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Cos'è la gelosia? Cosa si intende per essere gelosi?

Si definisce gelosia quel sentimento e comportamento che nasce intorno alla paura di perdere una storia con qualcuno, la gelosia non è solo il sentimento ma anche tutto il tentativo attuato per evitare l'abbandono o la separazione.

La gelosia nasce a causa della dipendenza, cioè dall'incapacità di quel soggetto di trovare o avere alternative che lo spingono a temere la perdita di qualcosa che lo lascerebbe "danneggiato".

Tutto ciò che il soggetto vede come una possibile perdita o danneggiamento del proprio rapporto lo porta ad avere un comportamento difensivo, che si chiama per l'appunto comportamento geloso.

Ma che tipologie di danno esistono? Da cosa tenta di difendersi un soggetto? Prevalentemente sono tre i punti:

- perdita momentanea, detta separazione, immaginate che una sera abbiate voglia di stare con il vostro partner ma questo abbia un appuntamento con degli amici, colleghi di lavoro o con un amante. Anche se non percepite la perdita definitiva, potreste vedere come un danno il fatto che qualcuno  vi stia tenendo lontani dalla persona che desiderate;

- perdita definitiva e di potere sull'altro, detto abbandono, immaginate che una persona sia molto insicura e abbia costantamente paura di non piacere o paura di non piacere abbastanza. Questo soggetto potrebbe nutrire continuamente paranoie sul fatto che il proprio partner possa conoscere qualcuno di migliore e lasciarlo. La perdita definitiva si basa su paure abbandoniche;

- perdita di possessione, riguarda tutta la dinamica della possessività, dell'orgoglio, del dominio personale. Immaginate che il vostro partner faccia sesso con un'altra persona, poi torni da voi e vi dica "mi sono solo voluto divertire non ci andrò più" in ogni caso questo comportamento vi ferirà e vi farà stare male se siete orgogliosi perché percepirete la perdita di qualcosa che volevate solo per voi, come se fosse una sfida con il mondo, non accettando che qualcuno potesse prendervi una cosa che era solo di vostra proprietà.

 

Ogni persona ha una sensibilità e suscettibilità differente a questi tre tipi di fenomeni, spingendo ad una gelosia che ha sfumature differenti e cause differenti.

Se una persona parla della sua gelosia è necessario costantemente chiedersi quale movente ci sia dietro, quali di questi tre se non tutti e tre in alcuni casi estremi.

La gelosia tende a manifestarsi con un comportamento univoco, quello di isolare il proprio partner, controllarlo, impedirgli di farlo andare laddove si percepisce un rischio, tenendolo lontano da quelle che vengono percepite come le minacce.

Il comportamento del geloso è di impedire all'altro, quindi ogni volta che il soggetto non riesce a controllare (monitorare) o regolare il comportamento dell'altro per impedire che ci siano scenari a rischi avverte un'intensa ansia.

Nel momento in cui è geloso, quando attua le strategie difensive l'ansia diminusce proprio perché il soggetto crede che così facendo il rischio diminuisca.

Esempio:

"Da tre mesi circa frequento a distanza una ragazza. Lei mi chiama più volte al giorno, mi scrive messaggi, e compatibilmente con vecchi impegni presi prima di conoscerci, ci vediamo nei weekend, a volte viene lei da me a volte viceversa. 
Mi ha presentato alcuni dei suoi amici, ha cucinato per me quando mi ha ospitato a casa sua, abbiamo fatto l'amore, insomma non mi potrei lamentare. Eppure io non la vivo in modo sereno, come se ciò non mi bastasse, come se avessi il terrore che la cosa potesse finire dall'oggi al domani. Dovrebbe essere normale darsi del tempo per conoscersi, e invece io vorrei già chissa' cosa. 
Quando non mi scrive per un pò messaggi, vado in ansia, se legge e non mi risponde peggio ancora. 
Non vivo serenamente i giorni in cui non siamo insieme e non so cosa fare per me stesso"

Esistono comportamenti più diffusi statisticamente nella gelosia, eccone alcuni:

- strategia del controllo e della regolazione, che si trasforma in bisogno di esclusività, cioè allontanare l'altro dalle minaccie, forzarlo o pretendere che non vada dove ci sono i rischi percepiti;

- strategia della dipendenza, scegliersi un partner che dipende da noi, che non può fare a meno di noi, aumentando la possibilità che sia sempre con noi e non vada via, più è attaccato più tenderà a ricercarci, stare sempre con noi, obbedire alla strategia del controllo. 

- strategia del benessere, più si appaga l'altro meno sono i rischi di perderlo anche a rischio di soffrire, non essere appagati, etc... ci si sacrifica per questa causa.

La gelosia può avere sfumature così estreme da portare il partner ad essere segregato, continuamente spiato o perseguitato, portandolo anche a soffrire pesantemente per questi casi di gelosia estrema.

 

In linea di massima si potrebbe affermare che quanto più c'è attaccamento quanto più la gelosia è intensa, viceversa quanto più il soggetto è equilibrato quanto meno sarà geloso sapendo che sia le perdite momentanee che definitive possono essere gestite senza particolari problemi, un soggetto equilibrato potrebbe provare comunque gelosia per il dispiacere di rinunciare a qualcosa di positivo anche se sostituibile.

Maggiore è la percezione del danno, la percezione del pericolo, maggiore è la reazione di gelosia a livello sentimentale/comportamentale.

La prima cosa che si nota è che la gelosia non necessariamente rispecchia la realtà, ma rispecchia la percezione del danno, del pericolo. Ad esempio un uomo potrebbe aver paura di perdere definitivamente la propria ragazza, quando questa invece potrebbe al limite nel peggiore dei casi tradirlo solo una sera (qui si entra in dinamiche di possesso) ma non perderla. Eppure il soggetto potrebbe non riuscire a capire il tradimento come evento limitato a sé, intrappolato nella visione del "se gli piace un altro mi lascia".

La gelosia nasce dalla paura percepita, e non necessariamente reale, di perdere momentaneamente o definitivamente l'altro, perdendo così qualcosa che ha un valore per sé.

La seconda cosa che si nota è che la gelosia non sempre viene espressa in modo lineare dal soggetto, questo perché le persone potrebbero aver capito a livello cognitivo, ma anche sotto forma di condizionamento, che esprimere la gelosia a volte è controproducente. La gelosia anche se provata internamente potrebbe essere inibita per diversi motivi, fra i quali c'è anche l'orgoglio dove una persona dice "se sono geloso appaio debole, io non voglio apparire debole".

La terza cosa che si nota è che la gelosia è una manifestazione comportamentale della volontà da parte del soggetto di prevenire il danno, di evitare ciò che si teme, la persona è gelosa perché nella sua mente è come se quel comportamento fosse un modo o di impedire che ciò che teme accada o comunque di sfogare quella paura e ansia che ha dentro. Ma non è detto che il soggetto con questi tentativi ottenga qualcosa, la gelosia può essere funzionale come disfunzionale, va analizzato comportamento per comportamento.

La quarta cosa che si nota è che la gelosia non è una caratteristica fissa della personalità del soggetto, se in un rapporto non si è stati gelosi non vuol dire che il soggetto non sarà geloso con altri.

Questo si traduce nel fatto che non solo ogni persona è gelosa a modo proprio, ma che in base ai rapporti che avrà con ognuno di essi avrà livello di gelosia differenti.

La gelosia si manifesta in molti modi, da più blandi e indiretti fino ai più intensi generando casi estremi, dove si arriva a impedire all'altro di fare qualcosa, dove lo si controlla ossessivamente, dove gli si dice cosa fare, etc...

Per questo si parla di livelli di gelosia, non è raro ascoltare una donna proferire "mi piace l'uomo un po' geloso" o "la gelosia entro certi limiti è una cosa che voglio, che mi piace".

La duplice natura della gelosia, paura e rabbia (Astio), rende il fenomeno complesso perché ci si chiede "perché a volte il soggetto dovrebbe avere paura? Perché altre volte rabbia?" e una risposta univoca non c'è, ogni personalità è fatta a modo proprio e a volte potrà reagire con paura altre volte con rabbia di fronte a ciò che riterrà essere una minaccia al proprio rapporto.

 

Questo ci fa comprendere che sebbene siano infiniti i motivi e i modi di essere gelosi, la gelosia la si riconosce immediatamente nel momento in cui si comprende che il soggetto sta reagendo alla possibilità di perdita, reale o immaginata che sia, momentanea o definitiva.

 

 

Prima di continuare è necessario fare un approfondimento sulla possessività. Nel linguaggio comune questi due concetti vengono usati come sinonimo e continuamente confusi, ma sono due fenomeni completamente distinti anche se tendono a manifestarsi entrambi all'interno dei rapporti.

La possessività nasce dalla dinamica di dominio e orgoglio e spiega parte del comportamento geloso.

 

Esempio di gelosia:

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Sono gelosa. Paranoica, insicura...lui ha 35 anni, io 25.
Lo amo e trovo che sia un uomo molto bello (certo, sono la ragazza, è ovvio che lo trovi bello! Però credo che oggettivamente, lo sia ).
È tranquillo, non mi da motivo di stare così male. Non fa cose strane in giro, non ha abitudini mondane. È però molto popolare, nel senso che risulta subito simpatico a tutti (maschi e femmine), senza che di fatto faccia nulla di particolare.
Questo, fa si che alcune persone (specialmente ex compagne di classe o amiche della sorella..spesso bellissime donne e pure sue coetanee) gli diano confidenza e siano molto amichevoli.
Lui, in quei casi, è fantastico: non da altrettanta confidenza e mette sempre in mezzo me (o nel discorso o fisicamente, presentandomi).
A lui non posso dire davvero nulla: sono io che sono insicura! 
Lui mi da conferme, ma io sento di non poter reggere il confronto con donne più belle e “realizzate” di me (perché lavorano e vivono già da sole... hanno più libertà di me, che ancora vivo con i miei. I miei sono difficili, all’antica..non posso nemmeno dormire fuori o rincasare dopo l’1!). Ho iniziato la dieta, perché spero che rimettermi in forma mi aiuti a sentirmi più sicura. 

Cerco di tenermi, non voglio essere pesante...cerco di ripetermi che, se mi ama, le altre per lui non esistono; mi dico che, se andrà con un’altra o se un’altra, lo coinvolgerà a tal punto da far si che mi lasci, allora non era amore.
Gestire la paura, però, è dura. Sicuramente è capitato a tutti di essere gelosi o di avere paura di perdere chi si ama

 

 

 

 

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Questo vuol dire che una persona gelosa in alcuni casi potrebbe solo soffrire internamente ma non fare nulla o limitarsi a parlarne e lamentarsi, in altri casi invece la persona potrebbe dar via a delle strategie che nella sua mente sono tese a "impedire di perdere l'altro e preservarne il rapporto". La strategia del controllo è quella più a rischio di profezia che si autoavvera, dato che il costo di questo controllo è nella sofferenza dell'altro che prima o poi stufandosi andrà via.

 

Le prime due sono strategie scarsamente efficaci, che sebbene possano funzionicchiare all'inizio finiranno per distruggere il rapporto. La terza strategia è efficace ma di fatto rende l'altro uno schiavo al proprio servizione, un tossicodipendente di sé piuttosto che un partner, la quarta strategia è l'unica che l'AB ritiene funzionale e fa rientrare nella saggezza, cioè si punta a far funzionare il rapporto secondo la logica del benessere e del fatto che le persone tendono a restare laddove lo trovano.

 

 

In termini tecnici la gelosia è strettamente collegata all'abbandono, la persona per diversi motivi non accetta che l'altro possa lasciarlo.

 

 

 

 

La strategia del creare dipendenza nel dettaglio:

bisogno di essere indispensabile, si potrebbe considerare come il bisogno che l'altro sia geloso di noi, cioè che l'altro si attacchi e non possa fare a meno di noi manifestandolo con i tipici comportamenti che attua una persona "dipendente dall'altro". Questo bisogno viene ricercato in quanto così la persona se è gelosa o ha paranoie di altro tipo come "non gli piaccio abbastanza" o "non so se mi ama" vengono dissipate dal senso di certezza che trasmette questo essere indispensabili;

- bisogno di sentirsi importanti ed essere quindi la priorità per qualcuno, il soggetto in questo caso soffre nel sentirsi la ruota di scorta e non essere la prima scelta o fra le prime scelte di qualcuno, si sente usato e non pienamente voluto ma solo perché l'altro non ha di meglio. La dinamica è quella dell'apprezzamento, la persona sa esattamente che se non si viene cercati per primi vuol dire che in una immaginaria scala dei valori non siamo al primo posto e non siamo quindi stimati in tal senso. La persona quindi potrebbe soffrire nel non sentirsi stimata, specialmente se questo evento viene percepito come un feedback per la sua autostima o se la mette sul piano dell'orgoglio e del dominio.

 

Questo spiega e fa comprendere perché le persone paradossalmente diano un significato positivo alla gelosia, in quanto questa componente nella sua variante non distruttiva viene percepita non solo come un indicatore dell'innamoramento e dei sentimenti dell'altro, un simbolo chiaro ma al tempo stesso viene visto come un indicatore di dipendenza e in questo modo il soggetto si sente certo e sicuro specialmente se anche lui ha questi timori abbandonici che lo rendono geloso.

 

 

La gelosia è un indicatore di soggetto borderline, cioè il geloso è uno dei comportamenti che mette in atto il soggetto borderline che non accetta di poter perdere qualcuno.

Quali sono i pensieri di una persona gelosa? Sono prevalentemente simboloci e si basano sulle regole che il soggetto ha sviluppato, regole che gli dicono quando l'altro sta per lasciarlo o che sta per finire.

 

La dinamica si potrebbe riassumere con simbolismi riguardo la fine del rapporto come ad esempio "ha fatto sesso con un'altra persona, questo vuol dire che non mi desidera più e che il nostro rapporto finirà" oppure "è andato in vacanza con altri e non come, vuol dire che non mi vuole più" o ancora "è uscito il sabato sera senza di me, preferisce altro a me e non mi vuole più"  "guarda le altre, vuol dire che io non gli piaccio più".

 

 

Quando una persona è entrata nella fase gelosa che alternative ha oltre le strategie sopra elencate? Può tentare di elaborare quel sentimento in tre modi:

- fiducia, trovare un'illusoria certezza tramite rassicurazioni tornando ad uno stato di fiducia;

- ristrutturazione, arrivare alle fondamenta della propria personalità e cambiare la problematica abbandonica o quanto meno il bisogno di manifestare le componenti di gelosia più distruttive come quella esclusivista;

- distrazione, fare in modo di non pensarci.

La monogamia può essere collegata in qualche modo alla gelosia? Si, anche se il motivo principale della monogamia è probabilmente dato dalla possessività.

 

La gelosia ha una duplice manifestazione:

- entro alcuni limiti dà solo emozioni positive, specialmente se rispecchia bisogni come quello di essere indispensabili, rassicura l'altro, lo fa sentire desiderato, apprezzato, etc..

- superati quei limiti è distruttiva, come già detto è probabile che faccia finire il rapporto.

Come fanno le persone a conservare una gelosia non distruttiva? La risposta è duplice o crescono elimimando il bisogno di cedere ad alcune componenti come quella dell'esclusività o soffrono, cioè consci della distruzione si tengono tutto dentro, sopportano fino a quando possono anche se questo in un modo o nell'altro danneggia comunque il rapporto.

Cioè la gelosia quando non è eccessiva ma si limita ad esempio a manifestare la propria paura di perdere l'altro o a fare piccole proibizioni che non compromettono l'appagamento del partner vengono percepiti positivi perché in questo caso la gelosia viene vista come un simbolo d'amore, come un simbolo del "tenerci".

Questo è paradossale perché dimostra quanto queste persone siano "malate", non comprendono l'amore, non comprendono che la gelosia è la manifstazione di una dipendenza, ma nonostante questo sono comunque rassicurate e soddisfatte da qualcosa che indica che c'è un collegamento, che l'altro prova emozioni reali e che le desidera a prescindere da cosa questo significhi e cosa sia realmente.

Statisticamente parlando è raro che una persona sia così cresciuta da conservare un minimo di gelosia, la maggior parte delle persone o non è gelosa (di solito finge un minimo di gelosia) o se lo è lo è in modo distruttivo ma se può si limita e nei casi più fortunati è iimitata da altre inibizioni come quella di "non apparire gelose per non apparire debole e inferiore".

In conclusione possiamo affermare che la gelosia non è facile da risconoscere per un esterno, potrebbe essere un altro fenomeno dall'apparenza simile, solo analizzando il perché e il cosa la persona stia facendo si può capire se sia gelosia o meno e con quali comportamenti si stia manifestando."

Un modo rapido per capire se c'è gelosia è chiedere "lo stai facendo perché hai paura di perderlo?" "i tuoi sentimenti nascono dalla paura di perdere l'altro?".

 

C'è anche da fare attenzione all'errore di confondere la gelosia con l'invidia, nel linguaggio comune a volte erroneamente viene chiamato gelosia il fenomeno dell'invidia che non c'entra nulla con questo genere di fenomeni, l'invidia si riferisce al vedere qualcuno che ha ciò che non abbiamo e soffrirne.

La gelosia è correlata con altri comportamenti? Si diversi, elenchiamoli:

- condiscenza, la persona asseconda l'altro e non riesce ad essere assertiva proprio per evitare che qualcosa possa produrre la perdita. Come detto ad inizio articolo è probabile che lo stesso motivo che spinge alla gelosia spinga all'accondiscendenza per non perdere l'altro;

- monitoraggio

- ossessioni e compulsioni specifiche, la persona non accetta la perdita e nell'immediato produce dei comportamenti tesi a scacciare questo fenomeno, come potrebbe essere quello di chiamare continuamente la persona se non è vicina con sé, o monitorarlo compulsivamente andando ad esempio a vedere whatsapp. Questo monitoraggio è diverso dal punto precedente, qui la persona lo fa compulsivamente nel momento in cui ci pensa e non accetta, mentre il monitoraggio che si intende nel punto precedente è qualcosa di costante e razionale, la persona desidera solo conoscere ad esempio gli spostamenti dell'altro per potersi rassicurare o capire cosa fa o cosa dice quando non è con noi;

 

 

La gelosia può essere retroattiva? Teoricamente no, il soggetto geloso se ne frega del passato in quanto l'unico elemento che conta è il presente e non perdere il partner però in pratica potrebbe esserlo se la persona collega eventi passati a minaccie future. Ad esempio se scopre che il partner è un fedigrafo scoprire questo suo comportamento potrebbe alimentare la paranoia e pensare "se lo fa anche con me?" quindi in pratica per gelosia retroattiva si intendono le paranoie che crescono in modo ossessivo e intrusivo alla scoperta di un passato del partner che fa pensare a possibili minaccie di perdita.

 

Come si fa a creare una dipendenza? Una dipendenza la si crea dando alla persona quello che non può darsi da sola, maggiori sono i bisogni del soggetto maggiore è la probabilità che l'altro non solo dipenda ma non trovi mai un sostituto proprio per l'elevato numero di "bisogni". Per questo il soggetto potrebbe strategicamente puntare a persone particoalrmente bisognose sotto numerosi aspetti e puntare ad essere la loro droga, per creare un saldo rapporto di dipendenza.

 

La strategia del legame affettivo.

 

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to, seguirla, analizzarla come se si tentasse in ogni modo di controllare gli eventi per impedire che avvenga l'abbandono.

Il comportamento a livello tecnico lo si può descrivere come "essere intolleranti all'idea di poter perdere l'altro o poter essere abbandonati" e da questa non accetazione il soggetto spazia fra risentimento o rassegnazione e fra i due è il risentimento a fare più danni in quanto le azioni che la persona farà saranno probabilmente più distruttive non che altro.

La gelosia infatti paradossalmente alimenta la profezia che si autoavvera, ovvero l'essere gelosi produce un comportamento così fastidioso e disfunzionale da incrinare il rapporto e spingere l'altro ad andare. Di fatto la persona nonostante avesse intenzione di impedire l'abbandono o la rottura con il comportamento ha generato o alimentato la fine stessa del rapporto, detto in sintesi i tentativi che avevano come obbiettivo di controllare ed evitare l'abbandono hanno finito per generarlo o facilitarlo/accelerarlo.

Come nasce la gelosia? La risposta la troviamo nell'abbandono stesso, ovvero in soggetti non equilibrati e non autosufficienti che finiscono per dipendere a livello affettivo o operativo da chi hanno vicino, quindi nello stesso momento in cui il soggetto si rende conto che senza l'altro non potrebbe stare e inizia a nutrire dubbi riguardo a questa possibile fine nasce la gelosia.

 

Uno degli indicatori della gelosia è la ricerca di rassicurazione, la ricerca di promesse e impegni in modo che il soggetto si senta sicuro che l'altro non andrà via.

Ed è qui infatti che si capisce il concetto fra gelosia in corso e gelosia latente, come abbiamo appena detto sono i dubbi e la paura abbandonica a far scattare la gelosia, ma fino a quando una persona non ha dubbi anche se ha paura dell'abbandono in generale in quel momento non la avverte perché si sente sicuro che comunque non accada. Quindi si parla di gelosia latente per evidenziare il profilo di un soggetto dipendente affettivamente dall'altro ma che comunque si fida e ha fiducia nel rapporto e quindi non manifesta alcuna gelosia. 

La gelosia si manifesta quando la fiducia viene meno e iniziano a partire quei dubbi che alimentano il timore abbandonico, in alcuni casi la fiducia potrebbe essere assente fin dal primo momento e quindi ritrovarsi con un soggetto che dal momento stesso in cui si sente dipendente e non desidera perdere l'altro manifesta timore abbandonico e gelosia.

La tematica della fiducia è talmente complessa che va trattata come se fosse un argomento a parte, perché alcuni soggetti tendono a non fidarsi mai altri si ma tendono a perdere tale fiducia per motivi differenti, ogni persona ha una visione della fiducia unica e questo complica ancora di più il fenomeno della gelosia latente e manifesta. Pensate a quante volte avrete ascoltato frasi come "non riesco a spiegarmi perché quella persona abbia così tanto paura di perderlo quando l'altro non ha mai fatto nulla che potesse dare addito a tali pensieri, anzi ha fatto di tutto per rassicurarlo" proprio ad indicare che alcune persone potrebbero perdere la fiducia anche per cose dentro di sé , per deduzioni o paranoie proprie senza che l'altro abbia realmente fatto qualcosa.

Quindi alla domanda  "come faccio a far fidare l'altro di me così che non sia più geloso?" una risposta unica non c'è, l'unica cosa è tentare di capire qual è la percezione di fiducia dell'altro e capire le specifiche insicurezze e tentare di generare quegli elementi che lo farebbero sentire sicuro.

La via più facile per far smettere una persona di essere gelosa è di farla ritornare allo stato di gelosia latente, così che anche se il problema non è risolto almeno non si manifesta più. 

Per poter smettere di essere gelosi a livello di personalità è invece necessario eliminare le proprie fragilità di personalità intorno all'abbandono divenendo persone più autosufficienti ed equilibrate, divenendo anche consapevoli su quanti sono le possibilità che una storia funzioni e come farla funzionare studiando il concetto di compatibilità e rapporto. Si passa quindi da "non posso fare a meno di lui/lei farò di tutto per non perderlo" a "so che le storie sono complesse e difficilmente sono durature, per quanto possibile tenterò di mandare avantiil rapporto sapendo che potrà finire con l'ottica che ogni momento passato insieme avrà migliorato le nostre vite, sia nel mentre sia anche quando finirà, lasciando che le cose vadano come è la logica di questa realtà e non illudendomi".

 

Provare gelosia ma non manifestarla, perché alcune persone nonostante siano insicure e temano l'abbadono non manifestano la gelosia? Ci sono tre possibili risposte:

- inibizione, cioè emozioni e pensieri che spingono la persona nonostante provi gelosia comunque a non fare nulla. Uno dei casi di inibizione più frequenti della gelosia è la superbia persona che per non farsi vedere debole e vulnerabile viene inibito dal senso di inferiorità che proverebbe se l'altro scoprisse la sua gelosia, quindi nonostante tema e desiderebbe fare di tutto per non perderlo finisce per non mostrare e fare nulla per non sentirsi debole;

- consapevolezza delle conseguenze, il soggetto sa quanti danni potrebbe fare la gelosia e quindi tenta di fermarsi è disincentivato dal fatto che essere gelosi peggiorerebbe solo la situazione;

- regole comportamentali, il soggetto sviluppa durante la sua crescita delle regole che gli dicono se si può o non può manifestare la gelosia, in questo caso ad esempio ad un bambino che gli viene inculcato che non deve mai essere geloso perché è sbagliato. 

 

 La gelosia può essere retroattiva? La risposta è no, la gelosia in ognuna delle sue forme si basa su quello che è il presente, sul fatto che la persona senta e temadi perdere l'altro, del passato ad una persona gelosa non interessa nulla. L'unico ruolo che potrebbe avere il passato è quello di alimentare comunque paure future del tipo "il mio partner ha sempre tradito i precedenti compagni e se lo facesse anche con me e poi mi lasciasse?".

  

Gelosia e possessività possono coesistere? Si, così come può coesistere con gli altri fenomeni descritti nel corso dell'articolo ovvero bisogno di sentirsi esclusivo, importante, etc...

 

La gelosia si manifesta sotto forma e sintomi ansiosi in quanto il punto cruciale non è essere lasciati ma avere timore di essere lasiati e abbandonati, il geloso è spinto da questa elemento che non accetta e che riguarda il possibile futuro per questo la gelosia può essere considerata come un'ossessione.


La gelosia viene potenziata dall'affezionamento in quanto il soggetto pensa di avere qualcosa di raro e insostituibile.

La gelosia viene potenziata anche dalla nulla o scarsa agenticità di un soggetto al pensiero di poter costruire un nuovo rapporto, se il soggetto pensa di non potercela fare e teme di rimanere da solo avrà ancora più paura abbandonica, in quanto penserà che dopo di lui non ci sarà più nessuno.

 

La gelosia abbandonica si accentua nei periodi in cui la dipendenza e la paura stessa abbandonica si accentuano. Cioè quanto più aumenta il timore abbandonico fra paranoie e simulazioni errate quanto più è probabile che il soggetto manifesti un comportamento teso a scongiurare questo scenario. Questo porta alcune persone ad avere dei "momenti bui" dove la gelosia si fa così intensa che non riescono a gestirla, persone che probabilmente si conoscono e hanno sviluppato dei metodi di autointervento che gli danno modo di gestire questa loro gelosia quando è "normale". Un racconto dal web:

"Salve, vorrei parlare di un mio disagio, uno dei tanti, però questo mi causa davvero una sofferenza a livello fisico.
Da alcuni anni ho una relazione con una donna, sono molto attratto da lei, ci amiamo a quanto pare. Mi capita spesso però di trovarmi in situazioni di ansia incredibile ed esagerata. Forse è dovuta ad una leggera gelosia, quasi sempre immotivata, ma non credo che sia questo il motivo prevalente (anche perche' non sono mai stato geloso in modo evidente o eccessivo) ma credo che questa sia causata fondamentalmente da un fattore di forte attrazione di tipo sessuale nei suoi confronti, e quindi l'irrazionale paura di perderla. L'ho sempre tenuta nascosta dentro di me e non le ho mai fatto capire questo mio disagio, in pratica non le ho mai fatto pesare nulla, ed è una cosa che non ho la minima intenzione di dirle, anche perche' lei non potrebbe fare assolutamente nulla per questo. Per l'ennesima volta a causa di alcuni eventi esterni (del tutto normali, non eccezionali) mi trovo di nuovo a passare un periodo in cui sono sopraffatto da questo problema, e non so per quanto lo sarò. Negli ultimi 3 anni si è ripetuto più volte, e perdurava anche per mesi. Ricordo estati passate senza dormire in preda a questa sofferenza.
I sintomi consistono in questo: ho un'ansia esagerata, i disturbi si manifestano con forte tachicardia, costante per tutto il giorno e quasi senza sosta, il bisogno di urinare in continuazione, tremori delle gambe tipici della persona molto ansiosa. Questo mi causa anche un notevole aumento della libido, ed è molto fastidioso perche' è direttamente proporzionale alla tachicardia, e credo legato ad essa. Oltre a questo (e anche per questo) soffro d'insonnia. 
Questa situazione oggettivamente non riesco a sopportarla, soprattutto perche' non si può avere una simile tachicardia costante. Vorrei sapere se c'è qualcuno che soffre di questo disturbo in modo abbastanza pesante, e inoltre cosa si può fare concretamente per riuscire a stare un po' meglio."

 

 

Gelosia e ossessione abbandonica

Il soggetto geloso potrebbe entrare anche in un circolo ossessivo nel momento in cui non accetta nemmeno l'idea di poter essere abbandonato, si legga ossessione per approfondire.

 

Analizziamo questo racconto dal web:

"Vi racconto questa cosa di me di cui sicuramente non ne vado fiera ma fa parte di me già da quando ero adolescente.

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In un nucleo di persone, siano famigliari o amici di vecchia data, non riesco mai ad accettare l'elemento esterno. Nella maggior parte dei casi questo elemento esterno è il "nuovo" fidanzato/a di uno dei miei amici o famigliari. Ho proprio il blocco e il fastidio, aumentato dal fatto che quest'accettazione io la debba avere per forza! Avete presente quando magari un famigliare che non vedete da tanto ti dice " Vieni, che ti faccio conoscere il mio fidanzato?" ecco io lo faccio solo e soltanto per educazione, piacere ed entusiasmo zero. Vi faccio un esempio, sono riuscita a parlare un po' solo quest'anno con la moglie ( si perchè nel frattempo si è anche sposato ) di mio cugino, dopo 5 anni. E' come se prima fosse un'estranea entrata in famiglia e solo ora pian piano mi sto abituando all'idea. Automaticamente la stessa cosa con i ragazzi che iniziano a frequentare le mie amiche. Già solo quando le mie amiche iniziano a parlare di loro, mi sale la rabbia e non rispondo proprio, le ascolto e basta, sperando che cambino argomento. La ragione ovviamente me la sono data. Mi sento scippata di qualcosa, vedo che loro non si accontentano del loro nucleo e cercano altro. Se si tratta di altri amici o amiche con cui loro si frequentano non ne faccio la stessa tragedia, ma se si tratta di partner dei miei cari, allora li' mi innervosisco perchè vedo che loro cercano la famiglia in altro. E' sacrosanto certo ( altrimenti ci sposeremmo tutti tra famigliari e amici di vecchia data ) ma a me dà fastidio. Ovviamente passo sempre per l'asociale di turno."
 
Questo racconto lascia trasparire una donna che sembra al tempo stesso manfifestare due componenti:
- possessività
- bisogno di sentirsi importante, ovvero istrionica
Questo racconto ci aiuta a capire cosa non è la gelosia, dove c'è una donna che possiede due componenti che la spingono a non accettare che altri elementi entrino in quelle che percepisce essere una cosa sua e al tempo stesso rubargli la scena in quanto non si interessano più a lei ma sa già che si interessano per lo più alla "novità".
Questa tesi è confermata anche dal fatto che comunque dopo anni inizia a sentire un elemento esterno come qualcosa del gruppo e quindi a non pesargli più in quanto non viene più percepito come un esterno ma diventa una cosa di suo possesso e proprio perché diventa una consuetine non ha più quel potere di attirare attenzioni e rubargli la scena che desiderebbe avere solo per sé.
 
 
Gelosia e paranoia (assenza di fiducia)
"Sto attraversando un periodo che non è molto roseo, anche se lo dovrebbe essere, Sto con un ragazzo da alcuni mesi ma non riesco a vivere la relazione serenamente. Le mi giornate sono caratterizzate da ansie, dubbi, riflessioni su cosa ha detto, fatto e su interminabili paranoie. paura dela sua ex, del suo essere sincero.. delle sue buone intenzioni. Metto in dubbio ogni cosa e sono alla ricerca di continui segnali, prove.. Non riesco a lasciarmi andare, a volte mi fa così male la testa che ho l'impressione che scoppi! Anche fisicamente non sto benissimo.. sono dimagrita e sono sempre stanca. Continuo a cercare la causa di questa impossibilità di fidarmi e mi sono fatta varie ipotesi: disturbo paranoide, dipendenza affettiva, philofobia.. davvero non so cosa fare.. cerco di contenere i miei pensieri ossessivi ma è difficile, se poi mi confido con amici mi prendono per pazza."
 
Gelosia sana
Si definisce gelosia sana quella gelosia che non supera dei limiti di disfunzionalità nel rapporto ma anzi viene giudicata e apprezzata dal partner che la riceve, specialmente se romantico o insicuro, perché la percepisce come una cosa piacevole, che lo fa sentire desiderato, che gli fa percepire un bisogno rassicurante nell'altro, etc...

 

APPUNTI:

Cosa provi nell'immaginare il tuo partner che sta facendo sesso e sta godendo con un'altra persona?

La gelosia come simbolo di amore, questo articolo chiarisce quei 5 fenomeni che attualmente le persone pensino simboleggi amore ma così non solo è più chiaro che con 'lamore non c'entra nulla ma anche che attualmente le persone interpretano per comodità il comprotamento dell'altro usando quello che più gli fa pensare all'amore.

ultima modifica il: 19-01-2020 - 15:53:26
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