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- Abbandono -
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Cos´è l´abbandono?

Si definisce abbandono la fine di qualsiasi tipo di legame o rapporto con qualcuno o qualcosa, perdendo la possibilità di esercitare controllo e potere sull´altro.

Il concetto di abbandono è completamente differente da quello di separazione, nella quale il soggetto si ritrova nella situazione di essere lontano fisicamente da ciò con cui è in rapporto, senza che abbia perso completamente il potere sull´altro.

Facciamo un esempio, immaginate di essere fidanzati con qualcuno che vive a 500km di distanza, fino a quando siete fidanzati avete un potere sull´altro, potete chiedergli qualcosa, sapere cosa sta facendo, fare richieste, etc... ma nel momento in cui il rapporto si interrompe tutto quel potere viene meno. L´altro potrebbe comunque tradirci, mentirci, anche se gli abbiamo chiesto di non farlo, ma l´abbandono indica la perdita totale di potere.

Nella separazione invece c´è una perdita di potere minore, non avendo l´altro fisicamente a fianco non si può godere della sua presenza, non si può sorvegliarlo, controllarlo o proteggerlo ma il potere non è completamente perso.

Abbandono e separazione producono due reazioni psicologiche e sentimenti differenti.

abbandono ha due manifestazioni comportamentali differenti a seconda di chi abbandona e di chi è abbandonato, cioè subisce la scelta di chiudere il rapporto.

Chi abbandona di solito tende a soffrire di meno la perdita, ha i suoi motivi per chiudere il rapporto.

Chi viene abbandonato invece tende a soffrire maggiormente perché o non era pronto alla chiusura o non voleva la chiusura, quanto più il soggetto è affezionato e dipendente quanto maggiore sarà l´impatto negativo della perdita.

Pensiamo all´uomo che viene lasciato da una donna arriva perfino ad ucciderla o sfregiarla talmente sono intense le emozioni che ha provato nell´abbandono, non accettando ad esempio la possibilità che un altro uomo possa avere quella che considera una sua proprietà, non accettando l´idea di perdere il potere sull´altro.

Ogni scenario è unico e va analizzato per capire sia i moventi dell´abbandono, sia cosa si prova da ambo le parti.

Chi viene abbandonato ha tre strade di fronte a sé:

- fase dell´ossessione, il soggetto non accetta di essere abbandonato e inizia una serie di azioni tese ad impedire l´abbandono o comunque a fare in modo che l´abbandono non lo faccia soffrire più così tanto, come il caso estremo di uccidere chi ci abbandona;

- fase della rassegnazione, il soggetto non accetta la scelta ma in qualche modo si rende conto di non poter fare nulla o di non voler fare nulla, ne soffre ma al tempo stesso prosegue la sua esistenza senza fare nulla per opporsi a tale abbandono;

- fase dell´accettazione, il soggetto accetta la scelta dell´altro, la condivide e ha una situazione tale da poter fronteggiare tale perdita e continuare con la propria esistenza senza che questo sia considerato un danno.

 

Probabilmente un soggetto messo di fronte all´abbandono può capire realmente chi è, dal modo in cui reagisce si mette a nudo di fronte a sé e a gli altri, rivelando non solo che tipo di rapporto aveva, ma anche quanto ne era dipendente e come reagisce alla perdita, senza che possa avere più potere di illudersi, guardare ai fatti per capire chi si è realmente.

Detto in altri termini l´abbandono altro non fa che evidenziare le fragilità del soggetto, come potrebbe essere una dipendenza verso l´altro, un attaccamento, affezionamento o una possessività, una incapacità ad accettare la fine di qualcosa.

Reagire ad un abbandono con il sorriso sulle labbra e continuare per la propria strada, accettando immediatamente l´accadimento e pensando a quanto di bello ha potuto dare quel rapporto indica la massima maturità e crescita del soggetto, indicando distacco e la saggezza di chi ha costruito un´esistenza felice, equilibrata e ha compreso pienamente il mondo senza dipendenre da nessuno. Per chi pensasse che questo scenario sia utopistico o indichi un falso rapporto legga distacco per comprendere come invece questo scenario è possibile anche in un rapporto autentico e passionale.

Dall´altro estremo troviamo invece il soggetto che scivola in vortici ossessivi, non accetta la fine, probabilmente nemmeno comprende le cause, le motivazioni dell´altro, avvolto in una dimensione di rabbia, possessività, dipendenza e pensieri distorti come "non avrò mai un´altra persona così" o altre distorsioni simili.

In mezzo a questi due estremi ci sono tutte le sfumature di reazione all´abbandono che ci dicono molto della personalità del soggetto in questione.

abbandono è anche dolore e alcuni soggetti in quel momento potrebbero solo voler diminuire il dolore e le ossessioni, ma come fare? Ci sono tanti modi di regolazione del dolore. Probabilmente la maggior parte delle persone ricerca un surrogato di ciò che si è perso. Qualcosa che rimpiazzi la perdita e che distragga da quei pensieri negativi. Il problema sono infatti tutte quelle paranoie su come cosa possa fare l´altro senza di noi, cosa farà senza di noi, del fatto che diventi di qualcun altro, etc...

 

abbandono solitamente è percepito quanto più negativamente quanto più si è ignoranti sulle dinamiche di rapporto umano, al punto che farebbero perfino fatica a rispondere ad una domanda come "Perché gli altri ci lasciano?", non comprendendo dinamiche basilari come quelle di simpatia, compatibilità, valore, scambio, etc...

Ma l´abbandono non è un sentimento che si prova solo quando si viene lasciati, c´è anche la paura abbandonica o l´ansia abbandonica che si manifesta durante il rapporto.

Tutto il comportamento che un soggetto manifesta per evitare che sia abbandonato viene definito come gelosia. 

La gelosia si manifesta in tanti modi differenti, alcuni anche paradossali. Se l´altro sceglie di chiudere è per tanti motivi come  non gli piacciamo più, perché siamo incompatibili, perché creiamo disagio e tutto questo si può evitare solo cambiando le dinamiche di base del rapporto. Non solo, ci sono anche possibilità di perdere l´altro quando le cose vanno bene perché conosce qualcuno di meglio.

Mentre alcune persone si concentrano su aspetti privativi, quando notano che qualcosa non va o hanno paura tentano di impedire all´altro di conoscere altre persone, impedire di stare lontano da noi, come se si creasse una sorta di prigione per evitare che l´altro proceda con il naturale percorso della sua esistenza e ci lasci per trovare qualcosa di meglio se non bastiamo più .

 

 

 Un racconto dal web utile per comprendere l´abbandono:

" Ad ottobre 2014 inizio a frequentare un ragazzo (lui 35 anni, io 30). Ci sentiamo e vediamo regolarmente e passiamo 3 mesi "tranquilli" con la voglia di stare insieme e di conoscerci ma senza parlare troppo seriamente di passato e futuro. Lui mi aveva detto di essere uscito da poco da una relazione ma durante i mesi in cui ci siamo frequentati non aveva mai approfondito. A gennaio 2015 decide di chiudere la frequentazione dicendomi che non prova per me un sentimento forte. Nei mesi successivi ci sentiamo qualche volta in maniera amichevole per SMS e se ci incontriamo ci salutiamo educatamente. Continuo ad amarlo e pensare a lui ma il rispetto per il modo onesto e coerente con cui aveva chiuso la relazione prende sempre il sopravvento sulla voglia di chiedergli un secondo tentativo. 10 giorni fa sogno che è in una stanza buia e mi chiama. Gli scrivo un SMS scherzoso per dirglielo e lui mi dice che molto probabilmente non è un caso, che nell´ultimo periodo ha pensato molto a me e vuole vedermi. Accetto e mi racconta che due mesi fa ha rivisto la ex e c´è stato un riavvicinamento che paradossalmente lo ha aiutato a superare la fine della relazione. Mi dice che ha pensato molto a noi e che si sente pronto a dare a se stesso e a me la chance che ci meritiamo di costruire qualcosa di serio. Passiamo una settimana bellissima insieme. Domenica mentre siamo al bar ha un attacco d´ansia. Mi dice di aver avuto un flashback sulla sua ex, si sente soffocato dalla paura di fare la scelta sbagliata, si sente in colpa per lei. Gli chiedo se la ama e dice di non saperlo. Gli chiedo cosa prova per me e dice di essere felice con me, di provare sentimenti sempre più profondi ma di aver bisogno di ripulire il casino nella sua testa. E allora io gli dico cio´ che penso: che con la ex non è amore ma dipendenza affettiva, che con me non è amore ma voglia egositica di mettersi alla prova e che a prescindere da quello che pensa lui io non ho più voglia di continuare perchè non voglio che il suo carattere indeciso contamini la mia serenità. Lui mi dice che probabilmente ho ragione su tutto. E lo lascio cosi´. Razionalmente so di aver fatto la cosa giusta e so che mi passerà ma dentro mi rode l´idea di aver contato cosi´ poco, di non mancargli, che non si preoccupi neanche di mandare un messaggio per sapere come sto. Lo so che devo volermi bene e andare avanti con la mia vita, ma a volte mi domando cosa ci si guadagni ad essere forti emotivamente in un mondo in cui la maggior parte della gente non lo è. Sono 30 anni che lavoro su me stessa per conoscermi e capire cosa voglio ma a cosa serve in un mondo in cui la maggior parte delle persone con cui devo relazionarmi va avanti per inerzia a ferire gli altri con i propri legami irrisolti, dipendenze, insoddisfazioni e sembra addirittura soffire meno? Mi sembra tutto cosi´ ingiusto."

 

Dopo aver letto questo racconto provate ad immedesimarvi in questa ragazza, cosa provereste? Questo racconto è un ottimo banco di prova perché ci fa capire come una reazione che appaia matura sia comunque insufficiente, nel senso che lascia trasparire problematiche nel lasciar andare, una tendenza a legarsi, affezionarsi e soffrire anche per qualcosa di breve. Questa ragazza anche se non l´ha ammesso sta soffrendo, ha fatto un percorso che probabilmente l´ha portata a soffrire meno ma comunque è ancora in una dimensione di non riuscire a digerire la fine di una conoscenza breve. Se non ci acconteniamo nella nostra vita incontreremo una miriade di "casi umani", di persone incompatibili, di persone a cui non piaceremo, la fine di qualcosa è più probabile. Questo vuol dire che è altrettanto probabile, se non si lavora su se stessi, finire per soffrire, per avere ansie e problematiche abbandoniche più o meno intense.

 

Qual è il collegamento fra abbandono e comportamento borderline?

Un soggetto con elevato attaccamento verso l´altro e con scarsa temperanza manifesterà comportamenti borderline durante la paura abbandonica e durante la fine del rapporto.

 

 

Abbandono da separazione

In alcuni casi le persone avvertono un sentimento di abbandono quando si separano anche se non c´è un reale abbandono. Questo accade a causa di paranoie e suggestioni. Il soggetto non potendo avere l´altro fisicamente con sé e sotto il suo controllo finisce con il pensare alla possibilità che l´altro non torni più per scelta. Questo scenario è collegato non solo ad un abbandono diretto ma anche indiretto come ad esempio il fatto che si possa venir traditi, sostituiti da una nuova conoscenza che l´altro fa, etc... Questo fenomeno è tanto più frequente quanto il soggetto è fragile e predisposto a soffrire enormemente a causa di un abbandono. Questo alimenta la gelosia e le paure abbandoniche, in un circolo vizioso che sfocia appunto nel sentirsi abbandonati anche quando c´è solo una separazione fisica temporanea.

 

 

 

ultima modifica il: 17-02-2019 - 14:21:05
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