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- Parossismo -
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Cos'è il parossismo?

(nell'articolo completo è spiegato in modo completo

la differenza fra parossismo e compulsione

il parossismo è visibile dall'esterno, si vede il soggetto in stato di furore)

Si definisce parossistico il comportamento di chi, prova emozioni così intense da scavalcare temporaneamente la sua coscienza.

Il soggetto che attua un parossismo ha perso completamente e temporaneamente la sua lucidità e ha lasciato uscire fuori quei comportamenti innati o appresi per condizionamento, che vivono dentro di lui in modo inconscio.

Il parossismo è una condizione totalmente soggettiva, in quanto ogni coscienza, in base al suo grado di sviluppo resiste ad un dato livello di emotività, una volta superato scatta il parossismo.

Un bambino sarà parossistico frequentemente ad esempio, mentre un adulto che ha lavorato molto su se stesso quasi mai.

Quando si perde completamente la lucidità e il proprio comportamento appare da invasato ad un esterno.

Il parossismo in alcuni casi è istantaneo e in altri casi è preannunciato da degli indicaotori comportamentali che ci indicano che il soggetto sta avendo una salita emotiva e se questa salita continua arriverà al parossismo.

Ad esempio una persona inizia ad agitare la mano, dice specifiche frasi, etc...

Il parossismo viene solitamente definito come un "black out" dove la coscienza del soggetto viene completamente spazzata via dall'emotività del momento.

Si parla di disturbo parossistico (dell'umore) nel momento in cui il soggetto si rende conto che questi episodi capitano così frequentemente da impattare negativamente sull'esistenza impedendogli di fare la vita che si desidera o di divenire causa di ansia per l'incolumità propria o di altri, quando ci si rende conto di avere della manifestazioni parossistiche violente e distruttive. 

 

"

vivo con i miei genitori e una sorella, dei quali ho stima ed affetto a tratti, soprattutto con mia madre vivo un rapporto conflittuale da anni, in passato mi ha picchiato e non mi ha mai dimostrato direttamente il suo affetto. ho perso in varie occasioni molte amicizie, quella che consideravo la mia migliore amica se ne va e ritorna quando le pare e piace e io non riesco a dire di no e a rinunciare a lei senza star male. l'anno scorso un mio caro compagno di università si è suicidato e da li ho iniziato a stare malissimo. ho sempre avuto quelli che io considero "attacchi di rabbia" , cioè degli improvvisi attacchi di irrazionalità, dove urlo, scalpito e poi alla fine cado a terra stremata; ma da un po' mi sto accorgendo che vivo con una costante ansia, con attacchi, dove non riesco a muovere un muscolo per la paura di non farcela, ho ansia anche se qualcuno cambia i piani poco prima di uscire al sabato sera e non riesco a riorganizzarmi come vorrei. sto molto male, e nonostante abbia chiesto aiuto piu volte a casa mi sento completamente ignorata, ricevo solo risposte del tipo " tu sei pazza e ti stai inventando tutto". non so più cosa fare, non so se sono io ad inventarmi davvero tutot o se ho realmente un problema da risolvere, l'unica persona che mi sta accanto è il mio ragazzo che in qualche modo riesce a calmarmi dopo gli attacchi, ma sta diventanto sempre più impotente davanti ad attacci sempre piu forti e debilitanti.

 "

DA RISCRIVERE

(atarassia e parossismo, due strade diverso a partire dalle emozioni intense

collegare con lucidità)

Il fenomeno in cui le emozioni sono così intense da portare il soggetto ad avere un comportamento come se fosse "impossessato", portando anche un soggetto riflessivo a comportarsi come se fosse impulsivo.

Questo accade perché l'emotività ha un potere sul nostro cervello, facendo perdere la lucidità. Più è intensa l'emozione più c'è il rischio di parossismo, un'azione dettata dalle emozioni e quindi senza che sia riflettuta, con tutte le conseguenze che questo può produrre.

Lussuria, temperanza, impulsività, riflessività, istintività, suscettibilità.

(forme di parossismo più frequenti, mania, insofferenza,

collegare con temperanza

collegamento con veermenza, il comportamento potenziato dalle emozioni, lo sbattere la porta forte, urlare, spingere)

Si definisce parossismo quello stato emotivo che spinge un soggetto, anche se riflette a perdere lucidità e non riuscire più a gestire il suo comportamento come da programma o scelta razionale ma finendo per cedere alle pressioni emotive.

Il concetto di parossismo è utile perché fa capire che il dualismo riflessività/impulsività non è tutto e che anche il soggetto riflessivo può avere momenti impulsivi quando le emozioni sono più intense di quello che può gestire e regolare.

 

DA RISCRIVere

(una persona esposta a frequenti casi di parossismo si definisce in stato ciclotimico, causato ad esempio ad un'ipersensibilità o ad un'esposizione ad un particolare contesto)

Si definisce parrossismo quel fenomeno di natura emotiva che coinvolge il comportamento umano in cui un soggetto nonostante si sia prefissato un obiettivo in modo conscio, riflettendo su ciò che meglio conviene per la sua esistenza, avverte una spinta emotiva che mira ad un comportamento più "basso", un comportamento che sebbene sia "liberatorio", dia sfogo e soddisfazione nell'immediato, sarà un danno al suo futuro e alla sua esistenza.

A livello tecnico possiamo definire il parossismo come una fase borderline che spinge il soggetto contro i suoi stessi interessi futuri.

Un esempio di parossismo lo possiamo trovare nel luogo di lavoro, quando si ha un capo antipatico che ci fa venire voglia di picchiarlo o di prenderlo a parole, quella spinta emotiva è il parossismo in quanto il soggetto avverte chiaramente che se la seguisse si sentirebbe bene nell'immediato ma danneggerebbe il suo futuro.

Il parossismo esiste in due versione:

- parossismo riflessivo, la persona in modo riflessivo e conscio pensa alle conseguenze, riflette sui suoi obiettivi e sulle sue azioni, quindi riesce a comprendere chiaramente il danno che accadesse se scegliesse la soddisfazione e liberazione nel seguire le emozioni presenti;

- parossismo istintivo, la persona non si rende conto pienamente di ciò che accade se segue quell'emozione, avverte solo delle emozioni conflittuali perché in qualche modo percepisce a livello emotivo e inconscio le conseguenze negative (probabilmente perché già in passato ha subito le conseguenze di azioni del genere) e quindi tenderà a vivere questo scenario come un conflitto emotivo interno limitandosi ad ascoltare l'emozione più intensa e fino a quando l'inibizione sarà intensa il soggetto non seguirà il parossismo.

 

 

A livello tecnico il parossismo si definisce una conazione che va contro ciò che il soggetto ha determinato, cioè un'azione che la spinge verso azioni e scelte che sebbene siano soddisfacendi e liberatorie nel presente, sono sconvenienti per il futuro.

Comprende il parossismo aiuta il soggetto a rendersi conto in anticipo cosa lo aspetta, se l'obiettivo che ha scelto presenta situazioni che stimoleranno emozioni che lo spingeranno a comportamenti parossistici.

 

Parossismo da desiderio, si basa sulla spinta a raggiungere un piacere presente;

Parossismo da bisogno, si basa sulla spinta a liberarsi da un'emozione negativa.

 

Un particolare tipo di parossismo è l'insofferenza, che nasce da eventi traumatici che spingono il soggetto ad un comportamento che lo danneggia ulteriormente.

 

(collegamento con pazienza, effetto dr jechill e mr hide

collegamento con ritegno, la lotta all'azione parossistica

collegamento con premura

collegamento con eccitazione)

Elenco di disambiguazione:

inquietudine, la persona avverte che ci sono emozioni che hanno un ruolo sul suo umore e pensieri;

coinvolgimento, la persona si rende conto che le emozioni che sta provando proprio perché alterano umore e pensieri la portano inevitabilmente ad un comportamento, azioni e scelte che è diverso. Cioè le emozioni stanno giocando un ruolo anche se non è sempre facile calcolare quale;

parossismo, la scelta è stata determinata prevalentemente su base emotiva, la persona ha consciamente tenuto presente di quello che prova e ne ha fatto a differenza del coinvolgimento una variabile cruciale. Un esempio lampante di parossismo è l'evitamento per paura;

furore, qui si arriva al punto in cui le emozioni si sostituiscono alla coscienza e la persona agisce di impulso, la lucidità è nulla;

sconvolgimento, con questo termine la persona pone l'accento sul fatto che sebbene non sia lucida e completamente pervasa dalle emozioni non abbia fatto nulla, ma sia comunque in uno stato di "non coscienza", comunica che al momento non è lucida anche se questo non si sta trasformando in azioni;

impressione, con questo termine la persona pone l'accento sul fatto che alcuni eventi sono in grado di produrle delle emozioni così intense che già sa che questo la lascerà sconvolta o la porterà a qualche reazioni di furore o parossistica, cioè pone l'accento su eventi e cose che sa possano impressionarla, cioè farle provare emozioni così intense da avere una reazione emotiva con elevata probabilità. L'utilità di questo termine è duplice perché da una parte la persona si conosce e sa che quelle emozioni potranno avere delle conseguenze, dall'altra si pone l'accento sul fatto che proprio perché le emozioni sono intese queste favoriscono il ricordo anche nel lungo periodo, sia che siano positivi che negativi. non è un caso che le persone dopo tempo affermino "ciò che mi è rimasto impresso è" proprio a sottolineare che lo ricordano proprio perché all'inizio li ha colpiti emotivamente favorendo il ricordo.

 

[Da aggiungere il collegamento con inquietudine, impressione e coinvolgimento]

Con il termine parossismo si fa riferimento a quel particolare fenomeno dove il soggetto prova delle emozioni intese ma non tali da fargli perdere completamente la lucidità (quindi non sfocia nello stato borderline) e si ritrova con delle emozioni comunque intense che lo spingono ad assecandorle, emozioni che tentano di influenzarne il comportamento.

A differenza dello stato borderline qui c'è una persona che ha ancora la facolta di scegliere anche se è difficile farlo perché le emozioni lo spingono in un'unica direzione e potrebbero fargli cambiare i piani originari. Se la persona cede alle emozioni assecondandole vuol dire che sta compiendo un'azione "emotivamente influenzata" altrimenti si parla di persone che nonostante le emozioni in gioco ha continuato a prendere una scelta dettata da altre motivazioni e più coerente con il suo piano d'azione e progetto.  In questo stato non c'è alcun impulso ma si parla solo nel caso di azioni e scelte emotivamente influenzate se il soggetto non riesce a resistere e si lascia per l'appunto influenzare.

 

Lo stato più diffuso di parossismo è quello insofferenza, cioè la persona prova delle emozioni così negative che lo spingono ad avere una reazione nei confronti di che lo prova, si pensi alla pazienza, un soggetto tenta di non cedere a quelle emozioni negative che un evento che non accetta gli stanno facendo suscitare. Ma queste emozioni di rancore iniziano ad essere intense e il soggetto si ritrova quindi in questo stato parossistico dove da una parte si è detto di portare pazienza e dall'altro invece c'è un fiume di emozioni negative che remano dalla parte opposta.

Se la persona cederà al parossismo si parlerà quindi ad esempio di risentimento emotivamente influenzato, cioè la persona non desiderava risentirsi ma ha ceduto.

Il parossismo decreta l'uscita dallo stato atarassico, cioè la persona non si trova più in uno stato di completa lucidità dove può pensare e sentire ma inizia già a fare fatica a pensare o comuque a tenere il pensiero concentrato perché queste emozioni intense lo iniziano a spingere in altri versanti.

 

APPUNTI;

 

Dualismo parossismo frenesia.

Parossismo e esagitazione, quello stato di travolgimento emotivo.

Non capire il parossismo e avere paura di quello stato e di cosa si possa fare,

Un caso estremo di persona parossifobia e di insicurezza dove la persona inizia a temere l'evento "e se faccio qualche gesto folle mentre non sono in me? Sono a lavoro e mi sembra di vivere un'incubo senza fine, ho le lacrime agli occhi e mi chiedo seriamente che ne sarà di me.
Se penso al mio nickname, a come ho lottato per uscire dagli attacchi di panico, a come a Gennaio pensavo di essere fuori dal dolore e adesso, a fine Maggio, sono l'ombra di me stessa. Provo puro terrore, l'ansia è fortissima, i pensieri nerissimi. Ho appena preso l'ansiolitico, mi è venuta la paura di poter fare qualche folle gesto, che so di buttarmi da una finestra. E' seplicemente terribile. Oggi vedrò la mia terapeuta, quella che mi dice che ho le risorse per stare benissimo. Credo che abbia avuto un abbaglio ormai. Credo di avere tutto ormai: depressione, ansia, ossessioni, somatizzazioni. Cerco di tranquillizzarmi e rimanere lucida ma la situazione è surreale: giovane, lavoratrice, parlo 4 lingue, ho un fidanzato da sogno, una famiglia, delle amicizie. Ma il passato, io credo che il mio passato mi abbia rovinato il cervello. Io sono qui che tremo dalla paura perchè sto pensando "E se mentre guido per tornare a casa, mi butto sulla corsia opposta?"...possibile che sia solo ansia? Ho contattato lo psichiatra, sarà fuori fino al 6, quindi chissà quando avrò la visita, chissà cosa mi dirà, chissà che futuro avrò. E' meglio che io smetta anche solo di sognare si avere un figlio, in queste condizioni. Mi ricovereranno?? Qualcuno ha idea di cosa stia succedendo? Non tornerò mai più la ragazza che ero vero? Ho le lacrime agli occhi.

ultima modifica il: 14-06-2020 - 18:20:47
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