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Cos'è il pensiero?

La potenza del pensiero e relativa intelligenza è strettamente correlata alla quantità e qualità delle parole possedute. Ogni parola, ben definita fa parte di quel potente strumento adattivo che solo l'essere umano possiede in forma completa.

 

"A volte mi rendo conto che alcune questioni della mia vita restano irrisolte semplicemente perché, pur percependole, non riesco a metterle a fuoco, non trovando le parole giuste."

 

BOZZA

 (collegamento fra pensiero laterale e accortezza

pensiero intuitivo

collegamento con il pensiero basato sui tipi e pensiero basato sulle idee)

Pensiero laterale, la persona è conscia che la realtà è piena di regole ed è consapevole quindi sia di quelle che possiede ma anche di quelle che non possiede e sa che in caso di risoluzione di problemi potrebbe essere necessario acquisire regole mancanti, quindi punta a trovarle invece che tentare di risolverlo solo con le informazioni a disposizione;

Pensiero convergente, la persona ha acquisito una procedura efficace e che funziona e tende ad usarla senza mai pensare che possa essere migliorata, non trova altre possibili soluzioni ma si fissa su quella che ha;

Pensiero divergente, opposto del pensiero divergente la persona tenta di migliorare anche se una cosa è efficace e funziona.

 

Il pensiero laterale oltre che essere utile nel risolvere il problemi elimina anche il limite della fissità  funzionale proprio perché andando alla scoperta di nuove regole scoprirà usi che non conosceva per un oggetto, quindi la persona per prima sa che ogni cosa ha un potenziale anche se ancora non lo conosce

 

 

 

da aggiungere pensiero e concentrazione

il pensiero può essere costiuito da:

- flussi deduttivi

- credenze

- assunzioni

 

i flussi deduttivi sono alla base della simulazione del futuro o alla base di capire senza che si abbiano a disposizione tutti i dati;

le assunzioni servono a fare congetture, il pensiero assuntivo si basa su pensiero come "mettiamo che..." oppure" se accade questo...", il osggetto prende degli scenari che non sono reali per costruirci poi delle tesi o delle simulazioni a riguardo.

Le credenze (in alcuni casi convinzioni) sono invece le informazioni che il soggetto ritiene valide (o vere) e che usa per dedurre, capire, pensare, etc..

 

Il pensiero ignorante è un pensiero che contiene errori o nelle credenze o nei flussi deduttivi, il pensiero intelligente è invece un pensiero che non contiene errori.

 

Gli errori commessi nel flusso deduttivo si definiscono fallacie (o bias nel caso questi siano sistematici), i soggetti di solito tendono ad accorciare i fluessi deduttivi e questo fenomeno viene chiamato euristica, nell'euristiche la probabilità di commettere fallacie aumenta esponenzialmente.

 

Cos'è un pensiero automatico? Il pensiero automatico non esiste, le persone chiamato una deduzione scomoda ingenuamente come un pensiero automatico negativo generando confusione sia con i pensieri intrusi, sia in chi non ha capito o non conosce esattamente la dinamica di pensiero.

Nel dialogo interiore un soggetto ha prevaltemente un flusso deduttivo orientato a capire e operare nella realtà che lo circonda, se ad un determinato punto il soggetto ha un pensiero negativo è perché nella sua percezione delle cose il flusso di deduzioni l'ha portato a concludere quella cosa ma non c'è nulla di automatico.

Ad esempio se un soggetto ha delle credenze attitudinali che lo portano a pensare che solo chi ha determinate caratteristiche ha poi modo di fare o ottenere risultati sarà una deduzione "scontata e non automatica" che se vede che non ha quelle caratteristiche dedurrà che non ha l'attitudine, cioè una conclusione negativa che non è automatica ma un risultato del modo di pensare stesso del soggetto.

Un pensiero intrusivo è invece un contenuto inconscio scollegato con il flusso di deduzioni, ad esempio un soggetto che subito abusi mentre sta per avere un rapporto consenziente potrebbe avere queste immagini, pensieri o emozioni che turbano il suo benessere rievocati dal condizionamento negativo e dal trauma ricevuto, un'intrusione che stava avvendendo in contesti e flussi deduttivi differenti.

I pensieri automatici non esistono e l'unico modo che c'è per cambiare eventuali conclusioni negative è capire se quelle conclusioni sono validi o meno e se non lo sono capire cosa va cambiato nella percezione distorta (stupidità) del soggetto per non farlo più accadere.

Chi pensa di controllare questi pensieri ha capito poco del funzionamento di una deduzione e infatti non è possibile, se una persona crede una cosa e deduce in un determinato modo finirà per rifare le stesse conclusioni.

Un'alternativa che le persone hanno per non cadere in questi pensieri negativi (psicopatia) è di non pensare e distrarsi, altrimenti non resta altro che andare alla radice e cambiare le cause.

Nella maggior parte dei casi è sufficiente aggredire le credenze errate e illusorie, portando il soggetto ad accacontare le credenze errate che portano a quella conclusione negativa anche se a volte più le credenze sono le deduzioni anche nel loro essere fallaci a produrre un pensiero negativo non valido.

Un PNA (pensiero negativo automatico) non esiste, esistono pensieri negativi che hanno una base nella personalità del soggetto e che continueranno a presentarsi fino a quando il soggetto o non cambia la sua percezione distorta o nel caso la sua percezione delle cose valida non cambia la realtà che glieli genera.

 

FINO A QUI

 

 

Con il termine pensiero si intende in modo generico qualsiasi attività mentale alla cui base ci sia quello che comunemente viene definito come "dialogo interiore".

Il pensiero è stato indagato per secoli dalla filosofia, ma forse anche da ogni essere vivente infatti sarà capitato più o meno a chiunque di chiedersi "ma come faccio io a pensare?".

L'indagine sul pensiero , sempre della filosofia, non è molto chiara sul pensiero generando per lo più confusione buttando in ballo il concetto di "idea".

Perché questa confusione? Perché con il concetto di idea si tenta di trasmettere il concetto di categorie o meglio di elementi che possono essere presi in modo separati e possono essere analizzati, processati, trasformati utilizzando questo flusso di informazioni per capire la realtà ed operare su di essa.

Tentare di capire il pensiero non è facile perché si usa il pensiero per capire il pensiero stesso.

Uno degli errori più comuni che si fanno nel tentare di descrivere il pensiero è di associarlo esclusivamente al linguaggio, in realtà il linguaggio è una delle forme più comuni e forse anche più funzionali di pensiero ma non è l'unica.

La definizione simbolica di pensiero data dalle neuroscienze, cioè dal punto di vista fisico-biologico, considera il pensiero come un'attività di elaborazione delle informazioni a partire dalle percezioni sensoriali.  Questa definizione è fuorviante perché richiama ad una generica attività mentale mentre la definizione proposta dall'AB rende chiaro l'atto del pensare come quella componente conscia in cui si prendono degli elementi categorizzati, che vengono analizzati in modo separato in base a specifici metodi che la persona stessa ha sviluppato.

 

Avere chiaro cosa sia pensiero e il ruolo che svolge il linguaggio nel pensare aiuta a capire quanto possa essere conveniente migliorare il proprio vocabolario interiore, migliorare la propria consapevolezza sui termini ma anche andare ad eliminare i vari sinonimi che creano difficoltà al pensare in modo chiaro e fluente.

Il pensiero spalanca anche le porte alle fallacie, alla distorsione mentale, alla stupidità e l'intelligenza, generando curiosità in chi desidera capire meglio come migliorare il proprio pensiero, come eliminare errori e così via.

 

APPUNTI:

Pensiero euristico vs pensiero analitico/deduttivo, pensiero lento pensiero veloce

DA SCRIVERE PENSIERO PRECLUSIVO

BOZZA VECCHIA

"Non limitarti a pensare, ragiona, ma non per dimostrare la verità o cercare conclusioni, ma per migliorare la qualità della tua esistenza". Nel pensiero c'è il ragionamento ma non solo. Il pensiero da non confondere con il pensare. Pensiero automatico o ragionamento automatico Dove si origina il pensiero automatico? Da un condizionamento che porta a sviluppare delle ancore. (in cui la componente primaria sono parole) Pensiero positivo La possibilità di concentrarsi sulla possibilità di amare e sul piacere nonostante ci siano ancora conflitti da spegnere e problemi da risolvere,e lo scopo è la felicità, la quale non arriva solo quando "tutto è perfetto" ma può arrivare prima che lo sviluppo secondario sia completato, che la realtà sia gestista quasi completamente, ed il pensiero positivo quindi va a fare leva sulla concretezza e sulla possibilità di amare mentre si sta investendo sullo sviluppo personale. Da non confondere con l'ottimismo. Non può esserci pensiero positivo se non c'è niente da amare. BOZZA VECCHIA Cos'è il pensiero? Cosa si intende per pensare? Il pensiero è ciò che può accompagnare il ragionamento: immagini, suoni, emozioni, odori, che possono essere o di contorno o collegati al ragionamento ma anche distaccati in una rievocazione fine a se stessa. Su cosa conviene investire sul pensiero o sul ragionamento? Per cercare di contrastare il ragionamento inefficace e la rimuginazione conviene investire sul ragionamento, dare priorità al ragionamento così che una persona possa considerare la convenienza di investire nella consapevolezza, e di ridurre così le componenti immaginatice e rievocative in generale per focalizzarsi sul linguaggio e sulla statistica del ragionamento, rimanendo in un ambito probabile-concreto-funzionale. Alcune persone investono nel pensiero, prediligendo l'immaginazione, il suono, rievocando e rimuginando quasi annullando il ragionamento (questo potrebbe spiegare cosa fanno le persone quando non rimuginano o non prendono decisioni), con il risultato di ridursi a prendere decisioni all'ultimo momento ed a ritrovarsi con una esistenza passiva, per non parlare della componente incomunicabilità, dato il mancato investimento sia nel mondo da amare per trovare persone compatibili, sia dal lato consapevolezza, la persona non conosce se stessa, diviene una accozzaglia di emozioni, desideri e bisogni che non riesce a comunicare, anzi quasi non riesce a comprendere essa stessa. Concludendo il pensiero può essere una componente funzionale se di contorno al ragionamento, ma essendo animali sociali, essendo la conoscenza codificata sottoforma di linguaggio conviene focalizzarsi sul linguaggio e sul ragionamento basato su di esso. Penso che, ipotizzo che Conviene sostituire la frase "penso che" "con ipotizzo che", essendo le ipotesi parti del ragionamento, questo per investire nella considerazione del ragionamento, nel ruolo centrale che può avere nella qualità esistenziale. Bozza vecchia Il pensiero è il flusso di parole che possiedono una definizione. Può essere adoperato nel ragionamento che può essere a sua volta localizzato in uno dei livelli dello stato di coscienza, o accompagnato dalla capacità simulatoria. Deduzione ed idee Le inferenze vengono definite dal ragionamento basato su premesse provenienti da stimoli esterni (ho sentito un rumore, forse è un gatto). Le deduzioni vengono definite dal pensiero basato su stimoli interni usati come premesse. Il linguaggio non necessariamente equivale al pensiero, perché potrebbe essere un riflesso di linguaggi, l'esempio del nevrotico. Il linguaggio potrebbe rimanere ancorato all'emotore. La priorità delle deduzioni, in cui le informazioni esterne vengono prima validate e codificate come informazione dalle fonti per poi essere usate come premesse per le deduzioni. Linguaggio, pensiero e fase prima di addormentarsi. Pensiero ed animali La differenza che ci separa a livello evolutivo dal mondo animale è il pensiero, le persone che si concentrano solo sull'esperienza evitando di pensare, rinunciano a questa possibilità, relegando il linguaggio a riflessi elaborati, riflessi emotivi, facendo del linguaggio un vantaggio evolutivo dell'emotore, e una possibilità di investimento sul pensiero, divenendo a sua volta base per la consapevolezza, così da poter scegliere di essere umani, rinunciando ai riflessi, rinunciando alle emozioni, all'emotore come guida dell'esistenza. componente immaginativa, auditivia, tattile, gustativa e olfattiva, dalle vie sensoriali, e poi c'è l "acerrimo nemico" l'emotività, la componente emotiva. Pensieri Automatici Cosa sono i pensieri automatici, emotori del pensiero, cioè riflessi che possono coinvolgere linguaggio, immagini etc.. non diventando necessariamente ossessioni (pensieri automatici ad alta frequenza) ma comunque incidere sulla qualità dell'esistenza, perchè può un pensiero automatico con una diversa componente di ragionamento euristico avere la stessa efficacia o funzionalità di un ragionamento coerente con un obbiettivo esistenziale ed approfondito? Dove nascono i pensieri automatici? Dall'imitazione, imitazione che converrebe spegnere il prima possibile cos'ì l'individuo ha meno emotori da spegnere, e prima inizia quindi ad investire in un pensiero consapevole e non automatico/passivo.

ultima modifica il: 05-09-2019 - 8:50:16
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