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- Insofferenza -
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Cos'è l'insofferenza?

(si definisce permaloso un soggetto che diventa insofferente senza che noi intenzionalmente abbiamo detto o fatto nulla che potrebbe spiegare tale reazione)

L'insofferenza descrive genericamente il comportamento di chi cede alla spinta emotiva della rabbia e del dolore nelle interazioni con altre persone.

Ad esempio un soggetto sta passando un brutto periodo e mentre interagisce con gli altri fa tutte risposte acide o lamentose, influenzate dallo stato di dolore che prova.

Si arrabbia più facilmente o semplicemente reagisce male laddove non avrebbe reagito così se fosse stato meglio (suscettibilità aumentata dall'umore negativo).

L'insofferenza esce fuori per diversi motivi, fra i più frequenti troviamo:

- Insofferenza impulsiva, il soggetto non ha una forma mentis che lo spinge a riflettere, se soffre, se prova emozioni negative tende a reagire di conseguenza con una insofferenza quasi matematica;

- Insofferenza parossistica, le emozioni che prova sono talment eintense da scardinare qualsiasi tentativo di resistenza conscia, il soggetto anche se ricerca la pazienza tramite la lucidità e sa quanto possano danneggiarlo comportamenti instintive a volte potrebbe non riuscire a resistere alla forza delle emozioni;

- Insofferenza conativa, il soggetto per scelta conscia segue le emozioni e ciò che gli suggeriscono, essere insofferente è per il soggetto una scelta quando qualcosa lo fa stare male perché cedere lo fa stare meglio, parte di lui vuole agire così come forma di punizione o vendetta.

 

L'insofferenza si trasforma in lamentela? In alcuni casi si.

 

L'insofferenza, sebbene possa far sentire il soggetto "sfogato" e quindi fargli probare sollievo, in realtà ha un rischio elevato di esacerbare situazioni negative o di far fallire gli obiettivi che il soggetto si è posto, peggiorando ad esempio la qualità dei suoi rapporti o perdendo opportunità sociali. 

Si definisce temperante un soggetto che non lascia che queste emozioni influenzino il suo comportamento, specialmente quando è conscio dei danni che tale comportamento produrebbe. Il soggetto temperante agisce in modo funzionale per superare quella situazione senza cedere all'insofferenza, aumentando la sua risolutezza mirando ad esempio ad un comportamento che punta a risolvere la situazione che produce emozioni negative.

 

Il soggetto che non è frequente essere insofferente dall'esterno viene definito come scorbutico per distinguerlo dall'antipatico. 

In questo modo la persona ha modo di distinguere chi non le piace perché si comporta sempre in modo che non gradisce, da chi è simpatico ma a volte a causa dell'insofferenza si manifesta in modo sgradevole, saltuariamente, definendolo scorbutico.

 

 

FINO A QUI

 

 (dualismo insofferenza depressione, due modi diversi di reagire ad eventi traumatici, i due modi possibili, a cui entrambi ci si oppone con resilienza,oppure la depressione è una forma di insofferenza?)

Si definisce insofferente colui che lascia che eventi che hanno un impatto negativo sul suo umore modifichino il suo comportamento in negativo, abbassando ulteriormente la qualità della sua vita.

Ad esempio una persona che prende un brutto voto, diventa scorbutico, non esce, finendo per danneggiarsi ulteriormente con questo comportamento influenzato dall'evento negativo.

Si definisce resiliente il soggetto che invece reagisce, non lascia che un evento negativo abbia un impatto sul suo modo divivere.

Il soggerro resiliente quindi riesce ad essere paziente, non lascia che quelle emozioni negative possano in qualche modo spingerlo ad azioni negative ma sopratutto contrasta l'effetto depressivo che emozioni negative possono creare.

 

L'insofferenza ruota intorno al concetto di danno, tutto quello che danneggia il soggetto e viene vissuto con acrimonia, fra rassegnazione, rabbia o qualsiasi altro sentimento collegato.

 

 

Il soggetto resiliente contrasta gli effetti dell'evento traumatico o del possibile evento traumatico andando avanti con la sua esistenza.

 

Limite di resilienza, quando gli elementi che lo danneggiano e che alterano l'umore potrebbero superare una data soglia il soggetto potrebbero non riuscire a quindi cedere al parassismo o all'effetto depressivo, lasciandosi influenzare in negativo.

 

class="messageTitle">insofferente a tutto

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Sono diventata insofferente al tutto. All'idea di svegliarmi alle 6 di mattina, al lavoro e tutto ciò che comporta ( appunto la sveglia, sistemarsi, truccarsi, uscire, faticare), al mio fidanzato che mi propone di fare sesso ( ma che vuoi da me?), ai miei amici ( che non frequento più), al caldo, allo shopping, alle cene, alle luci, ai colori, alle giornate troppo lunghe... Insomma, tutto mi pesa, tutto è un impegno, anche dormire (insonne). È come se stessi vivendo controvoglia... e impreco oppure ho scatti di rabbia per qualunque cosa oppure piango.
Secondo me, più che depressione, ho una specie di esaurimento nervoso lavoro correlato... voi che ne pensate ? 
Tutte le mattine strillo che non voglio andare a lavorare, che io basta, ho lavorato e ora mi spettano le ferie, che non sono una macchinetta ecc ecc... sul pullman piango e al ritorno piango ( pianto dell'andata: devo andare e non mi va, pianto del ritorno: che bello per oggi ho finito, sì però domattina alle sei...)
Il fatto che sono anomala lo vedo dalla perdita del sonno. Io se non prendo il sonnifero non dormo, da mesi.
In tutta la vita non ho mai saltato una notte, ragazzi, io ero una dormigliona... boh. Qualcuno come me?

 

FINO A QUI

 

La rabbia per qualcosa che porta ad una scelta o azione parossistica

Mentre nell'insofferenza? Un esempio? Lamentarsi con altre persone per qualcosa che è successo, insofferenza o richiesta di aiuto?

 

 

Insofferenza, comportamento influenzato dalle emozioni negative che si provano.

Diverso dal concetto di parossismo.

 

 

Il comportamento collaterale ad uno stato emotivo negativo che viene rivolto verso cose o persone che non sono strettamente collegate alla genesi dello stesso, che differenza c'è con la lamentela? Ci si lamenta verso qualcuno e si espone la propria sofferenza per diversi motivi, l'insofferenza è il comportamento influenzato dalla sofferenza che si prova, si reagisce in modo diverso come nel caso dell'irritabilità.


L'insofferenza non va confusa con la stizza e tutti quei tentativi di modificare qualcosa, si parla di insofferenza per evidenziare il comportamento alterato dalla stizza e dalla sofferenza in generale verso ciò che non ne è la causa.

 

La confusione fra stressato e insofferente

 

La differenza fra insofferenza e lamentela, parla della sua sofferenza, l'insofferente invece  modifica comportamentale dei toni.

 

 

SI LEGGA STIZZA

Per comprendere l'insofferenza facciamo questo esempio, due persone si mettono insieme e dopo pochi mesi esce fuori l'incompatibilità ma queste due persone scelgono di andare avanti e sopportare. Cosa succede? Che anche se le persone riescono a sopportare ciò che non accettano per il 90% delle volte arriverà che in quel 10% si spazientiscono e faranno uscire fuori la loro ira verso ciò che non accettano. Proprio perché il fenomeno è "continuo" seppur altalenante si parla di insofferenza, a sottolineare come la persona viva male quel rapporto al punto che quando non riesce a portare pazienza manifesterà questa ira che c'è sempre stata anche se si manifesta saltuariamente.

 

Dire la mia ragazza nel rapporto è insofferente vuol dire comunicare in modo rapido questo concetto complicato, cioè che la sua ragazza nonostante non accetti alcune cose ha scelto di sopportare ma poi ogni tanto quando non ce la farà darà spazio all'ira.

 

Si legga stress e compatibilià per approfondire.

 

DA CANCELLARE

DA RISCRIVERE COLLEGATO ALLO STRESS E ALL'IMPOSSIBILITA' di continuare a sopportare, quando non si accetta più qualcosa ed è venuta mento anche la tolleranza.

(collegamento con aggressività, la velocità o il fatto che una persona nella sua insofferenza finisca per far soffrire gli altri in modo conscio e inconscio? Una forma di insofferenza che si trasforma in violenza per il riceverente)

Con questo termine si evidenzia la risposta comportamentale che hanno le persone quando soffrono, quando provano emozioni negative, cioè il loro modo di reagire a quella sofferenza innescando quindi un comportamento basato sul bisogno.

 

L'insofferente è in sintesi quella persona ha soffre, avverte che le emozioni la spingono in una data direzione e la segue, anche se inizialmente ha tentato di sopportare.

Sta qui l'utilità del termine, far capire che quando si soffre insorgono delle spinte comportamentali che alcuni sopportano efficacemente altri no e altri vanno direttamente in uno stato di insofferenza.

Questo è un punto da tenere in conto nella compatibilità di un rapporto perché ad agni attrito e tensione avrete a che fare con l'insofferenza della persona che avete vicino se questa non riesce a sopportare.

 

La risonanza di insofferenza, il comportamento di uno fa soffrire l'altro questo risponde con insofferenza e questa insofferenza stimola l'insofferenza dell'altro e così via fino ad esplodere.

Viceversa una persona potrebbe avere un comportamento insofferente accettabile per l'altro.

 

Insofferenza e statistica di accettabilità, immaginate una persona che quando soffre inizia a lamentarsi, o arrabbiarsi frequentemente, facile capire che difficilmente questa persona troverà una persona che accetti questa cosa, al più che la sopporti.

Mentre immaginate una persona che quando soffre si limita a inibirsi un po', a chiedere spiegazioni, a piangere quindi è più facile che la persona sia statisticamente più accetta in questi comportamenti dalle persone che incontrerà.

 

Si legga dispiacere. 

 

ultima modifica il: 11-06-2020 - 10:06:45
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