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- Scusa -
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Cosa è una scusa?

(chiedere scusa e mostrare contrizione)

 

Due significati:

- ammissione di colpa e di inferiorità, termine usato per far passare la rabbia nell'altro quando sbagliamo riconoscendo il nostro errore e in qualche modo non entrando in competizione, premiando l'altro con questo segno di resa e sottimissione che bilancia il danno che gli abbiamo recato. Funziona solo con persone orgogliose e dominanti. Si potrebbe tradurre in "non ho scuse";

- evidenzia il fenomeno di deresponsabilizzazione nella giustificazione, la scusa definisce quello scenario situazionale in cui il soggetto è come se dicesse "ciò che sto per fare non è per mia scelta o solo mia scelta, ma c'è di mezzo un'altra causa". La scusa è un termine che si usa prevalentemente per patto sociale, entrambi sanno che è una mezza finzione, chiamata appunto scusa. Non scatta una vera e propria giustificazione, non ci crede, ma il solo fatto di aver preso una scusa e non aver detto lav erità fa si che il soggetto che usa la scusa si senta meno in colpa e "protetto" in qualche modo, mentre chi riceve la scusa si offende di meno, come se in parte ci credesse per "volontà di crederci" e non se la prenderebbe come se ricevesse un "non voglio stare con te".

 

COLLEGARE CON GIUSTIFICAZIONE

 

A RIVEDERE E SPOSTARE IN SCUSA

Cos'è la giustificazione? Il tentativo di arginare la reazione negativa di questi soggetti e le sue conseguenze arricchendo con informazioni, valide o false, il perché si è sbagliato.

Questo perché le persone tendono ad arrabbiarsi ulteriormente perché vedono nello sbaglio varie cose che non necessariamente sono reali come il disinteresse, il farlo apposta, farne un fatto d'orgoglio, quindi mettere luce sul perché si è sbagliato già aiuta a diminuire l'acrimonia, specialmetne quando questa nasce dal vederci intenzioni negative che in realtà non ci sono.

La giustificazione aiuta anche perché la persona empatizza e riesce a mettersi nei panni dell'altro e di conseguenza riuscire anche a comprendere e accettare lo sbaglio con i dati forniti.

Ad esempio, un bambino si presenta a scuola con i compiti non fatti, questo bambino si giustifica dicendo che il giorno prima è morto il padre, chi riuscirebbe a dirgli che ha sbagliato o continuare a vedere quello sbaglio alla stessa luce di prima senza avere quell'informazione?

 

 

La giustificazione esiste e continua ad esistere perché ci si è resi conto che le persone cambiano comportamento se conoscono più informazioni sul perché hai fatto quella cosa o sei così, sopratutto quando queste informazioni danno un senso umano e spiegano qualcosa che difficilmente anche altri sarebbero riusciti a fare in quelle condizioni.

 

Alcuen persone arrivano perfino ad ingannare pur di giustificarsi. 

 

DA CANCELLARE

 

Giustificazione retorica, fa leva sugli errori o l'empatia del soggetto manipolando il suo punto di vista e portandolo dalla precedente visione (a prescindere che fosse valida o errata) a ritenere giusto quello che vedeva come sbagliato;

Giustificazione non retorica, si basa sul dare maggiore informazioni e spiegare all'altro una situazione fraintesa portandolo a giudicare con una completezza di informazioni e in assenza di distorsione portandolo a cambiare il giudizio da sbagliato a giusto;

 

Perché ci si giustifica? Prevalentemente per succubanza, perché si teme il giudizio negativo da parte di quelle persone verso cui ci si giustifica.

Una giustificazione per dignità e onore tende ad essere fatta pubblicamente.

 

Giustificazione per pretesto, la persona fa credere che aveva delle motivazioni che hanno l'effetto attenuante.

 

 

 

La differenza fra giustificare e far leva sulla compassione per evitare le conseguenze del giudizio morale negativo?

BOZZA 

pagina di disambiguazione oratoria

[da aggiungere vittimismo giustificatorio]

Con il termine giustificazione si fa riferimento ad un particolare fenomeno in cui persone imbarazzate (riguarda anche quelle che si vergognano) tentanto di diminuire o annullare l'imbarazzo causato dalla disapprovazione ricevuta trovando un modo per far apparire quello che è stato disapprovato come qualcosa che in realtà non è sbagliato, trovando attenuanti, scaricando la colpa, equiparandosi ad altre persone e così via.

La giustificazione produce quindi l'annullamento della disapprovazione ma in alcuni casi come nel fenomeno del "buonismo giustificatorio",  la giustificazione va talmente oltre che si arrivare a giudicare l'altro perfino come buono.

Quello che si tenta di fare è di far passare qualcosa che è stata giudicata come sbagliata comunque come qualcosa di giusto o al limite comunque qualcosa che non vada più disapprovato.

Ad esempio una donna fa una scenata e i presenti disapprovano tale comportamento, poi questa donna in un secondo momento se si sente imbarazzata o si vergogna potrebbe andare da queste persone e affermare che il marito l'ha tradita e che è per questo stressata, quindi coloro che inizialmente l'hanno disapprovata potrebbe credere a tale giustificazione e cambiare il loro giudizio.

 

La giustificazione nella maggior parte dei casi è per se stessi ma potrebbero capitare scenari in cui si tentano di giustificare gli altri quando il soggetto o non  accetta che venga dato un giudizio non completo dove non si conoscono le cause ti tale comportamento o per empatia prova lo stesso imbarazzo e vergogna del giudicato e che per questo lo giustifica in sua vece per far cessare le emozioni negative che prova empaticamente per l'altro.

Nella vergogna la giustificazione diventa un trip mentale perché anche in assenza di giudizi esternati questa persona comunque prova vergogna basandosi su autogiudizio o sulla deduzione che pensa che gli altri abbiano potuto fare a suo carico portando quindi questa persona a fornire giustificazione a sé o agli altri sulla base di quello che comunque ha simulato nella sua mente, generando quegli scenari dove si vedono persone giustificarsi e trovarsi come risposta "ma non ti preoccupare, non serve io non ti ho giudicata male".

 

Da qui il famoso detto latino "scusa non richiesta, accusa manifesta" anche se in questo caso si tratta di giustificazioni ma il concetto è lo stesso, dove il soggetto provando vergogna o provando imbarazzo giustificandosi è come se confermasse che lui stesso è il primo a pensare di aver fatto qualcosa di sbagliato.

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Più il soggetto è sensibile al giudizio più tenderà a fare uso della giustificazione come meccanismo di difesa contro imbarazzo e vergogna, anche in quei contesti dove non c'era un giudizio di disapprovazione ma comunque la persona lo ha percepito come tale.

Pensate a quante volte capita che si tenti di risolvere un problema con una persona ma questa sembri essere più interessata a giustificarsi, come se fosse prioritario prima liberarsi da imbarazzo e vergogna e poi in un secondo momento risolvere il problema.

Questi sono i paradossi delle persone sensibili, delle persone che soffrono e che danno priorità alle emozioni non che ai problemi o agli imprevisti reali, persone che danno priorità alla morale e alla responsabilità invece che alla risoluzione, un po' come quando accade qualcosa invece di risolverla le persone passano perfino ore a tentare di scaricare la colpa su altri, così che non siano stati loro a sbagliare, così che possano non sentirsi in colpa o imbarazzati.

La giustificazione ha una sua efficacia in campo morale, dove le regole sono relativistiche ed emotivamente è anche facile trarre in inganno i giudici, l'esempio della moglie che prima urla ma poi viene giustifica è eclatante perchè fa capire come le persone tendino a perdonare solo perché colpite empaticamente da una donna che soffre per il marito e così via.

Ma quando si entra in dinamiche legali o in dinamiche dove anche la morale si fa più stretta, pensate ad un assassinio o uno stupro da un punto di vista comunque morale, qui giustificarsi inizia ad essere più difficile.

Fino a quando si rimane nell'ambito della morale conviene accettare il fatto che così come c'è un relativismo morale c'è anche una libera scelta nel cambiare giudizio e assecondare eventuali giustificazioni.

Da un punto di vista legale ed esistenziale invece la situazione cambia in modo drastico.

Un'azione è un'azione  che ha le proprie conseguenze, per quanto una possa giustificare tale azione chi capisce la realtà e capisce la legge entra in una dimensione totalmente diversa dove le giustificazioni stanno a zero e al limite si parla di attenuanti ma in ogni caso chi compie degli illeciti o chi fa gli errori li paga, sia in termini legali che esistenziali tramite le conseguenze che hanno quelle azioni.

Pensate ad una persona che in preda ad una crisi isterica rompe degli oggetti, tratta male delle persone, etc.. quelle sue azioni avranno delle ripercussioni e non c'è modo di cancellare questo dato di fatto sia da un punto di vista esistenziale che legale.

Questo punto è fondamentale per svegliare quella branca di persone che potrebbero per diversi motivi pensare che nell'esistenza esista solo la variante morale e per questo non diano eccessivo peso alle loro azioni sapendo che tanto se accade qualcosa di negativo sapranno come giustificarsi. Capire questo meccanismo è fondamentale invece per rendersi conto che le giustificazioni in alcuni contesti stanno a zero e che per questo conviene investire per conservare la propria lucidità e conviene (tramite anche stoicismo e cinismo) fare azioni e scelte ponderate (algoritmiche).

 

 

 

Giustificazione fuori contesto

La giustificazione basata su fraintendimenti e deduzioni, la persona tende a rispondere con una giustificazione ogni qualvolta le viene mossa qualcosa che la fa sentire "sbagliata" anche quando dall'altra parte c'è una persona che non è interessata a giusto o sbagliato, ma ad esempio tende a fare una critica costruttiva.

Nella vergogna la cosa appare ancora più "strana" perché se viene percepito come "quasi normale" che un soggetto di fronte ad una critica seppur costruttiva (quindi che non si basa sulla disapprovazione ma punta alla risoluzione) si senta comunque sbagliato e provi imbarazzo, è meno normale che una persona all'improvviso inizi a giustificarsi perché crede di essere stata disapprovata o comunque per film mentali che si è fatta nella sua mente.

 

 

La linea sottile fra giustificazione e arroganza

 

Giustificazione e buonismo

La giustificazione ripetuta viene definita buonista, con il termine buonismo infatti si va ed evidenziare quelle condotte in cui si fa largo uso della giustificazione per accettare dei comportamenti negativi senza opporsi, la critica è proprio questa ovvero che per quante giustificazioni si possono trovare l'evento originale resta e va analizzato e nel caso arginato (o comunque richiede un intervento) possibilmente nel modo più approfondito possibile.

 

 

Scusarsi è una giustificazione? Si, in quanto il soggetto spostando la responsabilità cambia il giudizio su di sé portando al giudizio altrui il fatto che sia in realtà un'altra persona la causa.

 

Si legga dispiacere e perdono per approfondire.

BOZZA

 

Cosa spinge una persona a presentarsi così?


"Salve a tutti. Sono nuova e non ho mai scritto su un forum quindi mi scuso sin d'ora dei pasticci che potrei combinare"

insicurezza? Paura del giudizio? Cresciuta con continue punizioni ad ogni errore?

 

Il test delle scuse.

Dire scusa per convenienza per evitare un ulteriore risentimento.

Dire scusa per convenzione sociale, anche se per il ricevente è indifferente.

Le scuse come un simbolo in cui la persona inizia un discorso teso a individuare errori e problemi e eventuali incompatibilità.

Hai bisogno che qualcuno ti chieda scusa?

Se qualcuno ci ferisce con le sue azioni la causa è sua o nostra?

Nostra perché abbiamo fatto un errore di selezione per compatibilità, oppure siamo dipendenti da essa, oppure siamo sensibili.

Una persona emotiva e/o irrazionale cerca una scusante al proprio comportamento, una persona razionale investe il suo tempo per migliorare il proprio comportamento a prescindere da un ipotetico o giudice irrazionale reale, non ha paura del giudizio, non si sente in colpa, analizzare gli errori senza riflessi emotivi. La fiera delle scuse Lavorando in un centro estivo ho notato come per ogni errore di un bambino, ogni litigio non si cercasse di fare nulla se non punire il bambino o costringerlo a chiedere scusa all'altro, come crescere una ciurma di irrazionali?

 

Scusa e incompatibilità

 

 

il fenomeno della permalosità

il fenomeno dell'intenzionalità

 

Il desiderio di non incrinare il rapporto

 

Scuse funzionali

Scuse disfunzionali

 

ultima modifica il: 07-03-2019 - 16:00:27
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