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- Normalità -
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Cos'è la normalità? Cosa si intende per normalità?

Si definisce normalità quel tipo di giudizio che le persone mettono in atto in contesti sociali in cui si basano su delle norme condivise.

Le norme suggeriscono al soggetto come comportarsi sapendo che seguire quelle norme lo aiuterà ad integrarsi, viceversa si rischia di allontanarsi provocando disgusto, rabbia e giudizi negativi in generale.

La normalità, intesa come serie di norme che gli individui seguoino perché vogliono o per adattarsi, producono un fenomeno osservabile, un comportamento visibile che viene definito costume.

Quando visitiamo un posto ciò che noi vediamo è il costume di quel posto, che rispecchia la cultura e la normalità condivisa di quel luogo.

Cosa succede quando un soggetto si allontana dalla normalità? Prevalentemente tre fenomeni:

- strano, diverso e indifferente

- bizzarro, diverso ma comunque piacevole

- depravato, differente e disapprovato

 

 

la normalità consiste nel seguire la maggior parte delle norme del gruppo, oltre una data soglia si viene percepiti come anormali e diversi rischiando di non essere integrati ma al contrario allontanati o perfino presi di mira dai vari gruppi di superbi (bulli/dominanti).

 

Come si comporta una persona che intende seguire la normalità? Evita interazioni sociali tipiche dei normali ma investe per conoscere persone singole e vedere se c'è compatibilità.

 

Esistono due tipologie di anormalità:

- la prima è data dalla conoscenza delle norme e il desiderio comunque di non seguirle;

- la seconda è data dal disadattamento, persone che sono così ignoranti, che hanno perso così tante tappe esisenziali da non aver nemmeno capito quali sono le norme del luogo in cui vivono, persone che proprio per questo agiscono in modo così soggettivo e personale da risultare comunque diversi, esponendosi quindi ad un doppio problema sia quello di manifestare altre loro problematiche, sia quello di non partecipare ai riti, al come si "recitano i rapporti" al ruolo da mettere in scena per essere definito normale.

 

L'educazione "perfetta" e comportarsi in modo "naturale" da persona normale.

 

"Avete presente la diversità? Quella che disturba. Quando in mezzo all'omogeneità e all'armonia trovi qualcosa che stona.
Parlo di una diversità che sta dentro di te, che senti proprio tua.

Nel corso della mia vita sono andata incontro a una serie di vicende episodiche in cui mi è successo che qualcuno si accorgesse di questa serie di cose che fanno di me ciò che sono, ed ora vivo nel mondo come se indossassi una specie di armatura che nasconde la mia vera identità.
Sono veramente troppo strana. Per capirlo bisogna conoscermi. 

Non faccio parte della normalità...e vedo tutte le cose da una prospettiva inquietante

Vedendola in una prospettiva di dinamicità, ci sono una serie di fattori che hanno interagito per portarmi a questa situazione che mi trascino da un'età tenerissima. Come vi sareste sentiti da piccoli se qualcuno avesse detto che siete diversi? Che siete strani?

Mi piace questo? Se ti piace, il prezzo è la solitudine, la solitudine fino all'osso, puoi essere normale esteriormente quanto vuoi, ma se sei diverso dentro, devi fare i conti con te stesso.

Come vi sentite? Normali ma con problemi di socializzazione, o diversi con, idem, problemi di socializzazione...eh? Come vi sentite.

 

 

 

 

DA RIVEDERE

 

"Ogni qualvolta ascolto la parola normale la prima cosa che mi viene in mente è il libro del titolo di Freud, psicopatologia della vita quotidiana, che è equivalente in questo caso a psicopatologia della normalità".

 

Le persone arrivano perfino a vedere la normalità come un qualcosa da avere a tutti i costi, da cui non possono smettere di pensare,arrivando ad affermare "non riesco ad essere normale, lo vorrei tanto, ma non ci riesco".

Una persona normale si potrebbe così definire:"una persona con identità sociale,  immatura e con un fallimento educativo tale da non essere eccessivamente destabilizzante, generando una persona emotivamente passiva ma con il suo equilibrio chiamato infelicità".

 

Poi la normalità può sfociare anche in compulsioni, nevrosi, dipendenze, violazioni etiche, ma in tutti i casi la persona normale troverà un metodo per stabilizzarsi ad ogni destabilizzazione.


La normalità è caratterizzata da assenza di passioni, assenza di prevenzione etc.. tutto quello che appunto la persona arriva a programmare quando raggiunge la consapevolezza.

 

La normalità inizia a venire meno quando la persona passa al borderline per scomparire quando sfociano in un uno o più disturbi. 

Sono queste ultime persone quelle che affermano "non riesco ad essere normale, lo vorrei tanto, ma non ci riesco".

Queste persone non è che non sono normali, potenzialmente lo sono, sono piene di illusioni, immature come tutte, la differenza sta nella mancanza di equilibrio, mancanza di metodi stabilizzanti per arrivare a trovare un equilibrio, credono che non abbiano determina caratteristiche (autostima) o che abbiamo delle cose "che non vanno", in parole povere sono illusi come i normali, ma queste illusioni sono disfunzionali, ciò in cui credono invece di stabilizzarsi li destabilizza.

 

In definitiva cosa manca a queste persone normali? Una consapevolezza e delle passioni, nonostante trovino un equilibrio, questo si trasforma in infelicità, senza considerare il rischio più o meno variabile di passare al borderline o a disturbi.

Da rivedere

"Nella normalità una persona trova rifugio dai sensi di colpa, illudendosi che se comunque lo fanno tutti così tanto sbagliato non deve essere". Normalità e stranezza. La normalità allo stesso tempo diventa anche una base di sicurezza, e ciò che non è normale innesca il dubbio, dubbio da stranezza. Cos'è la normalità? Una prigione della mente. Per normalità si intende ciò che è normale o meglio ciò che è nella norma. Un concetto irrazionale, che condiziona la vita delle persone, condizionamento che si traduce in un rischio. Lo possiamo ritrovare frequentemente come esclamazione "si, è normale", "tu non sei normale" e può essere utilizzato come indicatore di irrazionalità. Una persona razionale non usa la normalità come metro di valutazione, essendo uno strumento troppo generalizzante e reinterpretato, ma strumenti più funzionali e accurati e meno condizionati dal senso comune. La normale, concetto statistico che lasciamo alla statistica? Normalizzazione Una persona normale non è felice, ma non è nemmeno infelice, non avendo una consapevolezza non riesce ad avere una visione della realtà funzionale, ma queste persone comunque trascorrono una vita fra alti e bassi (bipolare) senza eccessi, fra momenti di gioia e sofferenza con una componente di passività "x". La normalizzazione e una terapia breve sta appunto non nel cambiare la personalità del paziente, ma rinormalizzare qualora qualcosa uscisse fuori dall'equilibrio emotivo, un qualcosa che fa entrare in loop qualche conflitto e abbassare la soglia della sofferenza in modo tale da togliere l'equilibrio, un terapeuta funzionale in breve tempo riesce a ripristinare l'equilibrio, ma per razionalizzare occorre più tempo, ma conviene? Se l'elemento razionalizzante rovinasse l'equilibrio? Si potrebbe normalizzare anche la componente della gioia prima di passare alla razionalizzazione così da avere un supporto più adeguato. Ansia, senso di colpa, doveri visti entro una certa soglia come normali, PARADOSSO

ultima modifica il: 27-06-2019 - 19:06:31
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