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- Empatia -
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 Cos'è l'empatia? Chi è una persona empatica?

Con il termine empatia si definisce quel fenomeno in cui una persona è in grado di comprendere lo stato cognitivo ed umorale di chi ha di fronte senza che questo ce lo comunichi in modo diretto.

Per dirla in altri termini l'empatia è ciò che ci dà modo di rispondere alla domanda "cosa sta provando l'altro in questo momento?" o "cosa potrebbe provare se..".

L'empatia avviene attraverso tre canali:

- canale biologico. A livello genetico e pulsionale siamo programmati per rispondere in un determinato modo a specifici stimoli che osserviamo negli altri. Se sentiamo qualcuno gridare aiuto o gridare dal dolore risponderemmo biologicamente a quegli stimoli;

- canale condizionato. Con il tempo senza che sia necessario uno sforzo cognitivo cominciamo ad associare particolari comportamenti ed espressioni del corpo a dei specifici stati umorali. Lo viviamo senza nemmeno fare uno sforzo cognitivo, osserviamo un cambiamento e lo associamo ad un umore;

- canale intuitivo/riflessivo. Con l'esperienza e/o lo studio apprendiamo a livello conscio concetti come quelli dell'emozione, come avvengono e perché avvengono e da questo siamo in grado di dedurre cosa l'altro stia provando a partire da elementi che osserviamo o elementi soggettivisti (io fossi in lui mi sentirei così). 

 

Prima di proseguire è necessario capire la differenza fra empatia ed altri fenomeni correlati: 

 

- identificazione, risconoscere qualcuno o qualcosa sulla base delle sue caratteristiche uniche, per indentificare è necessario che la persona si conosca e riesca a conoscere l'altro e vedere la similitudine, riconosce i tratti simili in comune;

- mentalizzazione, simile all'empatia ma con la differenza che qui si intende comprendere il pensiero dell'altro, il suo punto di vista, non le emozioni. Solitamente mentalizzazione ed empatia vanno di paripasso, in quanto per comprendere l'emozioni dell'altro a volte usiamo i pensieri che pensiamo stia facendo;

- immedesimazione, a partire dalla mentalizzazione il soggetto inizia a pensare come se fosse l'altro, non cala solo nel suo punto di vista ma è come se simulasse la sua stessa personalità e vita nell'interazza, cosa può pensare, dedurre, provare. Con l'immedesimazione il soggetto quindi è come se si sostituisse all'altro e  andase oltre il suo pensiero attuale ma è in grado di prevedere come questo potrenbbe evolvere, fare previsioni di comportamento, capire quale sia la scelta migliore. L'immedesimazione è possibile solo se si riesce a conoscere la personalità altrui e quindi "essere l'altro". L'immedesimazione è un fenomeno che va oltre la mentalizzazione dello stato presente di qualcuno, ci si può immedesimare quando si conosce l'altro realmente, si può guardare alla sua personalità e riuscire a pensare in quei termini mettendo da parte le nostre caratteristiche;

- compassione, la risposta comportamentale tesa ad aiutare e andare incontro quando si attiva un'empatia sulla base della sofferenza altrui. Il soggetto aiuta l'altro per eliminare il dolore empatico che prova.

 

Provare empatia non implica che poi il soggetto si comporta di conseguenza. Ad esempio un soggetto potrebbe essere empatico verso qualcuno che soffre e allo stesso tempo non avere nessuna risposta compassionevole. 

 

 

L'empatia ci spinge ad una reazione di tipo interventista, quando agiamo per empatia stiamo avendo un comportamento compassionevole.

Il soggetto empatico agisce come se stesse aiutando se stesso, in pratica la persona aiuta l'altro per liberarsi da quelle emozioni negative attivate empaticamente.

 

L'empatia non è solo un fenomeno che ci spinge ad aiutare gli altri, ma può essere anche un fenomeno di coesione e di incentivi.

Quando ci mettiamo nei panni di chi prova emozioni positive per i successi che ha avuto nella vita, questo ci spinge a fare, ci dà un assaggio di vita che potremmo voler avere e quindi avere una carica motivazionale 

 

L'empatia e gli error

L'empatia non è un processo perfetto, anzi è passabili di diversi errori, specialmente nel canale condizionato e nel canale deduttivo, prendiamo ad esempio il soggettivismo emotivo, dove il soggetto deduce erroneamente che siccome lui proverebbe quella cosa allora la prova anche l'altro.

L'empatia crea emozioni ma queste emozioni potrebbero essere frutto di distorsioni, questo va tenuto a mente.

 

 

Ma siamo sempre essere empatici? La risposta è no.

Si parla di dispatia quando il soggetto non pensa alle emozioni dell'altro o è in grado di annullarle.

Prendiamo l'esempio di un soggetto che è empatico solo quando ci sono evidenze tali da attivare una risposta biologica, non ha ricevuto particolari condizionamenti e non tende a chiedersi cosa l'altro prova. Questo soggetto non proverà quasi mai empatia perché semplicemente non è propenso a farlo, si parla in questo caso di dispatia indiretta, il soggetto non ha sviluppato quella sensibilità a chiedersi come sta l'altro.

 Non solo la dispatia si manifesta anche in modo intenzionale quando il soggetto apprende come regolare le emozioni empatiche, riuscendole ad annullare.

Si parla infatti di tecniche di neutralizzazioni dispatiche quelle con il quale il soggetto riesce ad eliminare il conflitto interno e fare azioni anche terrificanti nei confronti degli altri.

 

 

La dispatia si manifesta in modi diversi e con metodi differenti, solo analizzando il caso specifico possiamo capire cosa sia successo e perché. 

 

Quando l'empatia è troppa e condizionata, diventando schiavitù:

"Sono sempre stata educata nell'occuparmi dei problemi altrui; quando mi occupo del mio stato di salute mi sento quasi in colpa, perché so che questo può dare ulteriori angosce a chi mi sta accanto. Sono stata cresciuta percependo come valore quello di donarsi all'altro senza aspettative. Se c'e qualcuno in famiglia che sta male, mi sento in colpa perché magari io non mi sento triste come quella persona."

 

Uno dei paradossi dell'insegnamento cristiano che in alcuni casi ha prodotto dei soggetti che sono stati così doverizzati a pensare agli altri che ora non possono più pensare a loro stessi se non soffrendone. 

Questi casi limiti ci fanno capire come questo tipo di formazione che amplifica l'empatia spingendo ad una continua mentalizzazione per pensare prima gli altri e poi sé, per quanto possa essere un vantaggio in alcuni specifici ed estremi casi diventi una tortura per il soggetto. 

Questo ci porta a tenere a mente che empatia, immedesimazione sono un vantaggio fino a quando il soggetto ha modo di gestire quella conoscenza in modo invidualistico dando comunque la priorità a se stesso, altrimenti si trasforma in una prigione e in decadimento della qualità esistenziale come nell'esempio precedentemente descritto con il dovere di "fare tutto per gli altri immedesimandosi costantemente in loro".

  

Un altro racconto dal web riguardo all'educazione fallimentare improntata a interessarsi della sofferenza altrui:

"Non so nemmeno se colpisce solo me o è un sentimento comune, ma quando la situazione intorno a me non è delle migliori, mi sento svuotata, non riesco a concentrarmi sulle cose. Mi spiego meglio: sono appena uscita da uno dei miei soliti crolli emotivi, e adesso mi sento molto meglio; il problema è che intorno a me, tutti hanno dei problemi più o meno gravi e io finisco per essere trascinata dalla loro negatività, può sembrare un concetto egoistico, ma oggi, per esempio sono riuscita a malapena a studiare perchè continuavo a pensare ai problemi di quella persona o a quell'altra, ho organizzato anche una piccola festa per sabato (per una volta che riesco a prendere l'iniziativa senza andare in ansia ), ma adesso non mi va nemmeno di uscire per comprare delle cose che mi serviranno. E' come se avessi in testa centinaia di informazioni che mi distraggono, nemmeno a dire che posso risolvere i problemi di tutti, ovviamente è illogico e impossibile, voi come riuscite a mantenere il vostro "equilibrio" emotivo? Ma soprattutto succede anche a voi o sono l'unica a "caricarmi" di problemi che non mi appartengono?"

 

Assurdità empatiche nelle persone sensibili  

L'empatia può essere attivata anche da una fervida simulazione o immaginazione, se la persona ha un'inconscio particolarmente sensibile ed attivo:

"Ogni tanto (e per fortuna solo ogni tanto) mi capita una cosa curiosa. Praticamente penso che gli oggetti possano avere dei sentimenti. Aspettate, non è che io sia pazzo, lo so bene che gli oggetti non pensano, ma per qualche minuto se magari vedo una macchina rotta o una casa diroccata penso che questi oggetti si sentano abbandonati e provo compassione per loro. E' una cosa un po' assurda, forse da bambino ho visto troppi cartoni . A qualcuno è mai capitata una cosa del genere?"

 APPUNTI:

L'empatia, ma sarebbe meglio parlare di comprensione aiuta a dare un senso al perché l'altro possa averci ferito o fatto qualcosa di male e avere una reazione diversa da quella per cui ci si sente solo offesi o sofferenti.

 

 

Il sociopatico psichiatrico è colui che non ha la base genetica per questa attivazione? O che ha sviluppato una personalità tale da avere queste emozioni bloccate?

 

Definire non empatiche quelle persone che sono egoiste o egocentriche

è necessario fare attenzione a rendersi conto che c'è un'enorme differenza a livello di fenomeno e di significati fra una persona che non è empatica da una che è egoista o egocentrica. Spiegare l'egoismo con la mancanza di empatia sarebbe un errore così come definire l'egoismo usando come termine sinonimo una persona che manca di empatia.

- la confusione fra empatia e mentalismo, fra una persona che comprende le sensazioni ed anche i pensier altrui esclusivamente tramite deduzione e conoscenza dell'essere umano

- la compassione è un particolare

- empatia e riflesso empatico

- l'empatia non va confusa ne con l'anticipazione nelle passioni,

- qual'è la correlazione fra empatia ed affetto?

- empatia che va in tilt quando l'umore è abbastanza intenso sia negativamente che positivamente

 

Quali sono i vantaggi dell'empatia?

L'empatia ha diversi vantaggi quando si parla di obiettivi sociali in quanto ci aiuta a far sentire meglio gli altri e questo tende ad aumentare la probabilità che si instauri e conservi un rapporto.

 

DA CANCELLARE

Curiosità, elenchiamo alcune ipotesi

Perché siamo empatici? Esistono tante teorie per spiegare questo fenomeno, quello che ho ritenuto più interessante (anche perché non ho modo di validarle) è quella che si potrebbe così riassumere:

"Se viediamo di fronte a noi una persona che piange, questo viene elaborato dalla nostra mente inconscia che attiva il sistema limbico della sofferenza, come se fosse un meccanismo evolutivo di sopravvivenza della specie che spinge a livello genetico, a livello incoscio profondo a partecipare alla sofferenza altrui così da aumentare le probabilità di soccorso"

A prescindere dal perché, che può essere più o meno interessante, a livello esiste esistenziale quello che conviene chiederci è "conviene essere ampatici"?

Prima di rispondere a questa domanda conviene osservare un errore riduttivo quotidiano, cioè nella quotidianità si fa rientrare nel termine empatia qualsiasi metodo con cui una persona arriva a conoscere e comprendere lo stato d'animo altrui o ciò che quella persona sta pensando o provando.

Questo è errato, l'empatia è un fenomeno involontario e casuale, cioè mentre guardiamo o ascoltiamo una persona "sentiamo le sue senzazioni" quasi come un fulmine, al punto da poterne essere coinvolti o travolti.

L'empatia è un metodo euristico, mentre si possono comprendere e conoscere le sensazioni di una persona in modo analitico, sapendo anche spiegarne la logica, e senza necessariamente sentire e provare le sue stesse cose, si pensi ad esempio a un terapeura e un paziente.

Questa non è empatia, anzi l'empatia definisce un fenomeno circoscritto, conoscere una persona, le sue sensazioni ed emozioni, comprenderle e spiegarne la logica non è "empatia". 

 

Video di dimostrazione dell'illusione empatica

http://www.youtube.com/watch?v=nIsCs9_-LP8#t=43

L'ipotesi che il bambino stia piangendo perché emozionato dal canto della madre è da validare, potrebbe piangere per altri motivi, ma l'empatia ci suggerisce quell'emozione che è intensissima e ci piace e quindi la scegliamo per comodità.

 

DA CANCELLARE RIVEDERE

 

L'empatia inconscia e l'empatia conscia basata su delle credenze come "devo aiutare chi soffre".

L'empatia conscia è un ossimoro non esiste, però nella quotidianità c'è questa confusione.

L'empatia è inconscia la quale poi arriva a coscienza tramite quello che potremmo definire come "emozione empatica" che ci porta a seconda del possibile coinvolgimento emotivo al "riflesso empatico" che costituisce la solidarietà.

L'empatia è l'emozione che causa la solidarietà e la pietà.

Empatia e neuroni specchio

 

L'empatia non cambia, è la personalità della persona a determinare se questa attivazione risulti determinante o ininfluente.

DA RISCRIVERE

L'empatia essendo un'emozione non solo può modificare il nostro umore, ma può anche attivare un riflesso particolare che possiamo definire riflesso empatico, perchè l'individuo non può comportarsi come se fosse lui stesso a sentire quelle sensazioni perchè è conscio che le sente e prova un'altra persona, quindi c'è la componente di agire nei confronti di un'altra persona.

Riflesso empatico è quindi un tipo di riflesso che in base ad alcuni stimoli oltre la stessa empatia (quindi fa parte della sensibilità) va a generare per l'appunto questo riflesso empatico.

Il riflesso di soccorrimento senza avere istruzioni scientifiche al riguardo e per l'altro è illegale.

Ma empatia non implica necessariamente il riflesso empatico.

L'empatia termina praticamente nel momento in cui la persona smette di interessarsi alle altre persone in generale e si interessa al persone comatibili a lui e che essendo autosufficienti e attive sono felici al limite l'empatia è inversa, cioè stando a contatto con persone felici è come se noi provassimo le loro stesse sensazioni ed emozioni di gioia.

L'incoerenza delle persone nel salvare il mondo, il paradosso per cui se una persona decidesse di salvare il mondo sarebbe un'altra persona da salvare, aggravando lo stato, una persona può fare poco per il mondo e può fare ancora meno se lo fa in modo compatibile con la sua felicità, è comunque possibile farlo io nella mia esistenza farò quel poco compatibile con la mia felicità mirato alle persone compatibili a me, se comunque tutti facesso come me, ci sarebbe un effetto macchia d'olio che "salverebbe il mondo".

Il lava coscienza empatico "dona anche tu due euro ad un bambino che ti ha fatto pena in pubblicità".

Il distacco e l'empatia Quali sono le conseguenze della riduzione empatica? Anche nel momento in cui io mantengo la mia sensibilità non sono sensibile al dolore di un'altra persona perchè non lo sento. Riduzione empatica diretta e indiretta (distrazione e ignorare)

 

Conviene non essere empatici, ma avere un approccio distaccato con la realtà, insensibile, avere un approccio analitico e basare le proprie scelte ed azioni su funzionalità e legalità.

 

L'incoerente empatico, se l'empatico fosse a conoscenza di tutta la sofferenza che stanno provando le persone in un dato momento esploderebbe per la sofferenza che proverebbe e contribuirebbe ad aumentare la sofferenza nel mondo.

ultima modifica il: 14-06-2019 - 12:17:34
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