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Cos'è l'esperienza?

(Aggiungere il collegamento fra (scaltrezza) ed esperienza, ogni formazione che nasce a seguito di esperienze casuali o intenzionali (sperimentare andando a caso) forma la scaltrezza del soggetto.

Quando termina una esperienza e si torna alla normalità, c'è un'ulteriore elaborazione diq uella esperienza per confronto.

tasso di conversione in perizia, si può essere molto esperti ma aver sviluppato poche abilità e quindi una volta richiesto un servizio il soggetto sarà poco perito

l'esperienza che ti forma, l'esperienza che ti distorce e traumatizza, l'esperienza da raccontare, l'esperienza che ti fa sentire di aver vissuto, i 4 ruoli dell'esperienza in ambito esistenziale)

Si definisce esperienza qualsiasi evento sia in grado di imprimere un cambiamento a livello psicologico dando al soggetto una conoscenza implicita o esplicita sui meccanismi della realtà.

Per conoscenza esplicita si intende quella conoscenza che il soggetto è in grado di pensare e comunicare, per implicita si intende una conoscenza inconscia che il soggetto non può verbalizzare, dove può al massimo rendersi conto di averla e nient'altro.

L'esperienza si può contrapporre concettualmente allo studio, dove il soggetto è come se tentasse di apprendere tramite un'esperienza fatta da altri e poi raccontata.

Nell'esperienza invece il soggetto vive in prima persona o terza persona l'evento stesso, lo osserva tramite i suoi sensi e non tramite il racconto e l'elaborazione di qualcuno.

Il problema principale dell'esperienza è che il soggetto è passabile di tutta una serie di errori cognitivi portandolo a sviluppare una conoscenza distorta della realtà.

Questo smonta il mito che l'esperienza sia sempre qualcosa di positivo, l'esperienza ha una connotazione in base all'intelligenza fluida del soggetto e in particolar modo della sua componente logica e acquisitiva.

Un esempio di esperienza distorta è quello della visione riduttiva o generalizzata producendo in base ad una singola esperienza o poche esperienze regole come "tutte le volte che" o "tutti quanti", etc...

 

L'esperienza spiega perché alcune persone, nonostante siano figli di soggetti disadattati o che non insegnano a vivere, riescano comunque a sviluppare una comprensione del mondo, tramite appunto tutta una serie di esperienze. 

Esperienza terapeutica

Esperienza culminante, ciò che ti porta a sperimentare se qualcosa ti piace realmente o meno dandoti conoscenza su te stesso.

FINO A QUI

Lo stesso meccanismo viene ripreso in terapia e si parla dell'efficacia dell'esperienza terapeutica per annullare o quanto meno contrastare gli effetti di una percezione distorta che sarebbe eccessivamente difficile smontare solo tramite discussione, mentre indurre la ristrutturazione tramite esperienze formative diviene più semplice perché di fronte ad un'evidenza del genere il soggetto non sarebbe più in grado di conservare le sue convinzioni, specialmente con la pressione e l'aiuto dello psicologo.

 

Esperienza ricercata, quando la p

ersona ha fatto in modo di poter fare tentativi in un determinato settore.

Quando una persona ci racconta la sua esperienza ci risparmia un passaggio ma poi la cosa da fare è usare quell'esperienza per formulare ipotesi, si salta un passaggio ma se si arriva direttamente ad estrapolare regole si commette un errore. Usare le esperienze di altri è un modo di crescere più rapidamente.

 

L'illusione che è sufficiente fare esperienza per crescere o risolvere i problemi, in realtà se la persona ha specifiche convinzioni ed è chiusa mentalmente fare esperienza non farà altro che farla soffrire e peggiorare il quadro della situazione.

 

"

E' possibile diventare forti?
Come si fa a diventare forti quando non lo si è, ma nemmeno si vuole morire? C'è qualcuno che c'è riuscito?
Il metodo di fare esperienza su di me non ha funzionato. Anzi le esperienze che ho fatto mi hanno indebolita perché mi hanno mostrato il lato peggiore del mondo, non saprei, fatto sta che ogni volta mi chiudevo sempre di più e mi sentivo sempre più debole e questo sia che si parli di relazione, che di vita sociale , che di lavoro.
Forse sono troppo ingenua io e allora gli altri se ne approfittano. Mi attaccano anche se io non faccio niente e bado ai fatti miei. Penso che il mondo sia pieno di bulli e persone orribili che vogliono solo distruggere quelli che gli sembrano più deboli. O distruggere e basta.

Io me ne vorrei andare di qua ma ho anche paura della morte, il che è un controsenso e mi fa andare ai matti. Non voglio morire ma non voglio nemmeno vivere. Vorrei smettere di soffrire e smettere di incontrare persone cattive che mi fanno del male. Ma non so come cambiare, come diventare forte per potermi proteggere."

BOZZA

"Quando in un paese manca un insegnamento statale e familiare valido, l'unico baluardo che che rimane a una persona per crescere è l'esperienza, esperienza infame che necessita di un'enormità di tempo per far crescere gli uomini, generando giovani allo sbando che diverranno consapevoli troppo tardi"

 

 Per alcune persone le esperienze hanno un simbolismo e le aiutano a non avere rimpianti e ad avere un senso di "vita vissuta". Ma le persone più analitiche e critiche si rendono conto che questa è solo un'illusione, il modo migliore per vivere appieno la propria esistenza è avere uno scopo, fare un investimento e una crescita progressiva che porta un individuo a dire "io non ho sprecato il mio tempo a disposizione ma l'ho usato in funzione di uno scopo che mi ha intrattenuto e reso felice e che ancora oggi mi appaga".

Ci sono alcune esperienze che però scandiscono il tempo, esperienze che possono essere fatte solo in un determinato arco di tempo e che in alcuni soggetti diventono fonte di criticità al punto che se non vengono fatte generano un rimpianto così persistente da divenire perfino un disturbo. Qui la situazione si fa complicata perché alcune di queste esperienze si svolgono in fasi adolescenziali dove alcuni soggetti a causa del fallimento educativo nemmeno si rendono conto di cosa non stanno facendo, di cosa stanno evitando al punto da esserne segnati in età adulta anche se la responsabiltà non era la loro ma di genitori che nel loro fallimento non li hanno aiutati e accompagnati nell'avere una adolescenza quanto meno normale.

La cosa migliore da fare è rendersi conto a qualsiasi età se una persona sente il bisogno di farsi queste esperienze e quindi in un'ottica lungimirante prepararsi per viverle.

 

Cos'è l'esperienza?

Nella quotidianità per esperienza si intende ogni cosa, in ogni istante che esistiamo otteniamo esperienza data dalle continue informazione che riceviamo ogni secondo.

L'esperienza cambia a secondo del contesto in cui si esiste in un dato momento, da quello che si sa su quel contesto e da quanto la persona sa gestire quel contesto, quanti e quali metodi possiede per operarci o trarre informazioni.

L'esperienza si può dividere prevalentemente in due gruppi:

- Esperienza accompagnata (dalla teoria che la precedere)

- Esperienza casuale.

La prima sta ad indicare una persona che intente crescere, direzionare la sua crescita quindi studia e opera per confermare lo studio, per "affinare gli strumenti appena acquisiti", la seconda invece indica una persona che è in uno stato di PDNC, paracadutato in questa realtà, senza l'assistenza o l'insegnamento di nessuno, viene sballottato per anni fra famiglia e scuola senza che nessuno gli dia delle basi per vivere, e quindi senza uno scopo e senza consapevolezza vaga per questa terra fra decisioni e esperienze casuali.

L'esperienza è alla base della saggezza tardiva causata dal metodo "per tentativi e errori" cioè la persona a furia di agire casualmente, emotivamente e prendendo decisioni, acquisirà esperienza dai propri errori, le teorie le acquisirà a prezzo salato, cioè soffrendo, e prima o poi dopo un numero considerevole di errori anche questa persona acquisirà una saggezza e una consapevolezza.

Questo spiega come alcune persone senza studiare siano sagge o consapevoli, l'unico (enorme) "problema" di questo metodo è il tempo necessario, la sofferenza e il principio di irreversibilità, dire unico è dire un eufemismo.

Come scritto nell'articolo della saggezza le persone arrivano ad assere saggie quando ormai la sofferenza pagata è tanta, le conseguenze da pagare ancora molte e il tempo rimasto poco, cosa farsene?

L'AB invece ha teorizzato che è possibile far arrivare un bambino a 5 - 6 anni già instradato verso la crescita personale e arrivare verso l'adolescenza che ha già acquisito tutti i metodi necessari per vivere e essere autosufficiente, pronto per partire alla scoperta delle sue passioni e delle sue fonti valide essendo già consapevole.

Questo è possibile non aspettando il caso ma fornendo direttamente e attivamente tutto questo al bambino, assistendolo e proteggendolo quando necessario.

Concludendo l'esperienza è necessaria per imparare a vivere, ma al tempo stesso l'esperienza non va concepita come qualcosa di casuale ma qualcosa da accompagnare allo studio, l'uomo si è evoluto e continua a evolversi perché ogni uomo non riparte da zero, ma può imparare in pochi anni il frutto di millenni di studio, di ricerche, di esperimenti, chi si limita a vivere di esperienza casuali rifiuta il vantaggio per vivere come un uomo del passato, un uomo vecchio di secoli, rimanendo intrappolato nell'etica ricevuta che più o meno ha la stessa età.

 

APPUNTI:

- lo stato mentale con cui si pratica l'esperienza potrebbe alterare l'esperimento al punto da renderla non valida, l'esempio di colcui che testa la sessualità in preda al panico, all'incertezza, ad emozioni negative. Fino a quando non libererà la sua mente da questa distorsione non potrà fare alcuna esperienza valida.

una frase trovata in rete "lo stupido impara dalla propria esperienza il furbo da quella degli altri" indicando come andando per tentativi ed errori è una scelta da non preferire se esiste già modo di studiare dall'esperienza altrui sotto forma di racconti orali, libri di testo, etc..

ultima modifica il: 04-08-2019 - 7:50:04
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