in una sorta di "ON" e "OFF" pensando che in certi scenari l'evento è OFF mentre in altri è ON e quindi può succedere, senza che ci sia nulla di matematico a riguardo, siccome può accadere allora va evitato, poi se si percepisce come pericolo probabilmente la persona andrà in tilt al pensiero che il rischio è ON.

Qui si rientra nella zona di comfort? Stare in un posto dove ci si illude che ci sia "off" sui vari eventi temuti, oppure potrebbe esserci una validità?

L'analisi della paranoia, comprendere se il soggetto ha percepito in modo chiaro e si è rappresentato l'evento temuto e anche la sua strategia è valida.

Queste sono persone che hanno una visione (rigida) chiusa, le cose vanno esattamente come penso che vadano, non considerando il resto, feedback che dicono il contrario (persino la realtà stessa), se la macchina va a 100km/h c'è la possibilità di morire se si fa incidente, se si va a 50 no, quindi ho paura solo di strade dove si va veloce.

 

Qui si entra nell'ambito della paranoia con illusione di certezza?

 

Si parla di apprensione se il soggetto pensa che quell'evento è certo, anche se di fatto non lo è.

 Nell'analisi della paranoia domande da fare sono "cosa te lo fa pensare" "come hai partorito questa ipotesi, argomenta" "perché temi quell'evento" "è successo qualcosa che ti ha spinto a fare questi pensieri?" "perché proprio questa ipotesi e non altre?".

 

[collegamento con l'insicurezza e la ricerca di certezze per non soffrire

paranoia della cospirazione, la persona non riesce a comprendere che il suo modo di comportarsi produce una reazione maggioritaria, deduce erroneamente che se molte persone si comportano così con lei è perché si sono messe d'accordo e non perché reagiscono pi o meno allo stesso modo al suo modo di essere e da cosa trasmette agli altri fin dal principio. Esempio la persona invece di dire "caspita la mia personalità è problematica, sto antipatica quasi a tutti e di conseguenza le persone mi allontanano" la persona pensa "questi si stanno mettendo d'accordo non può essere che tutti mi trattino così, ho paura che si stiano organizzando contro di me" facendo subentrare le paure più comuni, quindi se la persona ad esempio si vergogna del proprio corpo inizia a temere l'evento che gli altri proprio perché si stanno organizzando contro di lei per distruggerla la colpiranno lì dove è più fragile e quindi inizia a temere che mettano telecamere, etc.. la paranoia evolve a delirio quando la persona si convince che sia così, tutto è partito dal primo esame di realtà errato, cioè la persona si è rappresentata gli eventi in modo errato]

Nel linguaggio comune il termine paranoia ha fatto un ingresso recente in quanto il termine fù coniato in psichiatria e poi man mano si è diffuso anche nel linguaggio non clinico.

Il termine paranoia da un punto di vista psichiatrico riguardava il fenomeno dei deliri, ma nel linguaggio comunque ha preso un significato completamente differente accostandosi al fenomeno ansioso.

L'AB sceglie di ridefinire questo termine basandosi sul significato comune staccandosi completamente dal significato psichiatrico.

Prima di proseguire è necessario avere chiara la dinamica del timore e dell'anticipazione, il timore è il sentimento che prova una persona nel momento in cui pensa ad un evento futuro. Il fatto di vederlo e pensarci prima del tempo anticipa quelle emozioni nel presente. Questo fenomeno avviene in quanto il solo fatto di porterlo pensare e "vedere" genera emozioni come se fosse reale, la persona di fatto si immerge in un evento futuro visualizzandolo nel presente e nel caso sia un evento di cui ha paura ecco che scatta il timore, in quanto il soggetto anche se anticipa la paura comunque rimane a conocenza del fatto che ancora non è accaduto.

Quando pensiamo ad eventi futuri lo possiamo fare in due modi:

- venire a conoscenza di un evento che si teme;

- pensare ad un possibile evento negativo anche se non si sa se accadrà o meno.

La differenza è in termini probabilistici, per capire pensate questi due eventi come esempio:

- il soggetto è in ansia perché fra dieci giorni avrà un interevento chirurgico e ha paura dell'ospedale, dei medici, etc..;

- il soggetto è in ansia perché ha paura di ammalarsi di tumore.

Il primo caso viene chiamato apprensione, perché il soggetto si basa su qualcosa che "apprende" , come dice l'etimologia stessa del termine. Mentre nel secondo caso c'è solo la possibilità che accada a nonostante questo il soggetto comunque avrà una risposta emotivo comportamentale.

 

Ecco cos'è la paranoia, la paranoia è entrare in uno stato di timore (dal quale poi scaturiranno manifestazioni ansiose) non per qualcosa che accadrà ma per qualcosa che può accadere.

Perché accade questo? Non c'è una risposta univoca, la situazione è complessa perché la manifestazione paranoica della personalità che pensa a questo evento probabile, l'AB trova tre possibili risposte paranoiche:

- inaccettabilità del fenomeno, il soggetto per quanto possa rendersi conto che l'evento è solo possibile ritiene talmente inaccettabile che questo possa avvenire che si focalizza su questa possibilità, la questione non è più matematica ma esistenziale dove una persona va in paranoia perché non considera accettabile che avvenga e l'unico scenario che desidera avere dinnanzi a sé è quello di certezza dell'assenza dell'evento temuto;

- ignoranza statistica, il soggetto non riesce a capire le probabilità, non riesce a pensare in modo chiaro e questo mantiene attiva la paura, la persona non capendo a cosa sta andando incontro ne ha comunque paura dato che l'unica cosa che capisce è "che può succedere" favorendo l'attivazione emotiva.

 

 

Questo ci fa capire chi sia una persona non paranoica, ovvero un soggetto che nonostante ha paura di qualcosa e si rende conto che questo evento può capitare non entra in ansia perché sa che è ancora solo una possibilità e non ritiene quell'evento così inaccettabile, ma lo considera come qualcosa che può comunque affrontare nel caso accadesse. Questo lo porta a rimanere lucido e di poter far partire le relative contromisure per gestire al meglio l'evento in base alla probabilità che questo si manifesterà.

Non c'è probabilità elevata che giustifichi la paranoia, calcolare la probabilità serverà al soggetto per capire se sia conveniente o meno mobilitarsi ma di per sé cadere in paranoia è già un errore perché dimostra come il soggetto non riesca a rimanere lucido nella dimensione probabilistica e che anche una probabilità del 99,99% non vuol dire che accada.

La paranoia è quindi un percorso mentale che produce prevalentemente due conseguenze:

- allarmismo, dal quale deriveranno i sintomi ansiosi;

- preoccupazione, il soggetto inizia perfino ad agire per delle contromisure verso quell'evento sul base del fatto che lo ritiene inaccettabile o che non ne capisce la probabilità. Dando a questo termine un'accezione negativa proprio perché potrebbe spendere risorse per nulla.

 

 

L'utilità di questo termine consiste non solo nel distinguere nettamente il fenomeno ansioso di due parti per capirlo meglio ma anche per capire come e perché un soggetto abbia queste particolari risposte emotive comportamentali per scenari che sono solo possibili e non certi.

 

Come si genera la paranoia? Questa domanda è fondamentale perché necessita che il soggetto guardi al futuro per poter entrare in paranoia, quindi la domanda è come hanno fatto le persone ad arrivare a vedere quell'evento futuro temuto? L'AB trova quattro possibili cause:

- casuale, il soggetto mentre pensava al futuro per lungimiranza, per fantasticare o altro si imbatte casualmente in questo scenario che teme;
- pensiero interno, il soggetto attivamente va alla ricerca di possibili eventi negativi futuri. Il soggetto di fatto simula per difendersi da ciò che teme e va attivamente alla ricerca di questi possibili scenari, probabilmente perché li ritiene così inaccettabili e sofferenti che si difende appunto per non farli accadere;
- pensiero automatico/condizionato, qui il soggetto ha delle sensibilità specifiche e quando accade qualcosa di questo tipo ecco che subito il pensiero va al futuro e ai possibili scenari. Ad esempio un soggetto è stato condizionato che i primi scontri fra i genitori portavano da lì a poco ad un enorme litigio. Quindi il soggetto appena vede due persone che hanno degli attriti subito potrebbe entrare in ansia perché pensa e teme che queste persone andranno a litigare pesantemente;
- pensiero esterno, quante volte vi sarà capitato di parlare con una persona e sentirvi dire "ma perché mi ci hai fatto pensare? Ora andrò in ansia" a dimostrazione di come il soggetto non ci stava pensando ma un esterno gli ha fatto "apprendere" questa possibilità, questo scenario che teme e ora pensandoci andrà in ansia perché lo temerà.
 
 

Questi quattro fenomeni fanno capire chiaramente perché ci siano soggetti più paranoici di altri, pensiamo ad un soggetto che tende intenzionalmente a scandagliare la realtà futura con il pensiero alla ricerca di quello che potrebbe succedere per questo soggetto è più probabile che entri in paranoia di chi invece a queste cose non ci pensa, così come è più probabile che una persona lungimirante entri in paranoia di chi non ci pensa minimamente a cosa accadrà domani.

Scendendo ancora di più nel dettaglio il pensiero paranoico come si svolge? Su due tipologie di pensiero:

- pensiero suppositivo (ed eventuali tesi), il soggetto suppone che possa accadere qualcosa a partire da quella che è la realtà che lo circonda e quindi dalla sola possibilità che possa accadere l'evento negativo percepito inizia il fenomeno ansioso;

- pensiero assuntivo, il soggetto non fa supposizioni riguardo a ciò che può succedere ma fa un salto mentale e si concentra direttamente sullo scenario negativo con pensieri come "e se accadesse quell'evento che temo?".

Detto in altri termini da una parte si guarda al futuro possibile in base al come il soggetto pensa che le cose possano succedersi dall'altra c'è una persona che si domanda solamente " e se succedesse ciò che temo?".

Mentre nel primo caso la paranoia è in qualche modo collegata alla realtà (anche se potrebbero esserci fallacie nel dedurre il possibile scenario) nel secondo caso il soggetto non ha più alcun collegamento con la realtà e si limita a pensare all'evento negativo senza alcun nesso logico.

Facciamo un esempio per chiarire meglio, una persona sale su un aereo e inizia a fare delle supposizioni come "ho un leggero mal di pancia e potrebbe aggravarsi mandandomi al bagno o portarmi a vomitare all'improssivo davanti a tutti" oppure "c'è una intensa turbolenza e l'aereo potrebbe ondeggiare e farmi provare un'intensa paura", oppure potrebbe fare delle assunzioni come "e se l'areo cade?" "se non sono stati fatti i vari check e l'areo esplode in volo?" "se mi sento male e l'areo non fa in tempo ad atterrare e muoio in volo?".

Il pensiero suppositivo è collegato alla realtà, parte da indicatori e da eventi che possono scatenare ciò che teme mentre nel pensiero assuntivo se una persona ha ad esempio paura di fare una figuraccia a prescindere dalla realtà inizierà a pensare "e se la facessi?" dando il via libera all'ansia perché quella possibilità anche se buttata lì diventa una minaccia per il soggetto.

Nel pensiero suppositivo rientra anche la profezia che si autoavvera dove un soggetto arriva a rendersi conto che è paranoico e il solo fatto di pensare a qualcosa lo porterà di fatto a soffrirne, ad esempio un soggetto sa che in un ambiete sociale probabilmente andrà in ansia e tale ansia produrrà problemi intestinali, qui non c'è un pensiero assuntivo ma deduttivo basato probabilmente sull'esperienza pregressa del soggetto.

Chiunque abbia un minimo di consapevolezza statistica e sulle fallacie ci si rende conto che il pensiero assuntivo non ha alcuna validità, secondo la logica di chi fa pensieri assuntivi ogni secondo della propria esistenza può essere l'ultimo fra alieni che arrivano, meteoriti che possono cadere, impianti del gas che possono esplodere, non ci sarebbe un solo posto sulla terra dove non si potrebbe pensare ad un evento catastrofico da cui stare al riparo o comunque da quegli eventi che il soggetto teme di più almeno che non riuscisse a coinvincersi illusoriamente che esista un "posto sicuro". Il pensiero assuntivo indica persone che sono imprigionate in quella che si potrebbe definire insicurezza cronica, non sanno gestire le probabilità in alcun modo e capire la differenza fra evento statisticamente significativo e evento statisticamente trascurabile. Qui l'unica cosa da fare per aiutare la paranoia del soggetto e riuscire a fargli capire che questi salti basati sul "e se" non hanno alcuna validità fino a quando non si tenta di stabilire quale sia la probabilità che possa accadere, trovare dei reali collegamenti fra ciò che si pensa possa succedere e la realtà che lo circonda.

 

Per quanto riguarda la paranoia da supposizioni, qui il soggetto potrebbe sia dedurre in modo valido che non valido.

Questo ci fa capire che anche se di per sé la paranoia  è un problema ci sono ulteriori problemi di fondo ad alimentarne la dimensione paranoica, problemi che per l'esattezza si possono ricondurre a fallacie statistiche dove da una parte il soggetto non si rende conto di quanto il pensiero assuntivo sia privo di fondamento esistenziale e dall'altra del ruolo che gioca la percezione nel vedere possibilità che non ci sono o stimarne erroneamente la probabilità che accadono.

Questa dimensione altro non fa che generare ulteriori possibili scenari temuti ed alimentare la paranoia nei soggetti che potrebbero reputare questi eventi inaccettabili o non capirli nella loro probabilità e per questo temerli a prescindere.

 

Pensate ad una persona che costantemente si mette a pensare a tutti gli eventi che teme di più in assoluto e comincia a dirsi "e se mi succede questo? Se mi succede quello?", se il soggetto non trova modo di illudersi e convincersi che questo non accadrà di fatto rimarrà in paranoia al punto che potrebbe perfino far fatica ad uscire di casa.

Nel sociofobico questa componente paranoica è visibile, statisticamente parlando ogni sociofobico probabilmente possiede delle fallacie statistiche fatte di pensieri assuntivi o distorti dove vede dei timori laddove non ci sono, fallacie che se fossero eliminate allegerebbero il disturbo in atto di colpo e in modo significativo, questo perché comunque rimarrebbero comunque altri problemi più reali e validi.

Per questo l'AB sceglie di definire la paranoia basata su eventi inaccettabili e supposti in modo valido come "paranoia comprensibile", cioè un esterno che analizza la situazione non può far altro che dire "si ti capisco e fino a quando rimani così è scontato che tu reagisca così a questi fenomeni".

Facciamo un esempio di paranoia comprensibile, prendiamo una persona sociofobica che teme in modo assoluto la possibilità che qualcuno lo giudichi in pubblico facendo una battuta ad esempio sul suo aspetto. Una persona che dice " sono in ansia non ce la faccio ad uscire di casa perché ho troppa paura che questo accada, so che nel mio gruppo di amicizia si scherza anche così ma io non ce la faccio" non è criticabile in alcun modo, la natura umana è fatta di giudizi, battuti, giochi e rituali di questo tipo.

Un esempio di paranoia non comprensibile è invece quella basata su pensieri assuntivi come "e se incontro qualcuno che desidera picchiarmi?" oppure "e se mi investe una macchina?" oppure un soggetto che deduce in modo distorto la probabilità di un evento o il nesso causa effetto di alcuni eventi e li teme per questo.

 

Cosa fare in caso di paranoia? Qui le uniche cose che si possono fare al momento sono tre:

- 1 prendere un farmaco e sedarsi;

- 2 distrarsi e tentare di non pensare (si ritrova in ogni psicopatia);

- 3 generare delle credenze che rassicurino e facciano credere al soggetto che quell'evento non può accadere, cioè sfruttare delle fallacie a proprio vantaggio.

Nel caso di fallacie statistiche e distorsioni varie potrebbe essere utile anche andare ad elimianre questi errori che anche se non eliminano la paranoia del tutto comunque la allegeriscono.

 

L'alternativa definitiva è quella di eliminare alla base le cause della paranoia ristrutturarsi e fare in modo che quell'evento passi da inaccettabile ad accettabile, andando a cambiare quindo la personalità del soggetto e che in generale il soggetto acquisisca una consapevolezza statistica e riesca a capire cosa significhi in termini matematici la probabilità di un evento.

Il problema principale della paranoia è che non solo può portare il soggetto a fare azioni vane per combattere qualcosa che forse non accadrà, ma c'è sopratutto il lato inibitorio/depressivo dove l'esistenza del soggetto viene influenza in negativo da queste emozioni sia in modo diretto "la paura che inibisce" sia indirettamente perché questa paranoia modifica l'umore in negativo e favorisce effetti depressivi.

 

 

 

 

Il paradosso ansioso, quando la supposizione è valida ma è di fatto il soggetto a procurarsela 

Quando il soggetto ha delle sensibilità riguardanti eventi vicini alle somatizzazioni ansiose nascono "paradossi ansiosi" ovvero se il soggetto è sensibile ad eventi che possono essere causati dall'ansia ecco che la situazione sfocierà probabilmente in un disturbo. Tra le varie reazioni fisiologiche quelle che pià inducono al paradosso ansioso sono tre:

- somatizzazione e dolori all'addome e relativi problemi di digestione;

- stimolo ad urinare e defecare, accelerando l'evacuazione al punto da produrre perfino scariche di diarrea;

- debilitare fra stress cronico e assenza di appetito e iperventilazione al punto da indurre svenimenti.

Se un soggetto ha ad esempio come sensibilità quella di non riuscire ad espletare funzioni organiche in pubblico ecco che il paradosso è servito, il soggetto penserà "non vado al bagno da ore quindi è possibile che fra poco mi rivenga lo stimolo ma sono fuori e ho paura ad andarci" da qui scatta l'ansia che aumenta le probabilità che l'evento che teme si manifesti.

Più l'ansia aumenta più si manifestano i sintomi fisici che generano ulteriore paranoia, portando con un'elevata probabilità il soggetto a sfociare nel panico.

Il paradosso trova la sua massima manifestazione nel pensiero assuntivo in quanto il soggetto genera il fenomeno solo andando in ansia e se non ci fosse andato non ci sarebbe stato alcun sintomo o indicatore che poteva indicare che accadesse quell'evento.

I sintomi ansioni in generale potrebbero alimentare l'ipocondria che va considerata come un paradosso ansioso a parte in quanto qui il soggetto parte da dei sintomi innocui e arriva in modo fallace a supporre che ci sia una particolare malattia dimostrando di non essere in grado di capire la sintomatologia di base. Va considerato un paradosso ansioso a parte perché negli altri tre paradosso ansiosi non c'è una supposizione fallace, c'è solo l'ansia che aggrava l'evento temuto.

 

Le persone vanno ricorso alla lungimiranza in modo tale da poter tramite prevenzione, precauzione o previdenza fare qualcosa che diminuisca i loro livelli di ansia, che diminuisca la paranoia.

 

" "Il “e se?” appare dappertutto, riferito ai figli, al proprio partner, alle circostanze ambientali, al lavoro… Ciò “costringe” la persona a restare in stato d’allerta troppo a lungo e in troppe circostanze, senza alcun tipo di riposo, né fisico né mentale."

Mi rendo conto di pensare spesso a questo "e se" e anche di dirlo..E mi rendo conto che mi pesa..La mente non si riposa perché vuole calcolare tutto.. Prevedere tutto e anticipare una possibile situazione di imbarazzo..

Ogni soluzione ha un "se" che genera altri "se" che ne genera altri e che alla fine mi fa scegliere per l'apatia e per l'immobilismo.."

 

 

APPUNTI:

Paranoia e ossessioni, tentativi inefficaci di eliminare la probabilità che l'evento negativo accada

FINO A QUI

la paranoia si basa su presupposizione

viversi quello scenario in modo vivido, anche se si sa che non accadrà mai è sempre paranoia?

paranoia e l'euristica della disponibilità, gli eventi ad alta impatto emotivo (specialmente se recenti) diventano elementi che hanno maggior probabilità di essere rievocati e pensati e questo potrebbe generare elementi che in soggetti dalla percezione distorta li porta ad assumure la possibilità che questi eventi negativi ed errati possano accadere anche a lui, l'esempio dell'attentato, se un soggetto vede al telegiornale attentati e questo lo impressiona o traumatizza ecco che potrebbe iniziare a pensare a questi possibili scenari ed evitare quindi di fare scelte che si muovano indirezione di questi scenari, evitando vacanze, evitando di spostarsi sui mezzi, andare a luoghi affollati, etc..

tendenza paranoica, ovvero quelle persone che usano il pensiero assuntivo per tutto anche per gioco, favorendo le possibilità che appunto insorga uno scenario scomodo o venga usato per le proprie fragilità]

 etimologogia, qualcosa di simile alla noia, infatti la paranoia nasce dall'avere tempo per pensare e fare assunzioni sul futuro.

paranoia e pensieri assuntivi dove il soggetto fa simulazione scollegate per difendersi da eventi verso cui è fragile

"Ad un certo punto mentre ero seduto ad un banco prendendo in mano un componente plastico è successo il fattaccio...praticamente la mia mente mi ha prodotto questo pensiero:

Se questo componente sarebbe rotto (Quindi difettoso) ed io non me ne accorgerei durante il montaggio cosa accadrebbe?
E poi ancora...
Se oltre a me tutti quanti montassero componenti difettosi?
Se ogni oggetto che viene prodotto nel mondo avrebbe dei difetti?

Ben presto queste domande iniziarono a rimbombarmi nella testa con una potenza assurda...tantè che non pensavo più ad altro...
Iniziai ad avere notti insonni e giorni faticosissimi al lavoro dove questi pensieri erano sempre presenti!
Da queste domande in poco tempo me ne sorsero altre sempre dello stesso tipo però stavolta rivolte ai giornali...

Se venissero stampati giornali con errori di ortografia?
Se non fosse giusta l' impaginazione?" 

 

[da aggiungere paranoia uguale ansia più insicurezza per egli eventi improbabili,

la paranoia è il termine che le persone hanno iniziato ad usare per dare un nome al loro meccanismo di difesa simulativo verso ciò che più temono e a cui sono sensibile e verso il quale desiderano difendersi? Paranoia con insicurezza e paranoia senza insicurezza

paranoia indotta, paranoia da indagine intenzionale]

 

Perché chiamarla paranoia? perché è più probabile che questi pensieri vengano fatti in momenti di noia che si trasformano in altro, più tempo ha la persona per pensare (meno distrazione) più è probabile che con la mente viaggi verso quegli scenari (pensiero assuntivo) che teme e verso cui è fragile.

 

 

La paranoia fa leva sul pensiero assuntivo, cioè il soggetto pone uno scenario non reale come mezzo difensivo, ponendosi come assunzione e pensandoci e simulando è come se si preparasse in anticipo.

Il paranoico ha quindi un pensiero basato "metti caso che succede?" " non si può mai sapere" "io a queste cose ci penso perché tutto può succedere".

La paranoia è tanto più intensa e non valida quanto più il soggetto è insicuro e quindi non pensa in temrini di scenario più probabile o meno probabile ma solo in "può succedere quindi ci penso".

Un soggetto che fa assunzioni valide basate su scenari probabilistici (quindi ha calcolato in modo esatto le probabilità o ha letto statistiche a riguardo).

Esempio banale un soggetto che va in paranoia perché si mette a pensare che l'aereo potrebbe cadere è un paranoico un soggetto che si mette le cinture di sicurezza in macchina non è un paranoico.

 

esempio di paranoia

L'altro giorno, uscendo di casa, c'erano mio padre e un suo collega di lavoro che parlavano. Quest'ultimo mi ha detto che conosce una persona che potrebbe farmi entrare a lavorare in una cantina, basta che io dica di sì ed il posto è praticamente sicuro.
Ho chiesto cosa si fa di preciso ed ha detto "un po' di tutto, anche pulizie". Ma non sa nei dettagli cosa si faccia. Ha detto che non è in nero, che lo stipendio è buono, e che entrare lì vorrebbe dire sistemarsi.
Ha aggiunto che ci lavorano molti giovani, dettaglio che mi ha messo ansia.
Gli ho detto che per il momento devo concentrarmi sugli esami, e che gli farò sapere.
Non sapevo proprio cosa dirgli, credo che abbia avvertito in qualche modo che gli stavo mentendo, infatti in cuor mio non avevo alcuna intenzione di accettare.
I problemi sono tanti. Il fatto che ci lavorino molti giovani mi preoccupa, basterebbe un niente, anche qualche semplice sbaglio e probabilmente qualcuno potrebbe partire ad insultare, e con l'estrema sensibilità che ho mi ritroverei a lasciare il lavoro il giorno stesso, con una paura del lavoro ancora peggiore di prima.
Poi io avrei voluto approcciarmi al lavoro in modo più "soft", magari con qualche lavoretto part time, e non subito con un lavoro a tempo pieno che fa sentire prigionieri e sotto pressione.
E soprattutto mi servirebbe sapere cosa si fa nelle cantine. Su internet non ho trovato niente. Qualcuno di voi ne sa qualcosa? Vorrei sapere nel dettaglio tutte le possibili mansioni che vengono svolte solitamente, perché se si trattasse di compiti in cui è richiesto usare il fisico, allora sarebbe inutile anche solo pensarci (sono totalmente fuori allenamento, mi basta un giro in bici un po' più lungo e mi fa male tutto, inoltre ho da anni dei tremori sotto sforzo, anche per sforzi banali e che richiedono pochissima forza e vorrei evitare di mostrarlo a qualcuno e fare figuracce).
Per ora è più no che sì, le mie paure sono tante e di fondo c'è sempre una non accettazione del lavoro, ma magari sapere cosa si fa potrebbe almeno portarmi a valutare il tutto.

 

Volevo chiedervi consigli su una situazione
Mi sono lasciata un mese fa dopo una brutta storia dove lui spariva e riappariva, contattava altre di nascosto e in più s'intromettevano i genitori ed è come se ci siamo lasciati anche per colpa della madre
Adesso se penso al futuro ho paura ad avere un'altra relazione stabile con o senza convivenza
ho paura a conoscere la famiglia di quella persona
insomma ho paura a rivivere certe cose
ho già avuto altre storie in passato e non ho mai avuto paura tra una storia e un'altra ma ora si
Come fare per superare tutte queste paure?
E inoltre non capisco perchè adesso ho queste paure e nelle precedenti relazioni che erano molto meglio di questa, non avevo queste paure

 

Risolvere le fragilità per poter affrontare quello che al momento spinge il soggetto ad evitare a tutti i costi.

 

La paranoia è frequente per non dire scontata se la persona è stata traumatizzata da qualcosa o si manifesta quando il soggetto non accetta che possa succedergli qualcosa iniziano a difendersi con la paranoia.

Si generano situazioni paradossali nel momento in cui il soggetto inizia ad imparanoiarsi per cose inevitabili che anzi con la paranoia stessa facilita o si auto induce (profezia autoavverante) come ad esempio la paranoia di andare in depressione e generare conq uesta paranoia un umore che induce la depressione.

 

 

DA RIVEDERE

Cos'è la paranoia? 

La paranoia nel linguaggio viene usato prevalentemente in due modi:

- il primo è come sinonimo di ansia, lo troviamo in frasi come "sono in paranoia per l'esame di dopo domani" dove la persona con paranoia intende che è in ansia, simulando una paura futura;

- il secondo invece ha a che fare con un meccanismo di difesa dove il soggetto ha delle fragilità e quindi intenzionalmente fa delle simulazioni e delle deduzioni costanti per tentare di capire e prevedere se ciò che teme possa capitargli nel presente o nel breve periodo, uno dei casi più eclatanti di paranoia è quello dove il soggetto ha paura che ci siano complotti orditi contro di lui sia locali che statali e quindi compie delle continue simulazioni e analisi per vedere se realmente questo sta accadendo, se verranno a rapirlo, etc.. Non necessariamente il soggetto ha delle fragilità illusorie ma potrebbe avere più reali come ad esempio una persona che ha paura di poter fare una figuraccia e quindi è in un continua simulazione e analisi per vedere se questo succederà.

 

L'AB sceglie di ridefinire la paranoia sulla base del secondo significato per avere un termine chiaro e univoco che spieghi questo meccanismo simulativo/deduttivo difensivo teso a scongiurare l'avvenimento di quegli eventi che per il soggetto non sono minimamente accettabili, come se la persona attivamente si facesse carico di fare in modo che questi eventi non accadano, nel linguaggio comune questo fenomeno viene anche chiamato "farsi le pippe mentali".

Questo è fondamentale per svegliare quelle persone paranoiche che pensano che ogni altro essere vivente umano che abbia delle fragilità compia questo meccanismo difensivo ma non è così, ci sono persone che per diversi motivi non hanno questa spinta e quindi nonostante abbiano delle fragilità vivono relativamente serene (o comunque più serene di un paranoico) proprio perché non ci pensano ad alcune cose, non si rendono nemmeno conto che sono accadute a volte o comunque non entrano in ansia perché non si accorgano che stanno per o che potrebbero succedere.

Le prime cose che si evincono analizzando la paranoia sono due:

-il primo è che l'evento negativo che il soggetto non desidera che avvenga possa essere frutto di un'illusione e non esista realmente, frutto di una percezione distorta del soggetto;

- il secondo è che anche se l'evento negativo può essere reale la simulazione dell'evento può essere non valida, cioè la persona fa delle simulazioni e delle conclusioni che non sono valide.

 

A complicare il quadro della paranoia subentra anche il concetto di insicurezza, cioè di persone che non sanno gestire eventi probabilistici e non li capiscono e quindi sono alla continua ricerca di certezze, queste persone quindi oltre che fare delle simulazioni (paranoiche) ancora meno valide proprio perché non sanno gestire gli eventi probabilistici tendono ad andare in continua paranoia quando mancano loro le certezze.

 

Questo ci porta alla necessità di distinguere le due forme di paranoia una che si sviluppa in soggetti potenzialmente insicuri e una che invece si sviluppa in soggetti che non necessitano di certezze e sanno gestire meglio gli eventi incerti ma nonostante questo provano emozioni negative anche nel sapere che c'è una probabilità che questo possa accadere.

La paranoia come abbiamo già detto è correlata alla percezione del soggetto e quindi a come simula, questo ci porta di fronte ad una paranoia completamente soggettiva, non esistono modelli standard dove ognuno nella propria mente compie le più disparate premesse e deduzioni spaziando quindi da pensiero paranoici completamente non validi a quelli invece che hanno un fondo di validità.

 

Si definisce parania valida quando una persona evidenzia un evento negativo reale che può essere accaduto o che può accadere calcolandone in modo abbastanza valido le probabilità, facendo emergere un soggetto che ha capito la realtà ma comunque continua ad avere quella fragilità che lo costringe a difendersi, in questi casi non resta altro che risolvere il problema alla radice perché di fatto il soggetto comunque a causa di queste deduzioni e continue simulazioni soffrire e entrerà in ansia,  proverà delle emozioni negative che di fatto lo andranno a inibire o perdere di lucidità diminuendo l'efficacia delle sue azioni.

Stasticamente sono rare le paranoie valide nella maggior parte dei casi il soggetto va a "massacrarsi mentalmente" per cose che lui vede e crede reali ma che di fatto sono solo frutto di una sua deduzione e conclusione distorta.

In ogni caso il detto "me ne sto andando in paranoia" indica questo percorso mentale dove il soggetto sta analizzando e simulando la realtà per difendersi da ciò che non accetta, da ciò che gli fa paura, etc...

Prendiamo un esempio dal web:

"L'insicurezza rovina sempre i rapporti

E cmq la si rigiri, se una persona è insicura a livelli patologici finisce che i rapporti li rovina, in un modo o nell'altro.

Penso: esperienze sessuali pregresse del partner:
Non ne ha avute: allora forse gli piace ma solo perché non ha mai provato
Ne ha avute: sicuramente con le sue ex gli piaceva di più

Penso: quanto piace alle altre:
Non piace: allora sta con me solo perché non può avere di meglio
Piace: vabbé sicuro che tra un po' mi smolla

Penso: il ppe
Lo faccio io: eh vabbé, c'è stato perché è comodo, non sono cmq una prima scelta
La fa lui: vabbé pesca a strascico

Penso: complimenti:
Me li fa: ecco, mi deve tranquillizzare perché sono brutta
Non me li fa: certo, non gli piaccio davvero, almeno non è falso

Penso: difetti
Li sottolinea: ecco non gli piaccio
Non ne parla: beh è falso

E se continuassi a pensare, son sicura che troverei altre mille cose.


E quindi? Quindi se tengo molto alla persona, se mi innamoro finisce che sto male perché ho sempre la paura di non essere abbastanza, che da un momento all'altro finisca. In pratica mi son sentita tranquilla solo quando l'altra parte era molto più presa di me. Peccato che non sia giusto, né sano. Perché l'equilibrio è tutto a questo mondo, e anche se è impensabile raggiungere l'equilibrio perfetto, cercare di avvicinarsi sarebbe l'ideale."
 
Questo racconto è chiaro perché da una parte lascia trasparire chiaramente quali sono le fragilità del soggetto e dall'altra i tentativi di un soggetto paranoico che tenta di simulare la realtà, di capire quello che ha davanti sia nel presente che nel possibile futuro. Qual è la fragilità di questo soggetto? Non si vede bella, non si sente attraente e quindi quando il soggetto con cui si rapporta non le trasmette la certezza che per lui invece è bella ecco che scatta l'insicurezza con relativi pensieri paranoici. Quindo abbiamo di fronte un soggetto paranoico probabilmente insicuro e che compie simulazioni non valide. Quello che traspare è come salti a conclusioni che ritiene certe, anche se non vengono evidenziati i passaggi è chiaro che la persona comunque faccia ricondurre ogni cosa al fatto che senza dimostrazioni e senza che l'altro sia preso allora necessariamente lui si sta accontentando, è questa la sua visione di controllo dei rapporti "se non sei preso ti accontenti, se sei preso è perché hai ciò che desideri". Ecco perché l'altro può dire e fare un'infinita di cose, la persona ha questa visione del "se ti sento preso allora è vero altrimenti no" e quindi quando mancherà questa certezza la persona continuerà ad andare in paranoia. Non è l'obbiettivo di questo articolo smontare le simulazioni distorte ma solo quello di far capire come la paranoia possa non esser valida, ma l'unico modo per risolvere questo problema è andare alla radice e fare in modo che questa persona capisca la realtà della belleza, la dinamica di piacenza, etc.. andando ad eliminare la fragilità "mi vedo brutta", da questo si deduce che il titolo del racconto non è esatto ma andrebbe riscritto come "le paranoie rovinvano i rapporti" questo a sottolineare che se in questo suo caso le paranoie sono nate da un'insicurezza non necessariamente queste nascono così.
 
Paranoia e zona di comfort, essendo la paranoia correlata al fenomeno dell'insicurezza non è raro trovarla nel fenomeno della zona di comfort che per definizione va a definire quel fenomeno settoriale che si instaura in persone insicure, di solito quando scatta la paranoia oltre che l'insicurezza è probabile che il soggetto finisca per entrare in un fenomeno agorafobico, specialmente se nella sua persona ha numerose fragilità.
 
Maggiore è l'intensità della fragilità maggiori saranno le paranoie, cioè la difesa che il soggetto mette in campo. Ad esempio in un rapporto dove il soggetto ad esempio prova un enorme sentimento per l'altro dal quale deriva un enorme paura abbandonica potrebbe dare adito ad una enorme attività paranoica.
 
La paranoia è alla base della profeziona che si autoavvera. Il soggetto andando a simulare eventi negativi in modo non valido e avendone paura perché ritiene che possa succedere o che succederà di fatto inizia a produrre un comportamento negativo che li genererà perché andrà a distruggere ciò che aveva essendo lui l'artefice della fine, si legga la profezia che si autoavvera per approfondire.
 
 
Paranoia indotta e paranoia intenzionale
La paranoia viene considerata quando non meglio specificata come intenzionale, cioè dove c'è una personalità che per come è fatta tende a difendersi da quegli eventi negativi che ricadono nelle sue fragilità, ma come già detto non tutte le persone sono così e per queste persone potrebbe accadere il fenomeno di paranoia indotta, cioè un esterno mette il "dubbio" alla persona e da lì una volta che lo ha in mente scattano una serie di pensieri paranoici.
Esempio una persona ha un esame, si prepara e non pensa ad altro, ad un dato momento incontra un'altra persona che inizia a dirgli "stai studiando? Ma ti sei informata se quella professoressa è stronza o meno? Come si comporta? etc.." e lo studente che nonostante avesse comunque la paura di essere bocciato non aveva spinta paranoica ora viene spinto da un soggetto esterno ) a fare quelle indagini e quei pensieri che invece lui in quanto paranoico avrebbe fatto e a cui ora questa persona difficilmente può sottrarsi perché è stato innescato un dubbio e una serie di pensieri che hanno generato emozioni negative.

 

DA RIVEDERE

 

 

In psichiatria la paranoia fu coniata per descrivere il fenomeno descritto nel secondo significato, probabilmente per necessità clinica, dato il numero di casi "simili" fra loro, anche piuttosto estremi, dove c'erano persone che non uscivano più di casa per paura che queste persone o enti che le perseguitavano potessero arrivare a loro, la persona paranoica veniva definita "delirante" per intendere il fatto che fosse completamente convinta, specialmente nella fase acuta, che credeva così fermamente in questo "rischio" da percepire la minaccia come reale, nonostante fosse frutto della sua mente.

 

L'AB sceglie di ridefinire la paranoia sulla base esclusiva del secondo significato, in accordo con la definizione clinica e psichiatica, spiegandola con la teoria dello stato borderline che va ad attivare emozioni ancestrali. È necessario fare attenzione a non confondere la paranoia con le paure che derivano da minaccie concrete, si tratta di paranoia nel momento in cui la persona non ha alcuna base solida ma basa questo suo percorso mentale solo su delle deduzioni, su dei salti mentali facilitati dallo stato emotivo che prova, una persona che tende ad essere ansiosa e prova ansia perché ha paura di essere disapprovata o di altro non ha nulla a che fare con la paranoia, nella paranoia le minaccie sono "fisiche" e non vanno ricondotte alle normale paure della persona e alla sua normale ansia, ma sono stati emotivamente indotti e particolari nella forma e nel contenuto dove la persona si sente minacciato nella sua integrità fisica da ogni cosa che deduce o percepisce dai dati che ha intorno a sé.

 

ultima modifica il: 22-11-2018 - 8:50:20
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