Home
Psicologia
Raziologia
Puzzle della Comunicazione
Diario
Test
Info & Contatti
 
- Rigidità -
riabilita aiuti

"Una regola, seppur valida, non può essere applicata indiscriminatamente a tutte le circostanze"

Cos'è la rigidità? Cosa si intende per rigidità mentale?

(aggiungere apprendimento rigido, quello che produce regolette

non tutto è fallacia, ci sono altre tipologie di pensiero che ci portano in errore)

Con il termine rigidità mentale si definisce quel modo di operare nella realtà utilizzando le regole senza adattarle alle circostanze, pensando che queste possano essere applicate indiscriminatamente.

Tecnicamente parlando si parla di disciplina/dottrina rigida, cioè il soggetto agisce applicando delle regole generalizzate da applicare sempre allo stesso modo.

Il soggetto prende la regola e la applica senza prima fare dei controlli per capire se quella regola può essere usata in quel contesto o come sia meglio usarla/adattarla.

Solitamente la rigidità nasce da una carenza di abilità tattica e strategica del soggetto, di una carenza di abilità nel sapere affrontare problemi specifici e nel comprenderli, usando quindi quelle regole generali che si possiedono come l'unica fonte per poter operare.

Facciamo degli esempi, immaginate una persona che sviluppa la regola "la mattina è un pasto importante della giornata" e in modo rigido ogni mattina fa colazione anche se non ha fame, finendo per avere a volte anche dolori gastrointestinali.

Questo è un comportamento rigido perché sebbene la credenza originale possa essere valida "la colazione è un pasto importante" questa va comunque collegata ad altre informazioni, ad esempio il soggetto ha un periodo dove ha meno fame, la sera prima ha avuto un eccesso calorico o ancora si è svegliato ad un orario differente, etc... tutte queste informazioni vengono usate dalle regole di controllo.

Una persona rigida è una persona che finirà per costruire azioni sulla base di regole non adattate alle circostanze e quindi sviluppare delle procedure rigide che non si adattano al contesto, alla sua complessità e mutevolezza.

Questo tipo di procedura viene definita schematica, si oppone a quella strategia invece basata sull'uso elastico delle regole.

La mentalità elastica è data dall'uso di regole di controllo, dall'uso di un maggior numero di regole tese a capire la situazione e capire come muoversi al meglio in base agli elementi che vi sono in gioco.

Una persona rigida è una persona che prende la regola e la applica pensando che questa sia una "regoletta assoluta" e non ha la conoscenza e le abilità di leggere lo scenario e capire come muoversi al meglio.

La regoletta universale è più facile da usare, non richiede sforzo cognitivo, non richiede abilità, non richiede l'analisi della realtà, dando modo al soggetto di seguire regole schematiche che non pesano a livello cognitivo, il soggetto prende le "regolette" e le applica.

Non solo, la rigidità viene favorita da una visione stereotipata e preconcettuale del mondo, il soggetto guarda gli scenari come se fossero tutti uguali perché li crea con la sua mente a partire dalle sue convinzioni e non perché apre la mente per osservare in quale contesto unico sta operando in quel momento.

Una visione elastica infatti sarebbe "so che la mattina è un pasto importante ma necessariamente guardo anche alle circostanze, se so che vado a correre comunque mangio poco a colazione, se mi sveglio senza fame evito di mangiare o mangio molto più leggero".

Tutti questi "e se" compongono procedure strategiche, quelle procedure strategiche di chi sviluppa una visione complessiva della realtà, che non ha bisogno di regole schematiche altrimenti si ferma, ma che può integrare più informazioni per avere un comportamento più elastico.

In sintesi una visione elastica è possibile se il soggetto guarda alla realtà che ha di fronte in modo aperto, ne riconosce e comprende tutte le unicità contestuali e al tempo stesso ha le regole di controllo per agire e reagire a tutte quelle differenze, in base alle variabili che ha visto produrre un comportamento complessivo che sia elastico, cioè le consideri tutte, per una risposta efficace.

L'elasticità è favorita da una conoscenza compresa, da un'abilità reale del soggetto in quell'ambito.

Una persona rigida è una persona che senza schemi probabilmente finirebbe nell'inazione perché in quel settore non ha sufficiente conoscenza per poter "pensare da sé" e capire cosa fare, cosa guardare interagendo con altre variabili.

Quante volte avrete ascoltato persone dire "ma non mi puoi dire solo cosa fare? Dammi le istruzioni e basta" oppure "io vivo così, faccio queste cose e basta, senza pensarci troppo".

Sono tutti indicatori di rigidità mentale e assenza di elasticità mentale, ma non per scelta, ma come conseguenza in quanto l'elasticità mentale richiede delle abilità e una comprensione della realtà che non tutti possiedono.

La rigidità mentale è favorita dalla presunzione e della chiusura mentale, il soggetto in questo modo non vede nemmeno il "limite di quello schema" lo prende per buono, non riuscendo nemmeno a vedere quando tale schema fallisce, quando è insufficiente per vivere ina una realtà complessa e dinamica come la nostra.

 Un esempio di rigidità mentale lo troviamo nell'educazione e nell'uso dei cellulari, se uno studio dice ad esempio che il bambino può subire problematiche ecco che il rigido taglia immediatamente l'uso del cellulare seguendo la regoletta rigida del "fa male, quindi no". Ma la realtà non è così lineare e semplice ma complessa. C'è uno studio statistico che indica che può far male ma il tutto si basa su tutta l'educazione conseguente, ad esempio se riusciamo a far sviluppare temperanza al bambino in modo che lui stesso lo usi per un'ora al giorno senza esserne dipendente probabilmente l'uso del cellulare sarà un plus in quel caso e non un minus. La rigidità mentale è prendere delle regole, che seppur possano essere in apparenza valide, usarle a priori senza elaborarle in base alla complessità del contesto, senza una visione procedurale strategica della realtà.

  

Elenco di disambiguazione:

Chiusura mentale, si manifesta con il rifiuto e il non guardare alla realtà che si ha di fronte, ai feedback per rimanere sulle proprie credenze e convinzioni. Nella chiusura mentale troviamo il fenomeno della cecità alla falsificazione, il soggetto non riesce a vedere che nella realtà intorno ha delle dimostrazioni che falsificano ciò che pensa, questo accade proprio perché il soggetto guarda più dentro di sé e alle sue convinzioni non a ciò che gli suggerisce la realtà. Nella chiusura mentale il soggetto tende a non formulare più spiegazioni, più ipotesi, più alternative, si focalizza su quello che sa e fa in modo che questo non venga messo in discussione;

 

- ristrettezza mentale, prodotto da mancata erudizione, il soggetto non ha sviluppato a livello concettuale dei giudizi invece fondamentali per comprendere la realtà. Prendiamo un esempio lampante di questo sito con il suo neologismo "istrietico", con questo termine si può giudicare rapidamente una persona che agisce con il fine di evitare giudizi negativi dall'esterno, crea un comportamento ad hoc per evitare il giudizio esterno fornendo quello che crede essere giudicato in modo positivo o neutro ma se la persona non possiede questo termine e non conosce questo fenomeno come può capire questo concetto? Come può pensarlo? Se gli capiterà di vedere una persona così è probabile che non la capirà o la capirà facendo errori perché manca dell'erudizione necessaria a concettualizzare ciò che ha di fronte, sia come concetto che con l'esistenza di uno specifico termine per giudicarlo e categorizzarlo;

- pensiero superficiale automatico, detto anche pensiero intuitivo. Definisce una forma specifica di pensiero basato su aspetti considerati simbolici per il soggetto. Ogni persona compie questo tipi di pensieri che si formano quasi automaticamente;

-giudizio semplicistico, il soggetto non vede la complessità delle cose. Ad esempio se qualcuno ruba qualcosa la etichetta come "ladra", non riesce a guardare o non vuole comprendere la complessità di qualcosa, che il soggetto non è solo un ladro o capirne le motivazioni che l'hanno portato a fare quel gesto, a definire tutte le sfumature e tutti i perché che ci potrebbero essere dietro. Il pensiero semplicistico evidenzia la limitatezza della visione del soggetto che anche se tecnicamente può essere valida manca di una visione d'insieme, di una comprensione. Questo pensiero a volte può essere intenzionale, Il soggetto guarda solo quegli aspetti della realtà che seguono le sue regole e quindi sono in grado di dargli risposte che crede definitive e vere. Il soggetto ragiona in termini di "ciò che conta è questo". Il pensiero semplicistico affonda le sue radici nell'uso di regole schematiche che non mutano e non sono in grado di considerare diversi fattori. Nel pensiero semplicistico si osserva ad un diretto "se accade questo allora è questo" mentre chi ha una visione più complessa della reltà tende ad usare continuamente la parola "dipende" ed è in grado di formulare pensieri come "se accade questo può essere un indicatore di quest'altro ma dipende anche da altri fattori che vanno continuamente monitorati. Il pensiero semplicistico si accompagna al pensiero rigido;

- pensiero dicotomico. Il pensiero dicotomico è una specifica forma di pensiero semplicistico. Il soggetto sviluppa un modo di giudicare che non include le sfumature. Il soggetto vede una categoria di giudizio come un opposto di due estremi, detto nel linguaggio comune come " pensiero o bianco o nero" che impedisce di giudicare o di mentalizzare un giudizio in modo valido, arrivando a due conclusioni solitamente antitetiche senza riuscire a cogliere ciò che c'è nel mezzo. L'esempio lampante lo troviamo nel giudizio dualistico bello brutto, il soggetto che vede l'estetica in questo modo non riesce a rendersi conto che i giudizi sulla bellezza hanno diverse intensità e che quindi anche un soggetto non perfetto fisicamente può piacere, non c'è solo la bellezza e la bruttezza, ma diverse sfumature, passando dal bello al meno bello e così via fino al bruttino, più brutto, etc... Una delle conseguenze del pensiero dicotomico è proprio quella di concludere passando per salti, ad esempio la persona dirà "se non rispecchio questo allora sono questo"  (logica fuzzy);

- pensiero presuntuoso, saltare rapidamente a conclusione senza avvertire la necessità di mettersi in discussione, di dimostrare, di fare percorsi mentali che rendano valida la conclusione a cui si è arrivati. L'inferenza viene usata e presa per valida, come se si dimenticasse che non è stata dimostrata. La presunzione pone l'accento non tanto sul processo deduttivo che potrebbe essere anche valido, ma sul non rendersi conto che senza dimostrazioni non si può pensare che ciò che sia pensato abbia anche solo un minimo fondo di validità;

- pensiero preconcetto prioritario, il soggetto fa uso di regole per dedurre informazioni che non conosce, arrivare a sviluppare concetti non tramite l'osservazione ma per deduzione. Nel pensiero preconcettuale si pone l'accento sull'errore di ricorrere a questo pensiero anche quando si ha la possibilità di osservare e non necessariamente ddedurre;

- soggettivismo, definisce il come alcune persone in modo presuntuoso sviluppino preconcetti sugli altri a partire da se stessi, cioè pensando che siccome loro sono così allora gli altri siano nello stesso modo o simile;
 
 
 
- pensiero stereotipato, il soggetto pensa che esista un "tipo unico" fatto con specifiche caratteristiche, non riesce a comprendere il fatto che ogni tipo come oggetto o persona, presenta sottotipi differenti. Ad esempio un pensiero stereotipato è "la donna è fatta così" mentre ogni donna ha numerose caratteristiche variabili, alcune più diffuse di altre. Gli stereotipi possono vivere grazie alle generalizzazioni, in quanto se una caratteristica è di tutti allora tot caratteristiche di tutti gli elementi producono lo stereotipo;
 
- pensiero generalizzato, dedurre arbitrariamente che se qualche elemento presenta quella caratteristica allora la presentano tutti, una generalizzazione è "la mia ragazza mi ha tradito, le donne sono tutte puttane", più generalizzazioni su uno stesso elemento producono stereotipi. La sua massima espressione si trova nell'universalizzazione, cioè la generalizzazione massima. Un conto è dire "molto" e un altro è dire "tutti";
 
- pensiero convergente, il soggetto parte dall'assunto che esista un unico modo corretto di fare qualcosa, che esista un'unica soluzione. Il pensiero convergente spinge il soggetto a cercare una soluzione per volta e quando ne trova una che funziona conclude che sia l'unica possibile. Il pensiero convergente è limitante perché impedisce al soggetto di migliorare (quando trova una soluzione che crede essere unica e definitiva) e sopratutto impedisce di variare, di acquisire strumenti alternativi che potrebbero tornare utili in contesti diversi. 
 
- pensiero assolutistico, estremizzazione del pensiero convergente, il soggetto pensa che ci sia un unico modo giusto di fare le cose pensando che tutto il resto sia sbagliato. Non riesce a capire la complessità degli eventi e le alternative possibili. A differenza del pensiero convergente dove si pensa che ci sia un unico modo di fare, nell'assolutistico c'è anche la visione che tutto il resto sia sbagliato a prescindere in quanto diverso dal modo che si conosce;
 
 

testardo, difficoltà a discutere per la mentalità non scientifica, errori che il soggetto compie

rigidità, come la persona usa le regole che ha sviluppato sulla reltà, 

stupidità, pone l'accento sul come una persona pensa e se commette degli errori a vari livelli (tre per l'esattezza), evidenzia la qualità del pensiero e se questo contiene degli errori;

presunzione, concludo senza rendermi conto che non ho basi per dimostrarlo, non ho processato tale conclusione per vedere se è valida o meno a prescindere dal ragionamento che c'è dietro. La presunzione ci dice che una conclusione, per quanto possa essere intelligente (priva di errori), è comunque da dimostrare, chi la prende e ci crede senza dimostrarla è una persona presuntuosa ed è in errore, nessun ragionamento, per quanto questo possa essere intelligente, può sostituirsi al metodo scienifico e dimostrare qualcosa, solo la realtà può farlo e l'unico modo che abbiamo di interrogare la realtà è di fare degli esperimenti;

 

 
- pensiero ignorante,
 
 
 
Quando la persona si concentra su unico modo, complice anche il sentirlo certo, la validità aiuta a cercare altre strade?
 

FINO A QUI

 
 
 
 
- inconsapevole, non ha sufficienti elementi per comprendere la realtà presa in considerazione.
 
DIfferenza fra pensiero chiuso e convergente
 

Pensiero rigido

pensiero preconcettuale, pensare per preconcetti

presuntuoso, presume ciò che non si conosce tramite le deduzioni e prenderlo per vero

 

Con la rigidità si intende l'uso di pensieri automatici e rapidi con il quale il soggetto a partire da poche informazioni arriva a conclusioni senza considerare le circostanze e l'unicità del caso che ha di fronte.

Se il soggetto ad esempio crede che chi fa ritardo è una persona egoista o poco affidabile nel momento in cui vedrà qualcuno fare ritardo arriverà a tale conclusione, senza invece considerare la ricchezza dello scenario nella sua interezza per comprendere i reali motivi di quel ritardo.

La rigidità in alcuni fa uso di regole riduttive, che possono arrivare a conclusioni sulla base di poche informazioni in altri è proprio l'uso di tale regole, seppur valida, senza considerare altre informazioni circostanziali a produrre il fenomeno della rigidità, quindi uno di quella regola in modo improprio perché ci sono altre informazioni che vanno considerate.

 

Usare una regola di pensiero in base a singoli informazioni e non c'è invece una visione d'insieme, basarsi sulle circostanze, sulle numerose variabili che richiedono comprensione caso per caso.

 

 

La realtà è complessa e variegata, questo vuol dire che un soggetto con una mentalità elastica saprà usare le regole che possiede per dedurre e comprendere la realtà sfruttando al massimo le informazioni che ha a disposizione e non facendo pensieri schematici a partire da poche informazioni, di solito quelle più accessibili ed evidenti.

 

 

Le conseguenze della rigidità mentale vengono annullate se il soggetto è scettico, per quanti errori possa fare nel dedurre e pensare una volta che la conclusione viene messa in discussione ecco che il soggetto si salva dalla distorsione indottagli dalla rigidità di pensiero.

 

 

 

L'articolo ora seguirà facendo una breve disamina sulle varie tipologie di pensiero oltre quello di rigido-elastico:

-semplicistico-articolato, nel pensiero semplicistico il soggetto non riesce a comprendere la complessità delle variabili in gioco e gestirle tutte senza ridurle arbitrariamente, finendo per fare conclusioni o piani d'azione su istruzioni semplificate come "se fai così ottieni questo" "o fai così e c'è l'altro". Il pensiero semplicistico non descrive solo il non considerare le variabili, ma anche il non aver sviluppato strumenti mentali per poter comprendere e riconsocere le variabili esterne da rappresentarsi, una sorta di insufficienza di pensiero;

-scettico-convinto, nello scetticismo il soggetto pensa in termini di probabilità e usando il metodo scientifico, nella convinzione il soggetto pensa in termini di certezze non seguendo il metodo scientifico ma facendo errori come quello testardaggine. Lo scetticismo lo si trova sia nei passaggi mentali e le informazioni usate, sia nelle conclusioni;

-chiusura-apertura, la chiusura mentale indica che il soggetto è talmente convinto che sebbene la realtà suggerisce che c'è qualcosa di errato nella sua visione la persona ignora i feedback e continua a rimanere convinto. la chiusura mentale è quindi una conseguenza della convinzione, dove a volte il soggetto resta convinto anche quando la realtà è a dirgli di essere in errore. La chiusura mentale è rimanere nelle proprie convinzioni invece di aprirsi ad altre alternative, alla possibilità di errore, alla possibilità che sia sfuggito qualcosa, etc... La chiusura è una possibile conseguenza dello sviluppare convinzioni, si manifesta nelle discussioni con la testardaggine;

generalizzazione-quantificazione/statistico, si generalizza a causa di errori inferenziali e statistici, facilitati da un pensiero convinto e preconcettuale dove il soggetto a partire da alcuni casi ne fa una legge universale, il detto comune di questo fenomeno è "una rondine non fa primavera"o "non fare di tutta l'erba un fascio" questo si può vedere come una conseguenza delle fallacie e la distorsion di pensiero. La generalizzazione è un errore induttivo facilitato da una visione semplicistica della realtà;

preconcettuale-concettuale, il soggetto concettualizza la realtà quando la osserva per carpirne le caratteristiche,mentre la preconcettualizza quando a partire da alcune caratteristiche ne deduce altre basandosi su regole proprie interne;

ignorante-consapevole, l'ignoranza evidenzia un soggetto che non è conscio dei limiti del suo sapere e che non considera ciò che inevitabilmente ancora non sa, viceversa il consapevole conosce i limiti del suo sapere, quello che manca considerando anche cose di cui nemmeno sa l'esistenza ma che potrebbero esister e non sa. Il consapevole quindi prima di concludere si domanda quante informazioni mancano, se queste possono essere decisive. Probabilmente l'ignorante è tale perché facendo uso di preconcetti e convinzioni "copre ogni mancanza" con conclusioni arbitrarie e questo aiuta a dargli l'illusione di sapere tutto. Non fare l'ignorante si traduce in "non essere convinto di sapere tutto". l'inconsapevolezza altro non è che la conseguenza della consapevolezza, cioè per quanto il soggetto sia consapevole che c'è qualcosa che non sa, quel qualcosa comunque continua a non conoscerlo. Si definirà ignorante  colui che era convinto di sapere tutto, inconsapevole colui che non sapeva e sapeva che c'era quella cosa che non sapeva, l'aveva considerata;

convergenza-divergenza, queste due forme di pensiero sono utile per comprendere il comportamento del soggetto nel momento in cui pianifica e trova soluzioni in base di errori e problemi, il pensiero convergente punta a fare le stesse cose con al massimo poche variazioni, il pensiero divergente invece tende a fare anche grossi stravolgimenti, tentare strade nuovi e differenti. Questo fenomeno ha diverse spiegazioni a partire dalle convinzioni e dal metodo che il soggetto usa per risolvere i problemi;

flessibile-inflessibile, riguarda il fenomeno dell'adattamento e se il soggetto sviluppa un adattamento riutilizzabile in situazioni simili;

egocentrico-mentalizzazione, la persona egocentrica è colei che sviluppa preconcetti negli altri a partire da come è lei, convincendosi anche tutti gli altri siano simili o uguali a lei. Al contrario mentalizza il soggetto che sa che invece ognuno ha punti di vista differenti e che l'unico modo per comprendere l'altro è quello di conoscerlo. L'egocentrismo è alimentato da generalizzazioni e da una visione semplicistica della realtà;

stereotipato-prototipale. Il prototipale è fondamentale per la concettualizzazione, si concettualizza partendo da un prototipo che poi viene arricchito con delle caratteristiche. Nello stereotipo il soggetto produce arbitrariamente queste caratteristiche, produce un modello standard da usare come preconcetto.  Quindi lo stereotipo dell'italiano porterà un soggetto a pensare che ogni persona italiana sarà fatta in un modo, senza concettualizzarla ma basandosi sulle inferenze (a volte anche errate) tipo l'italiano è amante del calcio, della pasta e mafioso.

stupido-intelligente. Il pensiero stupido è quello che contiene errori logici quello intelligente no.

 

 

Ulteriore elenco di disambiguazione: 

- chiusura o pensiero chiuso, la persona mette le sue convinzioni prima della realtà, cioè se la realtà indica una cosa il soggetto chiuso invece di dire "mi tocca rivedere la mia visione delle cose" afferma sbagliato, è la realtà ad essere sbagliata". La chiusura è una conseguenza dello sviluppo di numerose convinzioni che il soggetto custodisce come certezze. La chiusura mentale si alimenta dal pensiero rigido o dalla testardaggine nel quale il soggetto si convince di qualcosa e non conserva una visione scettica;

- testardaggine, il soggetto si convince di qualcosa in quanto non riesce a scindere la differenza fra tesi e teoria, il testardo non è solo colui che da una singola dimostrazione pensa di aver dimostrato qualcosa ed essere arrivato a certezza ma anche colui che la dimostrazione se la "crea ad hoc" tramite percorsi mentali o episodi trasversi senza neppure che abbia una dimostrazione valida, la testradaggine è uno degli errori che commette il soggetto convinto;

- pensiero generalizzato e generalizzazione,  generalizzazione inferenziale, il soggetto produce inferenze errate che di solito si esprimono o con percentuali inventate o con locuzioni quali "tutti sono" o "la maggior parte di" ma senza avere dati validi per farlo;

- pensiero egocentrico, il soggetto non riesce a comprendere e vedere i punti di vista diversi dal suo, finendo per pensare che gli altri la pensano come lui e quando l'evidenza gli dice che non è così non riesce comunque a comprenderli. L'egocentrico ha lacune nella percezione, non comprende né il relativismo delle emozioni fra pulsioni di base e condizionamento unico (l'esperienza che ha segnato ognuno di noi) né il relativismo delle credenze e delle deduzioni che portano le persone a vedere e sentire una stessa cosa in modo diverso. Dall'egocentrismo viene fuori il moralismo, il fatto che le persone giudichino l'esistenza e comportamento altrui senza conoscerla ma come se fossero loro;

- pensiero preconcettuale, il soggetto usa delle regole con le quali pensa di poter conoscere qualcuno o qualcosa senza scavare a fondo, regole "rivelatrici", quindi nel suo concettualizzare qualcosa non scopre le caratteristiche studiando chi ha di fronte e osservandolo ma deducendole arbitrariamente. Il preconcetto sulla persona straniera, deducendo che è delinquente. A volte è difficile distinguere se la persona sta facendo un preconcetto o se quello è invece il suo stereotipo;

- pensiero convergente, la persona specialmente di fronte a problemi e intoppi invece di puntare a cambiare, tenta di trovare la soluzione sempre allo stesso modo. La convergenza si potrebbe vedere come un indicatore di chiusura mentale e di ignoranza;

- pensiero ignorante, il soggetto non conosce i limiti della sua conoscenza pensando di sapere tutto o di sapere a sufficienza. L'ignorante in questo modo agirà e penserà senza andare a cercare altre informazioni e senza considerare il rischio che manchino informazioni cruciali, peggiorando il quadro della rigidità mentale e la qualità del pensiero in generale;

- pensiero dicotomico, la persona sviluppa una visione della realtà basata sul bianco e sul nero, sul fatto che esistano solo due versioni di qualcosa, due possibilità, una esatta e una errata. Il pensiero dicotomicoè una forma di rigidità mentale.

 

 

 

 

 

La testardaggine è una conseguenza della convinzione? Si.

 DA RIVEDERE

 

Come già accennato nell'elenco di disambiguazione la persona rigida è quella che tenta di comprendere la realtà tramite regole fisse dette anche "regolette" da applicare in modo sistematico alla realtà.

La comprensione della realtà avviene in modo diametralmente opposto, il soggetto usa le sue regole non in modo schematico ma sulla base dello scenario da comprendere, vede quale "insieme di regole" possono spiegare meglio quel fenomeno e lo fa in modo ipotetico, cioè tramite il metodo scientifico.

Essere elastici mentali richiede un enorme lavoro, in quanto ogni pensiero va visto in modo ipotetico, poi portato a tesi ma senza illudersi che sia certezza o verità, tutto diventa probabilstico.

La rigidità la potete osservare facilmente ogni volta che il soggetto arriva rapidamente a conclusione, l'unico modo con cui ha potuto raggiungere tale conclusione è tramite l'uso di una regoletta a partire da una o poche informazioni (di solito quelle evidenti).

Si definisce rigida la persona che fa ricorso ad euristiche rapide, finendo per pensare su base di schemi di pensiero fisso e insufficienti a spiegare la complessità della realtà e sopratutto senza dimostrare la validità di tali conclusioni

 

 

La rigidità è collegata con il perfezionismo ma sono due fenomeni differenti, una persona perfezionista potrebbe far ricorso alle sue regole rigide con le quali vede la perfezione e l'assenza di difetti.

 

 

 

 

Si definisce rigida una persona che si rappresenta la realtà in un modo insufficiente perché non possiede gli strumenti  mentali per capirla e rappresentarla nella sua complessità.

Si definisce elastico invece quel pensiero in grado di cogliere sfumature e la realtà nel suo essere complicata in modo da portarla comprendere e poter fare scelte e azioni efficaci in essa.

La rigidità si manifesta prevalentemente in due modi:

- categorie semplicistiche, la persona possiede delle categorie come ad esempio quelle dicotomiche dove pensa che etichettare qualcosa come giusto o sbagliato sia sufficiente a comprendere la realtà;

- categoria stereotipate, la persona usa delle categorie stereotipate dove fa di tutta l'erba un fascio e non ha un ventaglio per capire ed etichettare le varie differenze e sfumature.

 

Pensiamo a quanto sia complicata la personalità, una persona elastica è una persona che sviluppa numerose e complicate categorie tese a capire la differenza di ogni persona, la sua unicità, il suo relativismo, il suo pensiero e in questo modo riesce a capire la differenza di ogni persona, capire perché ha fatto qualcosa o non l'ha fatto. Una persona rigida è una persona liquiderebbe la situazione con un "sei stupido" "sei sbagliato" "sei nato storto" non capendo nulla di quello che è successo e perché, non avendo le basi per poter capire le differenze individuali in questo caso.

Una delle conseguenze più diffuse del pensiero rigido è degli errori che le persone fanno nel giudicare le azioni degli altri, la persona non riesce a mettersi nei panni dell'altro e si limita a giudicare rigidamente sulla base della sua visione, vedendo praticamente tutto sbagliato se le cose non vengono fatte come le farebbe lui.

 La rigidità da un altro punto di vista potrebbe essere visto come la semplificazione disfunzionale della realtà dove il soggetto non ha categorie sufficientemente numerose e approfondire tale da cogliere la realtà in modo sufficientemente complesso da poterselo rappresentare nella propria mente e capirla.

Quando una persona salta velocemente a conclusioni, specialmente se dicotomiche è un indicatore di rigidità mentale, specialmente se l'altro percepire quel giudizio come non valido sulla sua esistenza.

 

 Si legga egocentrismo per l'elenco di disambiguazione.

 

 

 

 

 

ultima modifica il: 21-06-2019 - 8:28:13
Sito Realizzato da Palombizio Valerio Giuseppe