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- Autosabotaggio -
riabilita aiuti

Cos'è l'autosabotaggio? Cosa si intende per autosabotarsi? 

Si definisce autosabotaggio quel comportamento che un soggetto compie a livello pienamento lucido (ovvero intenzionale) o inconscio/istintivo dove produce delle azioni che annullano i risultati ottenuti rallentando il raggiungimento dell'obbiettivo. Perché ci si autosabota? Per eliminare il conflitto dato dal fatto che ciò che si desidera o si ha bisogno di raggiungere al tempo stesso è fonte di emozioni negative.

Continuando ad agire per l'obiettivo si elimina il senso di colpa, rallentando il raggiungimento dell'obiettivo si elimina la paura collegata al raggiungimento.

Con l'autosabotaggio la persona ha la soluzione definitiva, in quanto da una parte accontenta la parte che spinge e dall'altra la parte che ha paura del risultato, la persona rimane in questo stallo che non lo fa soffrire ma che ha un caro prezzo da pagare, cioè che l'esistenza del soggetto non progredisce in quanto si pensa più alle emozioni del giorno non che al proprio futuro.

L'autosabotaggio non va confuso con altri tre concetti:

- procrastinazione, il soggetto non agisce ma procrastina in modo da illudersi che può farlo anche se non lo fa adesso, un modo per non fare i conti con la propria carenza motivazionale o i problemi collegati all'agenticità in quel settore;

- autodistruzione, nell'autodistruzione il soggetto letteralmente si danneggia per gli obbiettivi più disparati quali avere attenzione su di sé, provare piacere nel creare queste situazioni, etc..

- azione disfunzionale, il soggetto non si rende conto che ciò che fa lo danneggia.

Pagina di disambiguazione pessimismo. 

 

 

 

 

Si parla di autosabotaggio solo nel momento in cui il soggetto da una parte agisce per costruire e dall'altra agisce per rallentare.

L'esempio lampante di autosabotaggio lo troviamo nel percorso di laurea dove un soggetto ha paura del giorno della laurea, quindi ad esempio potrebbe studiare per l'esame con piena motivazione per poi non darlo se non dopo tre o quattro appelli saltati.

 

La prima domanda che viene in mente è "perché una persona fa una cosa del genere? Cosa c'è esattamente che fa paura in obbiettivi che la persona stessa si è fissata?" Ecco le motivazioni più frequenti:

- paura per eventi futuri, la persona non ha paura tanto de risultato ma di ciò che potrebbe accadere con il raggiungimento di quell'obbiettivo e nei momenti in cui questa paura si va più viva è probabile che attui l'autosabotamento detto anche comunemente "paura del dopo". Una perosna potrebbe rallentare la laurea non per la laurea ma per il fatto che dopo c'è da cercare lavoro, mettersi in gioco, lavorare, etc..;

- paura di fare i conti con la realtà, alcune persone sospettano o percepiscono che ciò che hanno fatto è fallimentare, non li porterà a nulla o li porterà a qualcosa che non gradiscono, pensiamo ad una persona che ha scelto un corso di laurea per qualcosa che non le piace, autosabotarsi vuol dire non fare i conti con questa realtà;

- perfezionismo, il soggetto ha paura di avere un risultato basso o non come lo soddisferebbe, quindi per paura che non sia abbastanza, che ci siano errori, cerca di non arrivare o rallentare l'arrivo a tale confronto con la realtà;

- inibizioni generali, la persona ha paure che la portano ad autosabotarsi.

 

Perché si parla di autosabotaggio conscio e inconscio? Perché in quello conscio la persona è pienamente cosciente di ciò che sta facendo e di come questo lo aiuti almeno nel presente a stare meglio, quello inconscio lo si potrebbe descrivere come un fenomeno parossistico dove la persona non si rende conto che è piegata da queste due forze emotive conflittuali e il fatto che ognuna di questa sia intensa e possa prevalere sull'altra, insieme lo spingono ad autosabotarsi senza che se ne renda pienamente conto, senza che sia conscio di come questo conflitto interno da una parte lo spinga a fare e dall'altra lo spinga a distruggere e rallentare.

 

 

 

Il concetto di sollievo momentaneo è fondamentale per descrivere questo fenomeno in quanto il soggetto è in una dimensione di scarsa lungimiranza e preferisce cedere e stare meglio sapendo che comunque questo ritardo lo farà soffrire maggiormente in futuro, una sorta di baratto in cui la persona preferisce il presente al futuro.

L'autosabotaggio è possibile sopratutto negli obbiettivi a lungo termine dove la persona ha modo di sabotare i passi in avanti compiuti.

 

 Una metafora sull'autosabotaggiolo troviamo nello stratagemma della tela di Penelope narrato nell'Odissea, con l'unica differenza che mentre Penelope aveva come obbiettivo quello di rimandare un matrimonio non desiderato, immaginate una persona che desidera sposarsi ma al tempo stesso ha paura e quindi da una parte spinge a costruire il matrimonio e dall'altra potrebbe fare in modo di sabotarlo.

 

 

L'autosabotaggio conscio ha due ulteriori varianti, una che si potrebbe definire subdola dove la persona in un primo momento si autosabota ma subito dopo tenta di nascondere a se stessa e agli altri ciò che sta facendo, poi c'è l'autosabotamento esplicito dove invece la persona non ha problemi nell'ammettere che sta sabotando il suo progetto perché non si sente pronta e ha paura per la tappa successiva, perché non riesce a superare i dissidi o perché è in cerca di attenzioni.

Come si svolge l'autosabotamento subdolo? La persona ad esempio crea degli impegni inderogabili, fa in modo di debilitarsi fisicamente, costruisce elemeni negativi che possano giustificare  il fatto che rimanda o il fatto che fallisce (facendo azioni distruttive) e al tempo stesso la persona possa dire "non è colpa mia", deresponsabilizzandosi, come se vedesse solo lo stadio finale del "non è colpa mia" e non vedesse che quell'impedimento l'ha creato lei.

La persona crea un castello di illusione per nascondere a sé e agli altri quello che sa o almeno all'inizio ha saputo essere un suo tentativo di autosabotarsi.

 

 

Un altro metodo con cui si crea un autosabotaggio subdolo è quello di rimandare momentaneamente una tappa per arrivarci più preparati.

Qui si faccia attenzione a non concludere in modo frettolosoche chiunque rimandi per prepararsi meglio si stia autosabotando, ogni caso va analizzato.

Prima di concludere che sia autosabotaggio è necessario rendersi conto del conflitto interno, se non c'è alcun conflitto interno e la persona pensa realmente che sia conveniente prepararsi meglio su alcune cose non c'è alcun autosabotattio.

 

 

In linea generale l'autosabotamento non va confuso con:

- inibizioni presenti, la persona prova delle emozioni e sentimenti che la spingono a bloccarsi, a mollare (insicurezza come una delle inibizioni o bassa autostima o - paura di fallire, se non rischi non puoi fallire.) emozioni che si presentano volta per volta e non hanno nulla a che vedere con l'ansia del futuro che spinge all'autosabotamento;

- demotivazione, la persona ha delle problematiche con la sua motivazione anche questo un fenomeno "presente" e che si presenta volta per volta dove la persona ad esempio si rende conto che ciò che ha scelto non le piace abbastanza e non ha nulla a che fare con la visione ansiosa dell'autosabotamento;

- procrastinazione, la persona ha problemi con la motivazione e per non "guardarli" procrastina, la persona rimanda un obbiettivo non perché le spaventa il futuro ma perché in realtà non è motivata e meno si confronta con questa realtà meglio è;

- schizofrenia , la voce dentro di sé che va ad aumentare le debolezze della persona, voce che proviene dall'inconscio e non riesce ad eliminare;

- pessimismo, il vortice negativo in cui cade una persona che emotivamente finisce per focalizzarsi solo sulle negative con le conseguenze che questo produce.

 

 

 

 L'autosabotaggio nel percorso terapeutico

Un altro esempio palese di autosabotaggio potrebbe accadere nel percorso terapeutico, la persona speventata dalla vita del "cambiamento e guarigione" potrebbe combattere contro la terapia stessa.

 

Autosabotaggio subodolo e la strategia emotiva

Probabilmente il meccanismo che queste persone usano è di fare leva sui momenti più "bui" a livello emotivo così da sfruttarne l'effetto di umore influenzato o di scarsa lucidità per dare luogo a questo percorso di autosabotaggio e autoconvincersi che non è stata una sua volontà, che non lo sta facendo intenzionalmente, ma che è come se fosse stata un'altra persona. Quindi la persona fa in modo di alterarsi l'umore in negativo, di avere un'emotività intensa negativa così che da questi impulsi vada a distruggere determinare cose e poi dirsi "ma non è stata colpa mia, non l'ho fatto apposta, ero talmente giù chiunque mi capirebbe", la persona si deresponsalizza e dimentica di essere stata lei l'artefice di quello stato emotivo che riesce a vedere come una giustificazione ed un evento staccato da sé, come se quella distruzione non fosse frutto della sua intenzione.

 

 

 

 

 

Test per capire se si è compreso, analizziamo questo racconto:

"Io penso di essere bravo in matematica, se non studio e vengo bocciato all'esame la colpa sarà solo del fatto che non ho studiato, ma io resto bravo. Se invece studiassi e venissi bocciato dovrei mettere in discussione ciò che penso di me stesso".

Questo è autosabotaggio? No è una strategia simile ed utilizzata a quella che si usa nell'autosabotaggio ma non c'è un progetto che sta subendo danni, non c'è un progetto da sabotare è solo una persona che per evitare di essere giudicato, per evitare di soffrire nella sua sensibilità al giudizio non studia per non mettersi alla prova, si tratta di tecniche di evitamento.

"non so come sarei potuto andare perché non ho studiato e chiunque mi giudichi lo farà su qualcosa che non è esistito perché non mi sono messo realmente alla prova" si potrebbe trattare di autosabotaggio se questo ragazzo desidera andare a scuola e desidera formarsi e così facendo saboterebbe di fatto il suo obbiettivo,il suo futuro e la sua formazione.

 

  

Che differenza c'è fra persona che si autosabota e persona che si autodistrugge? L'autodistruzione è un fenomeno in cui non c'è nessun conflitto, la persona desidera distruggersi e danneggiarsi e basta. L'autosabotaggio è un metodo di difesa verso qualcosa che si desidera raggiungere ma che genera disagio e non si può abbandonare.

 

 

 

 

 

ultima modifica il: 30-05-2018 - 21:12:25
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